CIR

 Consiglio Italiano per i Rifugiati onlus 

Via del Velabro 5/A
00186 Roma
Tel.06-69200114
Fax.06-69200116
cir@cir-onlus.org

Chi siamo Presidente Direzione e Struttura Bilancio Dove siamo COME AIUTARE  CONTATTI Home

ATTIVITA'

Cosa facciamo

Utenza CIR

Rapporti annuali

 

PROGETTI

Servizi sul territorio

Integrazione

Gruppi vulnerabili

Collaborazioni Internazionali

 

I RIFUGIATI

Chi è un rifugiato

Glossario

Quadro statistico

Le storie

 

PAESI DI ORIGINE

 

DIRITTI

La procedura in Italia

Informazioni pratiche

Archivio giuridico

Giurisprudenza new

 

COMUNICAZIONE

Ufficio Stampa 

Comunicati news

Pubblicazioni

Interviste

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FORMAZIONE

Corsi e Master

 

COLLABORA CON NOI

 

LINK

 

Video CIR su

______________

 

Risoluzione consigliata 1024x768

webmaster

Gemma Criscuolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

co-finanziato dal Fondo Europeo per i Rifugiati

 

Vai alla home page

Dipartimento per le libertà Civili e l'immigrazione

 

Resettlement: building up the basis

Scheda sul progetto Partner e link Che cosa è? Il ruolo dell'UNHCR Programmi di reinsediamento Manifesto reinsediamento In Italia

PROGRAMMI DI REINSEDIAMENTO

SVEZIA

La Svezia ha iniziato con un programma speciale di reinsediamento nel 1950.

La quota e le line guida generali per il programma vengono approvate dal Parlamento svedese e si programmano principalmente sulla base delle necessità di reinsediamento presentate ogni anno dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per I Rifugiati (UNHCR). Negli ultimi anni, il numero di rifugiati accolti secondo questo programma è variato tra 1200 e 1900 persone.

La tavola di seguito fornisce le cifre e le principali nazionalità di rifugiati accolti sotto il programma di reinsediamento tra il 2000 ed il 2006.

I casi presi in considerazione per reinsediamento sono riferiti unicamente dall’UNHCR. Soltanto molto eccezionalmente le ambasciate svedesi possono sottoporre casi per reinsediamento.

 

Anno

Quota

 Rifugiati  Arrivati

Nazionalità e Gruppi principali

2000

1380

1162

Iracheni, Iraniani, Afgani, Ex Jugoslavi, Programma Medico, Progetto “Colombia”

2001

1285

1279

Iracheni, Iraniani, Afgani, Progetto « Colombia », Programma Medico

2002

1000

1015

Iracheni, Iraniani, Afgani, Progetto « Colombia », Programma Medico

2003

1000

890

Afgani, Liberiani, Sierra Leonesi, Iracheni, Iraniani

2004

1700

1656

Iracheni, Iraniani, Burmesi

2005

1700

1242

Afgani, Colombiani, Burmesi

2006

1700

1653

Colombiani, Afgani, Iraniani

Fonte: Swedish Migration Board

 

I fondi destinati per il programma di reinsediamento possono essere utilizzati sia per azioni di reinsediamento in Svezia, sia per sostenere progetti, sotto diverse forme, che abbiano lo scopo di risolvere problemi di rifugiati fuori dalla Svezia (vedi Altri Progetti/Programmi, di seguito)

 

La definizione di rifugiato, quasi identica a quella contenuta nella Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951, omettendo qualsiasi limite territoriale e temporale, è contenuta nella legge svedese sugli stranieri. La legge considera sia persone con necessità di protezione internazionale su base sussidiaria, sia altre situazioni particolarmente vulnerabili  (per esempio persone a rischio di condanna a morte o tortura, che fuggono da conflitti armati, che sono perseguitate per motivi di genere); i casi umanitari non sono presi in considerazione. Il Programma svedese non specifica criteri per il reinsediamento o categorie speciali, considera principalmente il bisogno di protezione internazionale oppure motivi di esclusione – più ampi rispetto alle clausole di esclusione contenute nella Convenzione del 1951. Nessun esame medico è richiesto prima della partenza.

 

La selezione, sulla base di necessità medico-sanitarie, avviene soltanto eccezionalmente. In generale, la malattia non è in se considerata un ostacolo alla selezione delle persone che necessitano di protezione. Il “Migration Board” sottolinea che l’informazione su particolari necessità medico-sanitarie dovrebbe essere contenuta nel Modulo di Registrazione per il Reinsediamento (RRF) per poter meglio preparare l’accoglienza e l’integrazione dei rifugiati.  

 

Il Programma svedese destina un certo numero di posti a casi urgenti e di emergenza ogni anno. I casi di emergenza impiegano 5 giorni ad essere ammessi in Svezia, mentre I casi urgenti non più di dieci. Per il 2007, 300 posti sono stati destinati a questo genere di casi. Questi casi vengono normalmente trattati sulla base di dossier (la procedura è spiegata di seguito). I criteri di selezione per questi casi sono identici a quelli riservati ai casi ordinari.

 

Il Migration Board ha la responsabilità per la selezione ed il trasferimento dei rifugiati sotto il programma di reinsediamento. Il principio guida è che una delegazione del Migration Board seleziona i casi per il reinsediamento attraverso missioni in loco ma, in caso di impossibilità, i casi possono essere selezionati sulla base di dossier a cura dell’UNHCR.

La procedura per la selezione dei casi in loco consiste in:

una delegazione di membri del Migration Board intervista i candidati e le loro famiglie; le decisioni vengono normalmente prese alla fine delle missioni di selezione, (normalmente della durata di due/quattro settimane). Il Migration Board prende in considerazione anche casi che non sono stati accettati da altri paesi.

L’esame dei casi sulla base del Modulo di Registrazione per Reinsediamento consiste principalmente nell’esame dei dossier preparati UNHCR. La decisioni vengono prese sulla base delle informazioni contenute nei dossier. Nel caso in cui le informazioni siano insufficienti o inattendibili, ulteriori dati vengono richiesti all’UNHCR oppure ad ogni altra fonte opportuna (ambasciate, ONG). Le decisioni vengono normalmente prese entro tre settimane. Per l’anno fiscale 2007, sono stati allocati ca. 850 posti per casi selezionati attraverso missioni, gli altri 1050 posti sono stati accettati sulla base di dossier.

 

Dal momento in cui le decisioni vengono prese, il tempo necessario per il trasferimento in Svezia varia da due a dieci mesi, secondo i vari fattori tra cui l’emissione del visto di uscita,  della presenza di un ambasciata svedese, dell’organizzazione dell’accoglienza.

 

Durante le missioni di selezione i rifugiati accettati beneficiano di un programma di orientamento culturale prima della partenza. Le delegazioni, formate da personale dell’Integration Board e dei Comuni si recano nel paese di asilo per organizzare i programmi di orientamento culturale, che forniscono informazioni sulla Svezia.

Ove l’organizzazione di tali corsi non sia possibile, i membri della  delegazione per la selezione forniscono personalmente sessioni di orientamento culturale (tra  15 e  20 min.) ai rifugiati accettati.

In pratica, soltanto una minoranza dei rifugiati diretti in Svezia può beneficiare di programmi di orientamento culturale strutturati. Nessuno dei rifugiati accettati su base di dossier riceve alcuna  sessione di orientamento. Viene distribuito loro un volantino con informazioni sulla Svezia. Nel 2006, per esempio, sono stati organizzati soltanto due programmi di orientamento a fronte di cinque missioni. Il Migration Board sta ora cercando di sviluppare un programma di orientamento per essere in grado di raggiungere il maggior numero possibile di rifugiati accettati.

 

Il trasporto dei rifugiati accettati per reinsediamento in Svezia è curato dall’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni (OIM) secondo le richieste del Migration Board; i costi del viaggio sono coperti dal Governo svedese. Tutti i rifugiati beneficiari dei programmi di reinsediamento ricevono un permesso di residenza prima della partenza. Hanno facoltà di richiedere la cittadinanza svedese dopo quattro anni.

 

I rifugiati reinsediati vengono trasferiti direttamente dall’aeroporto al comune di residenza, dove  vengono assistiti dalle autorità municipali. La decisione da parte dei Comuni di accogliere i rifugiati viene presa su base volontaria. Al momento, circa 220 Comuni su 290 accolgono rifugiati sotto programmi di reinsediamento. I poli principali sono rappresentati dalle grandi città: Malmö, Stoccolma e Göteborg. L’Integration Board fino a luglio 2007 ha avuto la responsabilità di destinare rifugiati ai singoli Comuni. Dopo la chiusura di questo ente la responsabilità è stata assunta dal Migration Board e da altri dipartimenti governativi.  Il Migration Board ora è responsabile per l’allocazione delle risorse finanziarie a sostegno di programmi di inserimento e integrazione di rifugiati messi in atto dai Comuni. I County Administrative Boards si occupano delle convenzioni con i Comuni per l’accoglienza dei rifugiati (sia per i beneficiari di programmi di reinsediamento che per tutti gli altri).

 

Una volta che i rifugiati reinsediati raggiungono i Comuni, sono sotto la loro completa responsabilità.  I Comuni per questo ricevono un fondo statale di circa 180,000SEK (circa 19,255 EURO) per ogni rifugiato adulto e 190,500SEK (circa 20,373EURO)per ogni bambino rifugiato reinsediato nel Comune. Il Comune deve elaborare un piano di inserimento individuale per ogni rifugiato, in collaborazione con l’Ufficio per l’impiego locale. La durata del piano di inserimento o di integrazione varia sulla base delle esigenze di ogni rifugiato, ma in media dura un paio di anni. Durante questo periodo i rifugiati beneficiano di una sistemazione alloggiativa permanente (nel caso in cui nessuna sistemazione alloggiativa adatta sia disponibile, viene concessa una sistemazione temporanea per un breve periodo)  ed hanno accesso ad un sostegno economico, lezioni di lingua e assistenza nella ricerca di un lavoro. I rifugiati godono della stessa assistenza finanziaria, delle stesse opportunità di studio riservate ai cittadini. In principio, i rifugiati possono scegliere liberamente dove sistemarsi, ma se vogliono usufruire di soluzioni alloggiative permanenti, devono accettare le proposte dei Comuni.

 

In alcuni casi, anche le ONG sono coinvolte nel processo di integrazione dei rifugiati in due diverse modalità.  Primo, le autorità municipali possono fare dei sub-accordi con le ONG, in modo che diventino fornitori di servizi  per l’implementazione delle attività di integrazione. Secondo, le ONG possono organizzare attività in favore di rifugiati in modo complementare ai servizi offerti dai Comuni, per esempio: corsi di lingua, di informatica o attività ricreative

 

Per il 2007 la Svezia ha stabilito una quota di 1900 posti per reinsediamento di rifugiati. Il  Migration Board ha pianificato cinque missioni di selezione in Libano, Giordania, Iran, Tailandia e  Malaysia. Le nazionalità che saranno accettate durante queste missioni non sono ancora state completamente determinate, ma gli Afgani (dall’Iran), gli Iracheni (da Libano e Giordania) e i  Burmesi (da Malaysia e Tailandia) saranno sicuramente tra questi. Ogni missione dovrà allocare 150 posti, ad eccezione della missione in Giordania che ne dovrà allocare 200.  I restanti posti saranno suddivisi come segue:  

-          Casi urgenti e di emergenza: 300 posti

-          Selezioni attraverso dossier : 300 posti

-          Posti non destinati (da determinare in un secondo tempo): 250

La Svezia intende anche convertire 50 posti riservati al reinsediamento di rifugiati per poter creare posti per la protezione di rifugiati in Cile e Argentina.

I rimanenti 250 posti disponibili per reinsediamento per l’anno 2007 devono essere riservati a casi accettati nel 2006 che arriveranno in Svezia nel corso del 2007.

Il Migration Board sta cercando di risolvere questo problema, pianificando in modo ciclico i posti disponibili per reinsediamento in modo di evitare che i casi accettati nel corso dell’anno precedente abbiano un impatto sul numero di posti disponibili nell’anno fiscale in corso.

 

Altri Progetti/Programmi

- Come già menzionato sopra, parte del fondo per reinsediamento può essere utilizzato per contribuire a progetti che sostengono i rifugiati fuori dal territorio svedese attraverso Iniziative Regionali di Reinsediamento.

La Svezia fin’ora ha intrapreso i seguenti tre progetti:

-          Il Progetto “Colombia” (CP) implementato nel 2000, 2001 e 2002 ha permesso la conversione di un certo numero di posti destinati al reinsediamento in Svezia per la creazione di posti di reinsediamento nella regione di origine dei rifugiati: l’America Latina. I rifugiati colombiani interessati hanno beneficiato della possibilità di rimanere un anno in un paese latino americano, con l’intesa che se non fossero riusciti a rimpatriare entro quel lasso di tempo, sarebbero stati trasferiti in Svezia. La maggioranza dei paesi ospitanti coinvolti nel progetto hanno concesso asilo ai rifugiati colombiani, che non potevano rimpatriare alla fine del programma annuale.  Soltanto pochissimi hanno avuto la necessità di essere reinsediati in Svezia;  

-          Il Trust Fund dell’UNHCR per facilitare attività di reinsediamento. Iniziativa dei paesi nordici per il pilotaggio di reinsediamento regionale in Burkina Faso e Benin;

-          Il Progetto Medico Svedese (SMP) che contribuisce a programmi di evacuazione medica da  Kosovo e Bosnia-Herzegovina.

-          Al momento, il Migration Board sta discutendo con l’UNHCR ed il Governo svedese la sua partecipazione nel ‘Piano d’Azione Messicano’ a sostegno del Programma ‘Reinsediamento in Solidarietà’, che offre opportunità di reinsediamento regionale. La Norvegia, i Paesi Bassi e gli Stati Uniti sono tra i paesi che contribuiscono a questo piano d’azione.

-          Il governo svedese si è anche impegnato a sostenere il concetto di “Evacuation Transit Facility” (ETF) attraverso la messa a disposizione di fondi e accogliendo rifugiati per reinsediamento in Svezia da paesi ETF.

-          La Svezia è stata coinvolta in una serie di accordi di gemellaggio (un modo per condividere l’ expertise e per scambiare idee). Attualmente, la Svezia è parte del progetto ‘Modelling of Orientation, Services and Training in Resettlement for Refugees’ (MOST) innsieme alla Finlandia, l’Irlanda e la Spagna.

 

Svezia - Statistiche rifugiati sotto programmi di reinsediamento 2000 – 2006

 

 

 

Anno  Quota max.    Accetati/Arrivi                Principali Nazionalità

 

2000    1380    1484/1162                  Iracheni, Iraniani, Afgani,

Ex Yugoslavi, Programma Medico, Progetto ”Colombia”

 

2001    1285    1059/1279                  Iracheni, Iraniani, Afgani, Progetto                                      ”Colombia”

 

2002    1000    979/1015                    Iraqis, Iraniani, Afgani, Progetto

                                               ”Colombia”, Programma Medico

 

2003    1000    927/890                      Afgani, Liberiani, Sierraleonesi

                                               Iraniani, Iracheni

 

2004    1700    1801/1656                  Iraniani, Iracheni, Burmesi

 

2005    1700    1263/1242                  Afgani, Colombiani, Burmesi

 

2006    1700    1575/1653                  Colombiani, Afgani, Iraniani