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ROM. PER CONSIGLIO
DI STATO ILLEGITTIMO STATO DI EMERGENZA IN 'PIANO NOMADI'
22
novembre 2011- Riportiamo nota dell’agenzia Redattore Sociale:
“Secondo i giudici del Consiglio di Stato è illegittimo lo stato di
emergenza dichiarato per far fronte alla presenza di insediamenti di
comunita' rom e sinte sul territorio italiano.
Con una sentenza resa pubblica il 18 novembre, il Consiglio di Stato
boccia il Piano nomadi e rende giustizia all'Associazione per la
difesa dei diritti dei rom, European Roma Rights Centre Foundation e
a due abitanti del campo Casilino 900 di Roma, promotori del ricorso
contro la Presidenza del Consiglio ed altri.
In
data 16
novembre 2011, con sentenza n. 6050, il Consiglio di
Stato ha stabilito "l'illegittimita' del decreto del presidente del
Consiglio dei Ministri del 21 maggio 2008" in quanto, si legge nelle
motivazioni, "non si evincono precisi dati fattuali che autorizzino
ad affermare l'esistenza di un nesso tra la presenza sul territorio
di insediamenti rom e una straordinaria ed eccezionale turbativa
dell'ordine e della sicurezza pubblica nelle aree interessate. Il
riferimento a "gravi episodi che mettono in pericolo l'ordine e la
sicurezza pubblica",inoltre,non risulta supportato da una seria e
puntuale analisi dell'incidenza sui territori del fenomeno
considerato. Infine il Consiglio di Stato ha riscontrato un difetto
nell'istruttoria e nella motivazione retrostanti alla dichiarazione
dello stato di emergenza.
In questo modo il Consiglio di Stato non rigetta soltanto il
ricorso in appello della Presidenza del Consiglio dei ministri, del
Ministero dell'interno, del Dipartimento della protezione civile e
delle Prefetture di Roma, Milano e Napoli contro la sentenza 1
luglio 2009 del Tar di Roma che aveva emesso un primo verdetto
favorevole per l'Errcf. I giudici hanno infatti accolto il
controricorso della stessa Associazione non pienamente soddisfatta
dalla pronuncia di primo grado che non aveva condiviso il rilievo
della carenza di presupposti di fatto idonei a legittimare una
declaratoria di emergenza ai sensi dell'art. 5 della legge n. 225
del 1992 e dei lamentati intenti di discriminazione etnica e/o
razziale nei confronti della comunita' Rom.
"Lo stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunita'
nomadi" era stato decretato il 21 maggio 2008 dal presidente del
Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi. In seguito sono state
emesse alcune ordinanze attuative con le quali sono stati nominati i
prefetti di Roma, Napoli, Milano e, successivamente, quelli di
Torino e Venezia, "commissari delegati per la realizzazione di tutti
gli interventi necessari al superamento dello stato di emergenza"
nelle regioni di Lazio, Campania, Lombardia, Piemonte e Veneto. Per
quanto riguarda la citta' di Roma, nel febbraio 2009 il
prefetto-commissario Giuseppe Pecoraro ha firmato il Regolamento per
la gestione dei villaggi attrezzati per le comunita' nomadi nella
regione Lazio e in data 31 luglio 2009, in veste di "commissario
straordinario per l'emergenza nomadi" ha presentato - insieme al
Comune di Roma - il Piano Nomadi Berlusconi/Maroni del 2008.
La sentenza chiarisce anche
che l'illegittimita' dello stato di emergenza comporta, come
conseguenza, l'annullamento delle ordinanze di nomina dei commissari
straordinari per l'emergenza e di tutti i successivi atti
commissariali in quanto adottati in carenza di potere. Resta salva
la facolta' delle amministrazioni interessate di "sanare" il vizio
di incompetenza, laddove possibile, sulla base dell'ordinario
assetto dei poteri e delle competenze. (www.redattoresociale.it) |