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Resettlement: building up the basis

Scheda sul progetto Partner e link Che cosa è? Il ruolo dell'UNHCR Programmi di reinsediamento Manifesto reinsediamento In Italia

PROGRAMMI DI REINSEDIAMENTO

STATI UNITI D'AMERICA

Il Programma di Reinsediamento statunitense (USRP - United States Resettlement  Programme) è il sicuramente il primo programma del mondo per quantità di rifugiati accolti.

Infatti gli Stati Uniti reinsediano sul loro territorio un numero di rifugiati che si aggira intorno a una media di circa 40000 persone l’anno.

La quota stabilità dal Presidente per l’anno 2006 è stata di 70000 rifugiati. A causa però di un finanziamento non adeguato deciso dal Congresso, probabilmente la quota effettiva si aggirerà intorno a 50000 persone.

Ad ogni modo, per entrare nei particolari, il principale organismo che si occupa dell’USRP è il Dipartimento di Stato, supportato dal DHS (Department of Homeland Security) e dal DHHS (Department of Health and Human Services).

Ciò che colpisce nell’USRP, oltre alla dimensione della quota, neanche minimamente paragonabile a quella dei paesi europei, è che il programma prevede il coinvolgimento di molti attori. Ad esempio le ONG sono coinvolte anche nelle procedure di selezione nei paesi di primo asilo. Infatti il Dipartimento di Stato dà il compito di effettuare le selezioni a un organismo chiamato OPE (Overseas Protection Entity) formato, di volta in volta e a seconda dei paesi in cui si interviene, da rappresentanti di ONG, dell’IOM, e di ambasciate statunitensi. L’OPE, una volta effettuata la selezione, si occupa anche delle fasi successive, inclusi esami medici e orientamento culturale.

La scelta di demandare molte funzioni a elementi non governativi incontra però un limite: l’obiettivo delle autorità statunitensi infatti è quello ci raggiungere un equilibrio tra attività umanitaria e preoccupazione di sicurezza nazionale e quindi, da qualche anno, si è deciso di affidare la decisione finale su ogni persona selezionata al Department of Homeland Security.

Il programma di integrazione, supervisionato dal DHHS, è gestito da 10 agenzie volontarie (9 ONG e lo Stato dell’Iowa), che per questo ricevono fondi estremamente limitati: 850 dollari per ogni rifugiato, di cui 425 per spese amministrative e 425 come “pocket money” per lo stesso rifugiato.

Le agenzie valutano, a seconda della necessità dei casi, in quale Stato inviare i rifugiati. La scelta è dettata dalla rete di associazioni locali che a loro volta sono affiliate alle stesse agenzie, e al tipo di supporto nel quale sono meglio attrezzate e specializzate.

Una volta giunti nello Stato di destinazione i rifugiati hanno diritto a 8 mesi di assistenza medica e hanno la possibilità di scegliere un programma di integrazione proposto loro dall’agenzia.

A seconda dei vari Stati i rifugiati hanno la possibilità di scegliere tra vari programmi di assistenza, che in pratica sono guidati tutti da uno stesso principio: il lavoro va trovato il prima possibile, anche prima dell’apprendimento della lingua. La lingua infatti, nella filosofia del programma, deve essere appresa lavorando e cominciando a far parte il prima possibile della società americana.. L’auto sufficienza è quindi la parola d’ordine dell’USRP: occorre che il beneficiario del Reinsediamento raggiunga quanto prima (l’obiettivo fissato a livello governativo è 180 giorni) la possibilità di rendersi indipendente da qualsiasi aiuto. Tale obiettivo sarebbe impossibile, vista la carenza di fondi statali, senza il supporto delle comunità locali.

In particolare è fondamentale la funzione delle cosiddette sponsorships, utilissime nelle  prime attività di appoggio e accoglienza dei rifugiati. Per sponsor si intende una gruppo facente parte di una comunità che accetta di offrire volontariamente e gratuitamente una serie di servizi di accoglienza ai rifugiati.

Il ruolo degli sponsors e delle comunità, come si intuisce, rappresenta la base del programma di integrazione, e nei fatti l’impegno principale delle ONG è proprio quella di garantire un numero di sponsor tale da poter offrire un servizio costante nel tempo.

Se a prima vista quindi il programma statunitense può sembrare esageratamente difficoltoso per i rifugiati, occorre dire che esso è appoggiato fondamentalmente da tutti gli attori coinvolti. L’obiettivo del 90 per cento è d’altronde spesso raggiunto, e quindi dati alla mano, il programma viene considerato un successo.