UNHCR, PRESENTATO IL
RAPPORTO ‘GLOBAL TRENDS 2010’
22 giugno 2011-L’Alto Commissariato delle Nazioni
Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha presentato il suo rapporto
statistico annuale Global Trends 2010. L'Italia, con 56mila
rifugiati, presenta cifre contenute rispetto ad altri paesi
dell'Unione Europea, in termini sia assoluti che relativi. In
Danimarca, Paesi Bassi e Svezia i rifugiati sono tra i 3 e i 9 ogni
1.000 abitanti, in Germania oltre 7, nel Regno Unito quasi 4, mentre
in Italia meno di 1 ogni 1.000 abitanti.
RAPPORTO STATISTICO
ANNUALE UNHCR:
80% DEI RIUGIATI NEL MONDO NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO
Comunicato stampa
dell’UNHCR
“Il
rapporto statistico annuale dell’Alto Commissariato delle Nazioni
Unite per i Rifugiati (pubblicato il 20-6) illustra i profondi
squilibri nel supporto internazionale che le persone sradicate dalle
loro terre ricevono. Secondo il rapporto, i 4/5 dei rifugiati del
mondo sono accolti dai paesi in via di sviluppo e questo avviene in
un periodo caratterizzato da crescenti sentimenti di ostilità nei
confronti dei rifugiati in molti paesi industrializzati.
In base ai dati del rapporto dell’UNHCR - Global Trends 2010 - molti
dei paesi più poveri del mondo accolgono una vasta popolazione dei
rifugiati, sia in termini assoluti che in proporzione ai loro
sistemi economici. Il Pakistan, l’Iran e la Siria ospitano il
maggior numero di rifugiati, rispettivamente 1.9 milioni, 1.1
milioni, e 1 milione. Il Pakistan risente dell’impatto economico
maggiore con 710 rifugiati per ogni dollaro pro capite del PIL,
seguito dalla Repubblica Democratica del Congo e dal Kenya con,
rispettivamente, 475 e 247 rifugiati. In termini di paragone, la
Germania, il paese industrializzato con la più alta popolazione di
rifugiati (594mila), accoglie 17 rifugiati per ogni dollaro pro
capite del PIL.
Nel complesso, l’immagine che il rapporto del 2010 ci consegna è
quella di un drastico cambiamento nell’ambito della protezione
rispetto a 60 anni fa, quando l’agenzia ONU per i rifugiati venne
fondata. Allora l’UNHCR si occupava di 2.1 milioni di europei
sradicati a causa della Seconda Guerra Mondiale. Oggi il lavoro
l’azione dell’UNHCR abbraccia più di 120 paesi e comprende sia
persone costrette a fuggire oltre i confini, che gli sfollati
all’interno del proprio paese. Secondo i dati forniti dal Global
Trends 2010 le persone costrette alla fuga in tutto il mondo sono
43.7 milioni – quasi come l’intera popolazione della Colombia o
della Corea del Sud, oppure quella della Scandinavia e dello Sri
Lanka sommate. Di questi, 15.4 milioni sono rifugiati (10.55 milioni
sotto mandato dell’UNHCR e 4.82 milioni di competenza dell’UNRWA,
l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi), 27.5
milioni sono sfollati interni a causa di conflitti, e circa 850.000
sono richiedenti asilo, un quinto dei quali solo in Sud Africa. E’
particolarmente angosciante il dato delle 15.500 domande di asilo
presentate da minori non accompagnati o separati, la maggior parte
dei quali somali o afghani. Il rapporto non prende in esame gli
spostamenti forzati di popolazione verificatisi nel 2011, come
quelli in Libia, Costa d’Avorio e Siria.
“Assistiamo al giorno d’oggi a preoccupanti rappresentazioni dei
rifugiati e del paradigma della protezione internazionale,” ha detto
dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati
António Guterres. “La paura di una presunta invasione di rifugiati
nei paesi industrializzati è fortemente esagerata o erroneamente
associata alle questioni migratorie. Nel frattempo, sono i paesi più
poveri a farsi carico dell’onere.”
L'Italia, con 56mila rifugiati, presenta cifre contenute rispetto ad
altri paesi dell'Unione Europea, in termini sia assoluti che
relativi. In Danimarca, Paesi Bassi e Svezia i rifugiati sono tra i
3 e i 9 ogni 1.000 abitanti, in Germania oltre 7, nel Regno Unito
quasi 4, mentre in Italia meno di 1 ogni 1.000 abitanti.
Guerre
interminabili ed esilio protratto
Al prolungarsi di molti dei principali conflitti internazionali
odierni - si legge nel rapporto - corrisponde il protrarsi della
condizione di rifugiato per milioni di persone in tutto il mondo. L’UNHCR
definisce come esilio protratto quelle situazioni in cui un numero
ingente di persone è bloccato in esilio per più di 5 anni. Nel 2010,
di tutti i rifugiati sotto mandato UNHCR, 7.2 milioni di persone si
trovavano in questa situazione - il numero più alto mai registrato
dal 2001. Nel frattempo hanno potuto far ritorno nel proprio paese
solo 197.600 persone, il numero più basso dal 1990.
Alcuni rifugiati sono in esilio da più di 30 anni. Gli afghani,
fuggiti inizialmente dall’invasione sovietica nel 1979, hanno
costituito un terzo dei rifugiati nel mondo sia nel 2001 che nel
2010. Gli iracheni, i somali, i congolesi (RD del Congo) e i
sudanesi sono stati tra le 10 nazionalità con il più alto numero di
rifugiati all’inizio e alla fine del decennio.
“Un solo rifugiato senza speranza è un rifugiato di troppo”, ha
detto aggiunto l’Alto Commissario Guterres. “Il mondo sta
abbandonando queste persone, che attendono inesorabilmente lo
stabilizzarsi della situazione nel loro paese di origine, vivendo
una vita in sospeso. I paesi in via di sviluppo non possono
continuare a sopportare quest’onere da soli e il mondo
industrializzato deve occuparsi di questa sproporzione. E’
necessario aumentare le quote di reinsediamento e accelerare le
iniziative di pace dei conflitti di lunga durata, così che i
rifugiati possano far ritorno nelle proprie case”.
Sfollati interni – il numero più
alto del decennio
Sebbene il numero di rifugiati rimpatriati lo scorso anno sia stato
esiguo, la situazione delle persone sfollate all’interno dei confini
dei loro paesi d’origine ha subito dei cambiamenti. Nel 2010 più di
2.9 milioni di sfollati hanno fatto ritorno nelle proprie aree
d’origine in paesi come Pakistan, Repubblica Democratica del Congo,
Uganda e Kyrgyzstan. Ciò nonostante, anche con questo livello di
rientri, il numero di sfollati nel mondo - 27.5 milioni di persone -
è il più alto degli ultimi dieci anni.
Un ulteriore gruppo difficile da quantificare di cui si occupa l’UNHCR
è quello degli apolidi, o persone che non possiedono la più
elementare rete di protezione, la nazionalità. Il numero di paesi
con popolazioni apolidi è in aumento costante dal 2004, ma le
differenze sulle definizioni e nella metodologia impediscono ancora
un rilevamento attendibile del fenomeno. Nel 2010 il numero di
persone apolidi (3.5 milioni) era circa la metà del 2009, ma ciò è
dovuto principalmente ai cambi di metodologia di alcuni stati che
hanno fornito i dati. Stime non ufficiali hanno calcolato un numero
vicino a 12 milioni. Il prossimo agosto l’UNHCR lancerà una
campagna mondiale per portare una maggiore attenzione alla
situazione degli apolidi nel mondo e per accelerare l’azione di
aiuto nei loro confronti.
Il Rapporto statistico Global Trends 2010 è disponibile al seguente
link http://www.unhcr.org/4dfa11499.html
Rapporto statistico UNHCR Global Trends
2010
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