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Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura, per
l’iniziativa del CIR grande successo e…tante emozioni al Teatro
Ambra Jovinelli di Roma
28
giugno 2011- Grande successo dello spettacolo teatrale del CIR
“Sulle tracce delle conchiglie” presentato ieri sera- davanti ad
oltre 500 persone – a Roma al Teatro Ambra Jovinelli. Ma soprattutto
serata di grandi emozioni con protagonisti un gruppo di 12 rifugiati
del laboratorio teatrale di riabilitazione psicosociale, condotto da
Nube Sandoval e Bernardo Rey, che il CIR porta avanti da anni
nell’ambito dei suoi progetti di accoglienza e cura per le vittime
di tortura.
Lo
spettacolo è stato introdotto da on.le Jean-Léonard Touadi,
che ha parlato della serata come di un “appuntamento del cuore, del
sogno per tanti richiedenti asilo e rifugiati di avere un futuro
senza tortura”; Touadì ha criticato la situazione di molti CIE,
anche a seguito della recentissima missione nel CIE allestito presso
l'ex aeroporto militare di Kinisia, alle porte di Trapani.
Fiorella Rathaus, responsabile integrazione, ha ricordato che il
CIR gestisce dal 1996 progetti che mettono in atto azioni mirate
alla riabilitazione dei sopravvissuti a tortura, con una prospettiva
di lavoro multidisciplinare, che comprende interventi di tipo
sociale, legale, medico, psicologico e i laboratori di
riabilitazione. Nel corso di 15 anni il CIR ha assistito 2.800
persone sopravvissute a torture.
Touadi’ ha poi
introdotto Stefano Galieni, di Liberazione, che ha presentato
l’appello dei giornalisti per l’ingresso della stampa nei CIE “Lasciateci
Entrare!”.
Grande emozione poi per Felix, rifugiato del Togo, che ha
recitato una propria commovente poesia sull’asilo, e per Moni
Ovadia, presentato da Touadì come la parte migliore della
“Milano che accoglie, e non della Milano da bere”. Ovadia ha
denunciato il fatto che il reato di tortura non sia ancora stato
inserito in Italia nel codice penale e ha recitato- davanti ad una
platea immobile- due poesie del poeta greco Janis Rizzos, anch’egli
passato attraverso la tortura. A chiudere il suo intervento una
poesia di un autore palestinese.
Spazio a due video realizzati da Artigiani Digitali: il primo
con testimonianze di richiedenti asilo seguiti dal CIR; il secondo,
a tratti davvero divertente, con interviste ai passanti, realizzate
ieri sera a Roma, tra Campo de Fiori e a Santa Maria in Trastevere,
durante la performance organizzata ieri dal CIR con statue umane
raffiguranti le vittime di Abu Ghraib e simboleggianti altre vittime
di torture.
Poi, finalmente, spazio ai veri protagonisti della serata: i
rifugiati, protagonisti di “Sulle tracce delle conchiglie. In
memoria di Ken Saro Wiwa”, realizzato proprio in occasione della
Giornata Internazionale a Sostegno delle Vittime di Tortura “per
ridare voce a chi la tortura ha cercato di far tacere, ridurre a
cosa”.
I
12 protagonisti, applauditissimi, provengono da Eritrea, Togo,
Territorio Palestinese Occupato, Afghanistan e altri paesi in guerra
e hanno lavorato per 5 mesi su questa performance. La presenza in
scena di questi testimoni è un modo per rompere il complotto del
silenzio e invisibilità che da sempre circonda la tortura e le
sue vittime, e un’occasione per ridare loro voce e legittimità.
“Sulle
Tracce delle Conchiglie” ha reso omaggio a Ken Saro Wiwa, un grande
uomo del nostro tempo. Ricordare Ken Saro Wiwa è stato per il CIR
ricordare le grandi e piccole battaglie che per la dignità, giorno
dopo giorno, si portano avanti in modo visibile o invisibile nel
nostro pianeta.
Sul
finale, proprio mentre i protagonisti inondano la platea di 1.000
copie del testamento intellettuale che Ken Saro Wiwa non ha avuto la
possibilità di leggere prima della sua impiccagione, Moni Ovadia si
unisce ai 12 rifugiati, dando voce a quelle parole violate. Un
momento davvero drammatico e commovente.
Grandi applausi finali a tutti, gli attori insieme a Nube Sandoval e
Bernardo Rey, i registi e formatori del laboratorio di
riabilitazione psicosociale, accolti con grande entusiasmo.
Parole di speranza dal Direttore del CIR Christopher Hein,
che ha salutato gli oltre 500 presenti ricordando il “vento
del sud, che spira dal sud-est del Mediterraneo”, che sta portando
positive novità in tanti paesi del nord Africa: dalla Tunisia -che
ha ratificato diversi trattati sui diritti umani – all’Egitto, fino
al Marocco e all’Algeria.
Presente in sala anche il Presidente del CIR Savino Pezzotta.
Serata davvero speciale, un “appuntamento del cuore, del
sogno”.
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