PROGRAMMI DI REINSEDIAMENTO
SVEZIA
La Svezia ha iniziato con un
programma speciale di reinsediamento nel 1950.
La quota e le line guida generali
per il programma vengono approvate dal Parlamento svedese e si
programmano principalmente sulla base delle necessità di
reinsediamento presentate ogni anno dall’Alto Commissariato
delle Nazioni Unite per I Rifugiati (UNHCR). Negli ultimi anni,
il numero di rifugiati accolti secondo questo programma è
variato tra 1200 e 1900 persone.
La tavola di seguito fornisce le
cifre e le principali nazionalità di rifugiati accolti sotto il
programma di reinsediamento tra il 2000 ed il 2006.
I casi presi in considerazione
per reinsediamento sono riferiti unicamente dall’UNHCR. Soltanto
molto eccezionalmente le ambasciate svedesi possono sottoporre
casi per reinsediamento.
|
Anno |
Quota |
Rifugiati Arrivati
|
Nazionalità e Gruppi
principali |
|
2000 |
1380 |
1162 |
Iracheni, Iraniani,
Afgani, Ex Jugoslavi, Programma Medico, Progetto
“Colombia” |
|
2001 |
1285 |
1279 |
Iracheni, Iraniani,
Afgani, Progetto « Colombia », Programma Medico |
|
2002 |
1000 |
1015 |
Iracheni, Iraniani,
Afgani, Progetto « Colombia », Programma Medico |
|
2003 |
1000 |
890 |
Afgani, Liberiani, Sierra
Leonesi, Iracheni, Iraniani |
|
2004 |
1700 |
1656 |
Iracheni, Iraniani,
Burmesi |
|
2005 |
1700 |
1242 |
Afgani, Colombiani,
Burmesi |
|
2006 |
1700 |
1653 |
Colombiani, Afgani,
Iraniani |
Fonte: Swedish Migration Board
I fondi destinati per il programma di
reinsediamento possono essere utilizzati sia per azioni di
reinsediamento in Svezia, sia per sostenere progetti, sotto
diverse forme, che abbiano lo scopo di risolvere problemi di
rifugiati fuori dalla Svezia (vedi
Altri Progetti/Programmi, di seguito)
La definizione di rifugiato, quasi identica a
quella contenuta nella Convenzione di Ginevra sui rifugiati del
1951, omettendo qualsiasi limite territoriale e temporale, è
contenuta nella legge svedese sugli stranieri. La legge
considera sia persone con necessità di protezione internazionale
su base sussidiaria, sia altre situazioni particolarmente
vulnerabili (per esempio persone a rischio di condanna a morte
o tortura, che fuggono da conflitti armati, che sono
perseguitate per motivi di genere); i casi umanitari non sono
presi in considerazione. Il Programma svedese non specifica
criteri per il reinsediamento o categorie speciali, considera
principalmente il bisogno di protezione internazionale oppure
motivi di esclusione – più ampi rispetto alle clausole di
esclusione contenute nella Convenzione del 1951.
Nessun esame medico è richiesto prima della partenza.
La selezione, sulla base di
necessità medico-sanitarie, avviene soltanto eccezionalmente. In
generale, la malattia non è in se considerata un ostacolo alla
selezione delle persone che necessitano di protezione. Il
“Migration Board” sottolinea che l’informazione su particolari
necessità medico-sanitarie dovrebbe essere contenuta nel Modulo
di Registrazione per il Reinsediamento (RRF) per poter meglio
preparare l’accoglienza e l’integrazione dei rifugiati.
Il Programma svedese destina un
certo numero di posti a casi urgenti e di emergenza ogni anno. I
casi di emergenza impiegano 5 giorni ad essere ammessi in
Svezia, mentre I casi urgenti non più di dieci. Per il 2007, 300
posti sono stati destinati a questo genere di casi. Questi casi
vengono normalmente trattati sulla base di dossier (la procedura
è spiegata di seguito). I criteri di selezione per questi casi
sono identici a quelli riservati ai casi ordinari.
Il Migration Board ha la
responsabilità per la selezione ed il trasferimento dei
rifugiati sotto il programma di reinsediamento. Il principio
guida è che una delegazione del Migration Board seleziona i casi
per il reinsediamento attraverso missioni in loco ma, in caso di
impossibilità, i casi possono essere selezionati sulla base di
dossier a cura dell’UNHCR.
La procedura per la selezione dei
casi in loco consiste in:
una delegazione di membri del
Migration Board intervista i candidati e le loro famiglie; le
decisioni vengono normalmente prese alla fine delle missioni di
selezione, (normalmente della durata di due/quattro settimane).
Il Migration Board prende in considerazione anche casi che non
sono stati accettati da altri paesi.
L’esame dei casi sulla base del
Modulo di Registrazione per Reinsediamento consiste
principalmente nell’esame dei dossier preparati UNHCR. La
decisioni vengono prese sulla base delle informazioni contenute
nei dossier. Nel caso in cui le informazioni siano insufficienti
o inattendibili, ulteriori dati vengono richiesti all’UNHCR
oppure ad ogni altra fonte opportuna (ambasciate, ONG). Le
decisioni vengono normalmente prese entro tre settimane. Per
l’anno fiscale 2007, sono stati allocati ca. 850 posti per casi
selezionati attraverso missioni, gli altri 1050 posti sono stati
accettati sulla base di dossier.
Dal momento in cui le decisioni
vengono prese, il tempo necessario per il trasferimento in
Svezia varia da due a dieci mesi, secondo i vari fattori tra cui
l’emissione del visto di uscita, della presenza di un
ambasciata svedese, dell’organizzazione dell’accoglienza.
Durante le missioni di selezione
i rifugiati accettati beneficiano di un programma di
orientamento culturale prima della partenza. Le delegazioni,
formate da personale dell’Integration Board e dei Comuni si
recano nel paese di asilo per organizzare i programmi di
orientamento culturale, che forniscono informazioni sulla
Svezia.
Ove l’organizzazione di tali
corsi non sia possibile, i membri della delegazione per la
selezione forniscono personalmente sessioni di orientamento
culturale (tra 15 e 20 min.) ai rifugiati accettati.
In pratica, soltanto una
minoranza dei rifugiati diretti in Svezia può beneficiare di
programmi di orientamento culturale strutturati. Nessuno dei
rifugiati accettati su base di dossier riceve alcuna sessione
di orientamento. Viene distribuito loro un volantino con
informazioni sulla Svezia. Nel 2006, per esempio, sono stati
organizzati soltanto due programmi di orientamento a fronte di
cinque missioni. Il Migration Board sta ora cercando di
sviluppare un programma di orientamento per essere in grado di
raggiungere il maggior numero possibile di rifugiati accettati.
Il trasporto dei rifugiati
accettati per reinsediamento in Svezia è curato
dall’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni (OIM) secondo le
richieste del Migration Board; i costi del viaggio sono coperti
dal Governo svedese. Tutti i rifugiati beneficiari dei programmi
di reinsediamento ricevono un permesso di residenza prima della
partenza. Hanno facoltà di richiedere la cittadinanza svedese
dopo quattro anni.
I rifugiati reinsediati vengono
trasferiti direttamente dall’aeroporto al comune di residenza,
dove vengono assistiti dalle autorità municipali. La decisione
da parte dei Comuni di accogliere i rifugiati viene presa su
base volontaria. Al momento, circa 220 Comuni su 290 accolgono
rifugiati sotto programmi di reinsediamento. I poli principali
sono rappresentati dalle grandi città: Malmö, Stoccolma e
Göteborg. L’Integration Board fino a luglio 2007 ha avuto la
responsabilità di destinare rifugiati ai singoli Comuni. Dopo la
chiusura di questo ente la responsabilità è stata assunta dal
Migration Board e da altri dipartimenti governativi. Il
Migration Board ora è responsabile per l’allocazione delle
risorse finanziarie a sostegno di programmi di inserimento e
integrazione di rifugiati messi in atto dai Comuni. I County
Administrative Boards si occupano delle convenzioni con i Comuni
per l’accoglienza dei rifugiati (sia per i beneficiari di
programmi di reinsediamento che per tutti gli altri).
Una volta che i rifugiati
reinsediati raggiungono i Comuni, sono sotto la loro completa
responsabilità. I Comuni per questo ricevono un fondo statale
di circa 180,000SEK (circa 19,255 EURO) per ogni rifugiato
adulto e 190,500SEK (circa 20,373EURO)per ogni bambino rifugiato
reinsediato nel Comune. Il Comune deve elaborare un piano di
inserimento individuale per ogni rifugiato, in collaborazione
con l’Ufficio per l’impiego locale. La durata del piano di
inserimento o di integrazione varia sulla base delle esigenze di
ogni rifugiato, ma in media dura un paio di anni. Durante questo
periodo i rifugiati beneficiano di una sistemazione alloggiativa
permanente (nel caso in cui nessuna sistemazione alloggiativa
adatta sia disponibile, viene concessa una sistemazione
temporanea per un breve periodo) ed hanno accesso ad un
sostegno economico, lezioni di lingua e assistenza nella ricerca
di un lavoro. I rifugiati godono della stessa assistenza
finanziaria, delle stesse opportunità di studio riservate ai
cittadini. In principio, i rifugiati possono scegliere
liberamente dove sistemarsi, ma se vogliono usufruire di
soluzioni alloggiative permanenti, devono accettare le proposte
dei Comuni.
In alcuni casi, anche le ONG sono
coinvolte nel processo di integrazione dei rifugiati in due
diverse modalità. Primo, le autorità municipali possono fare
dei sub-accordi con le ONG, in modo che diventino fornitori di
servizi per l’implementazione delle attività di integrazione.
Secondo, le ONG possono organizzare attività in favore di
rifugiati in modo complementare ai servizi offerti dai Comuni,
per esempio: corsi di lingua, di informatica o attività
ricreative
Per il 2007 la Svezia ha stabilito una quota di
1900 posti per reinsediamento di rifugiati. Il Migration Board
ha pianificato cinque missioni di selezione in Libano,
Giordania, Iran, Tailandia e Malaysia. Le nazionalità che
saranno accettate durante queste missioni non sono ancora state
completamente determinate, ma gli Afgani (dall’Iran), gli
Iracheni (da Libano e Giordania) e i Burmesi (da Malaysia e
Tailandia) saranno sicuramente tra questi. Ogni missione dovrà
allocare 150 posti, ad eccezione della missione in Giordania che
ne dovrà allocare 200. I restanti posti saranno suddivisi come
segue:
-
Casi urgenti e di emergenza: 300 posti
-
Selezioni attraverso
dossier : 300
posti
-
Posti non destinati (da determinare in un secondo tempo): 250
La Svezia intende anche
convertire 50 posti riservati al reinsediamento di rifugiati per
poter creare posti per la protezione di rifugiati in Cile e
Argentina.
I rimanenti 250 posti disponibili
per reinsediamento per l’anno 2007 devono essere riservati a
casi accettati nel 2006 che arriveranno in Svezia nel corso del
2007.
Il Migration Board sta cercando
di risolvere questo problema, pianificando in modo ciclico i
posti disponibili per reinsediamento in modo di evitare che i
casi accettati nel corso dell’anno precedente abbiano un impatto
sul numero di posti disponibili nell’anno fiscale in corso.
Altri Progetti/Programmi
- Come già menzionato sopra,
parte del fondo per reinsediamento può essere utilizzato per
contribuire a progetti che sostengono i rifugiati fuori dal
territorio svedese attraverso Iniziative Regionali di
Reinsediamento.
La Svezia fin’ora ha intrapreso i
seguenti tre progetti:
-
Il Progetto “Colombia” (CP)
implementato nel 2000, 2001 e 2002 ha permesso la conversione di
un certo numero di posti destinati al reinsediamento in Svezia
per la creazione di posti di reinsediamento nella regione di
origine dei rifugiati: l’America Latina. I rifugiati colombiani
interessati hanno beneficiato della possibilità di rimanere un
anno in un paese latino americano, con l’intesa che se non
fossero riusciti a rimpatriare entro quel lasso di tempo,
sarebbero stati trasferiti in Svezia. La maggioranza dei paesi
ospitanti coinvolti nel progetto hanno concesso asilo ai
rifugiati colombiani, che non potevano rimpatriare alla fine del
programma annuale. Soltanto pochissimi hanno avuto la necessità
di essere reinsediati in Svezia;
-
Il Trust Fund dell’UNHCR per
facilitare attività di reinsediamento. Iniziativa dei paesi
nordici per il pilotaggio di reinsediamento regionale in Burkina
Faso e Benin;
-
Il Progetto Medico Svedese (SMP) che
contribuisce a programmi di evacuazione medica da Kosovo e
Bosnia-Herzegovina.
-
Al momento, il Migration Board sta discutendo con l’UNHCR ed il
Governo svedese la sua partecipazione nel ‘Piano d’Azione
Messicano’ a sostegno del Programma ‘Reinsediamento in
Solidarietà’, che offre opportunità di reinsediamento regionale.
La Norvegia, i Paesi Bassi e gli Stati Uniti sono tra i paesi
che contribuiscono a questo piano d’azione.
-
Il governo svedese si è anche
impegnato a sostenere il concetto di “Evacuation Transit
Facility” (ETF) attraverso la messa a disposizione di fondi e
accogliendo rifugiati per reinsediamento in Svezia da paesi ETF.
-
La Svezia è stata coinvolta in una
serie di accordi di gemellaggio (un modo per condividere l’
expertise e per scambiare idee). Attualmente, la Svezia è parte
del progetto ‘Modelling of Orientation, Services and Training in
Resettlement for Refugees’ (MOST) innsieme alla Finlandia,
l’Irlanda e la Spagna.
Svezia -
Statistiche rifugiati sotto programmi di reinsediamento 2000 –
2006
Anno Quota
max. Accetati/Arrivi Principali Nazionalità
2000 1380
1484/1162 Iracheni, Iraniani, Afgani,
Ex Yugoslavi,
Programma Medico, Progetto ”Colombia”
2001 1285
1059/1279 Iracheni, Iraniani, Afgani,
Progetto ”Colombia”
2002 1000
979/1015 Iraqis, Iraniani, Afgani, Progetto
”Colombia”,
Programma Medico
2003 1000
927/890 Afgani, Liberiani, Sierraleonesi
Iraniani,
Iracheni
2004 1700
1801/1656 Iraniani, Iracheni, Burmesi
2005 1700
1263/1242 Afgani, Colombiani, Burmesi
2006 1700
1575/1653 Colombiani, Afgani, Iraniani