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Schengen - La Commissione europea propone un approccio UE a tutela
della libertà di circolazione dei cittadini
19
settembre 2011-Riportiamo comunicato stampa della Commissione
europea: La Commissione ha proposto (lo scorso 16 settembre) di
rafforzare lo spazio Schengen per garantire la libera circolazione
di centinaia di migliaia di cittadini dell'Unione e di paesi terzi
che ogni giorno viaggiano al suo interno. Con queste proposte la
Commissione intende impostare a livello dell'UE un approccio più
efficiente alla cooperazione Schengen.
In
effetti urge raccogliere alcune sfide che, in mancanza di un
approccio efficace e coordinato, rischiano di mettere a repentaglio
l'intero funzionamento dello spazio Schengen. Le proposte
introducono un meccanismo UE di valutazione e monitoraggio più
solido per verificare e assicurare l'applicazione dell'acquis di
Schengen, e un meccanismo decisionale europeo più strutturato che
possa permettere il ripristino temporaneo dei controlli alle
frontiere interne in caso di minaccia grave per l'ordine pubblico e
la sicurezza interna.
"Con queste proposte tuteliamo il futuro dello spazio Schengen. È
nostro dovere assicurare una governance Schengen salda e basata su
regole chiare e trasparenti che vadano nel senso di una maggiore
efficienza del sistema. Le nostre proposte introducono un sistema
decisionale europeo che andrà a rafforzare la fiducia reciproca fra
Stati membri e renderà lo spazio Schengen più atto a far fronte a
sfide future ed eventi imprevedibili. Rafforzandone la dimensione
europea intendiamo proteggere una delle conquiste più care
dell'Unione europea: la libera circolazione dei suoi cittadini",
ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni.
In
uno spazio senza frontiere interne, intaccare l'integrità di una
sola delle sue parti significa intaccare la totalità del territorio
Schengen e dell'Unione in generale. L'attuale sistema, fondato su un
meccanismo intergovernativo di valutazione tra pari e coniugato con
la possibilità, in circostanze eccezionali, di decisioni nazionali
di ripristino dei controlli alle frontiere interne, si è dimostrato
inefficiente quando l'obiettivo diventa rafforzare la fiducia
reciproca fra Stati membri dello spazio Schengen e tutelare la
libertà di movimento in uno spazio senza frontiere. Occorre fare di
più per migliorare la gestione di questo spazio comune e dare
sostegno adeguato agli Stati membri alle prese con situazioni
critiche.
Insieme a una comunicazione esplicativa, la Commissione ha pertanto
adottato due proposte legislative allo scopo: primo di rafforzare la
gestione dello spazio Schengen; secondo di definire un meccanismo
decisionale europeo che tuteli l'interesse comune.
1) Rafforzare la
gestione dello spazio Schengen
Gli
strumenti di cui attualmente disponiamo per monitorare i nostri
punti deboli e porvi rimedio sono insufficienti. La proposta odierna
– sviluppare cioè il nuovo meccanismo di valutazione Schengen
proposto dalla Commissione nel novembre 2010 (IP/11/1493)
– trasformerebbe l'attuale approccio intergovernativo di valutazione
tra pari in un'autentica governance Schengen di livello europeo. Per
la verifica del'applicazione dell'acquis di Schengen potranno così
essere predisposte, con o senza preavviso, visite di monitoraggio,
in un dato Stato membro, di squadre guidate dalla Commissione,
insieme a esperti di altri Stati membri e di Frontex.
Una
relazione stilata a seguito di ciascuna visita identificherà le
lacune e presenterà proposte chiare di intervento correttivo, con
tanto di termine entro cui darvi attuazione. Lo Stato membro sarà
poi tenuto a definire un piano d'azione che chiarisca come intende
rispondere alle raccomandazioni.
Un'altra importante innovazione consiste nella proposta di un
"check-up" del funzionamento di Schengen da tenersi due volte l'anno
nell'ambito di un dibattito in sede di Consiglio e di Parlamento
europeo basato su una panoramica presentata dalla Commissione
europea.
2) Definire un
meccanismo decisionale europeo che tuteli l'interesse comune
Le
regole attuali, in virtù delle quali è attualmente possibile
viaggiare per 25 paesi europei senza passaporto, danno facoltà alle
autorità nazionali di ripristinare i controlli alle frontiere
interne, in via eccezionale e temporanea, in caso di minaccia grave
per l'ordine pubblico o la sicurezza interna. La Commissione è però
convinta che tale facoltà, che ha ripercussioni su tutto lo spazio
Schengen, debba essere gestita a livello europeo con trasparenza,
coerenza ed efficienza.
Obiettivo delle proposte odierne è predisporre un meccanismo di
risposta coordinata a livello dell'Unione inteso a proteggere il
funzionamento e l'integrità dello spazio Schengen. Secondo il nuovo
regime la decisione di ripristinare i controlli alle frontiere
interne per eventi prevedibili (come grandi manifestazioni sportive
o importanti riunioni politiche) andrebbe presa a livello europeo
sulla base di una proposta della Commissione europea sostenuta da
una "maggioranza qualificata" di esperti di Stati membri. Il motivo
che giustificherebbe una tale decisione sarebbe lo stesso di oggi:
il provvedimento deve servire a contrastare una minaccia grave per
l'ordine pubblico e la sicurezza interna. In linea generale, si
potrebbero allora autorizzare i controlli lungo frontiere designate,
per un periodo rinnovabile di 30 giorni.
Gli
Stati membri potranno ancora decidere unilateralmente di
ripristinare i controlli in situazioni impreviste di emergenza che
esigono un intervento immediato, ma solo per un periodo non
superiore a 5 giorni, oltre il quale sarà necessaria una decisione
dell'Unione per eventuali proroghe.
In
caso di carenze gravi nell'applicare le norme Schengen (quando uno
Stato membro, ad esempio, viene meno all'obbligo di proteggere una
sezione delle frontiere esterne dell'UE), sarà possibile disporre
misure di sostegno, tecnico e finanziario in particolare, a carico
della Commissione, degli Stati membri, di Frontex o altri organismi
come Europol e l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO). Se,
nonostante le misure di sostegno, le carenze gravi persistono,
allora si potrà decidere di autorizzare il ripristino temporaneo dei
controlli alle frontiere interne. Una tal misura di estrema ratio
sarà disposta a livello dell'Unione per evitare per l'appunto
decisioni unilaterali dei singoli Stati membri e stabilire un
approccio collettivo a tutela dell'interesse comune.
Le
nuove proposte rispettano pienamente il diritto di libera
circolazione dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari. La
Commissione informerà il Parlamento europeo degli esiti delle varie
visite di monitoraggio nell'ambito del meccanismo di valutazione
Schengen e di eventuali iniziative che potrebbero sfociare in un
probabile ripristino del controllo di frontiera.
Le iniziative adottate
oggi sono:
-
una comunicazione dal titolo "Governance
Schengen – Rafforzare lo spazio senza controlli alle frontiere
interne";
-
una proposta per rafforzare il meccanismo di
valutazione Schengen, che modifica la proposta presentata lo
scorso anno (cfr.
IP/10/1493);
-
una proposta per
istituire un meccanismo per il ripristino coordinato dei
controlli alle frontiere interne in circostanze eccezionali, che
modifica il codice frontiere Schengen.
Esamineranno le
proposte il Parlamento europeo e il Consiglio secondo la procedura
legislativa ordinaria (codecisione).
Per ulteriori
informazioni
Homepage di Cecilia
Malmström, Commissaria per gli Affari interni
http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/malmstrom/welcome/default_en.htm
Homepage della DG
Affari interni:
http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/index_en.htm
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