TOGO

Forma di Governo: Repubblica
Presidente: generale Gnassingbé Eyadéma
Superficie: 56785 Kmq
Capitale: Lomè
Altre città: Aného: 16 000 ; Bassar: 19 000
Popolazione: 4 945 000
Densità: 87 ab/kmq
Lingue ufficiali: Francese (ufficiale), ewe , kabré e oltre 50 dialetti
Religione: animisti/credenze tradizionali 50%; cattolici 23%; musulmani sunniti 15%;
protestanti 12%
Moneta: Franco CFA (100)
PNL: 1 259 ml $ USA (2001)

 

CONFINI E TERRITORIO

Il Togo confina a nord con il Burkina Faso, a est con il Benin, a ovest con il Ghana e a sud si affaccia al Golfo di Guinea. Il territorio costituito da una stretta fascia costiera che si allunga per circa 600 km, comprende una striscia pianeggiante costiera e una regione interna che si eleva fino a 1000 m. Il clima è piovoso e umido a Sud , mentre si hanno spesso periodi di siccità a Nord.

POPOLAZIONE

Il principale gruppo etnico è costituito dai Kabrè ( 24%) subito seguito dagli Ewe (22%), e in percentuale minore dai Gourma (14%) , Uaci (10%) e Tem (6%)
La crescita annua della popolazione è del 3,1% (1996- 2001). Il tasso di natalità è del 37% anche se il tasso di mortalità infantile risulta essere gravoso (79% stima del 2001) superando di molto quello più generale che è dell'11,3%.
La speranza di vita per le donne togolesi è di 56 anni secondo una stima fatta nel 2001 mentre per gli uomini è leggermente inferiore 52 anni.

CENNI STORICI

Togo, nella lingua locale degli Ewe, significa "vicino al lago". Già possedimento tedesco, il Togo, diviso in due parti, fu sottoposto prima al mandato poi all'amministrazione fiduciaria di Francia e Regno Unito. L'attuale Togo indipendente dal 27 aprile 1960, è l'ex territorio francese. La parte britannica è stata annessa al Ghana.
Il generale Gnassingbé Eyadéma, giunto al potere con un colpo di stato il 13 gennaio del 1967, nel 1991 è stato costretto dall'opposizione ad aprire al multipartitismo. Grazie all'appoggio dell'esercito, le elezioni presidenziali del 1993 si sono trasformate in un plebiscito a suo favore, e il generale è stato riconfermato alla presidenza anche nel '98. La contestazione delle forze di opposizione ha aperto una grave crisi politica, caratterizzata da un dura repressione governativa, che ha costretto migliaia di persone all'esilio. In base alla Costituzione approvata con il referendum del 27 novembre 1992, il Presidente, eletto a suffragio diretto con mandato di 5 anni, detiene il potere esecutivo e nomina il primo ministro. Il potere legislativo spetta all'Assemblea Nazionale. Nell'ottobre del 2002 il partito del Presidente Eyadéma, Rassemblement du peuple togolais, Raggruppamento del Popolo Togolese, ha vinto con una schiacciante maggioranza le elezioni legislative, che erano state più volte rinviate perché boicottate dai principali partiti d'opposizione (Unione Nazionale degli studenti togolesi, Il Partito dei lavoratori, Il Comitato d'azione per il rinnovamento) sulla base del fatto che il governo aveva violato la Convenzione quadro di Lomé, modificando la procedura elettorale. La Convenzione quadro del 1999, risultata da sforzi fatti da mediatori internazionali, come membri dell'Unione Europea e dell'Organizzazione internazionale dei Paesi francofoni (OIF) per risolvere la crisi politica del Togo, prevede nuove elezioni legislative controllate da una commissione elettorale indipendente. I disaccordi tra l'opposizione e il partito di maggioranza a proposito della composizione della commissione elettorale, però, hanno portato la Corte Costituzionale a predisporre un nuova commissione composta da sette giudici per organizzare le elezioni. L'Unione Europea aveva espresso il timore che le condizioni in cui il pool ha lavorato mancavano di credibilità.

SITUAZIONE ATTUALE

Nel dicembre del 2002 il Parlamento ha emendato la Costituzione nazionale per rimuovere il limite del doppio mandato presidenziale, in modo da consentire al presidente Eyadèma di essere rieletto.
Al momento delle elezioni in ottobre, alcuni sostenitori dell'opposizione che distribuivano volantini con cui si chiedeva di boicottare le elezioni, sono stati arrestati e trattenuti per qualche giorno senza accusa. Ancora oggi continua la carcerazione di persone al termine di processi iniqui per aver esercitato pacificamente il proprio diritto alla libertà di espressione e tra queste, anche giornalisti e leader politici. Sono state riferite torture e maltrattamenti da parte di membri delle forze di sicurezza. Nonostante il persistere delle violazioni dei diritti umani, in aprile la Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani ha deciso di smettere di considerare la situazione dei diritti umani in Togo nell'ambito della sua procedura riservata. E' stata approvata una legge che limita la libertà di stampa. La nuova legge, ufficialmente volta ad incoraggiare la professionalità introduce una lunga pena detentiva per il reato di diffamazione delle istituzioni statali, magistratura, forze armate e pubblica amministrazione.

LA CONDIZIONE UMANITARIA

Ad oggi, sulla maggior parte delle violazioni dei diritti umani non sono state avviate inchieste da parte delle autorità e la prolungata detenzione ha peraltro favorito l'uso della tortura da parte delle forze di sicurezza. le condizioni carcerarie continuano ad essere dure. Le attrezzature mediche sono molto scarse, i prigionieri non ricevono cibo a sufficienza, sono tenuti in celle senza luce troppo piccole e sovraffollate da non permettergli neanche di sdraiarsi. A settembre è stata pronunciata una condanna a morte, la prima sentenza ad essere pronunciata dal 1978, anno dell'ultima esecuzione in Togo. Il comitato per i diritti umani, ha espresso il proprio timore riguardo alle scarsità di indicazioni precise in merito ai reati che prevedono la pena di morte e riguardo alle denunce sull'uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza in dimostrazioni e riunioni. Il Comitato ha espresso la propria preoccupazione sui presunti casi di tortura al momento dell'arresto e nei centri di detenzione, sulle condizioni carcerarie, e a proposito delle continue minacce, intimidazioni e detenzione di giornalisti tra il 2001 e il 2002, e sulla pratica della censura applicata dal governo.
Il Togo è stato identificato dall'ILO (International Labour Organization) come Paese di partenza e transito di bambini destinati al traffico per il lavoro minorile. Ad un meeting regionale sul traffico dei bambini tenutosi nel gennaio del 2002, un rappresentante del governo togolese ha riportato che 297 bambini sono stati oggetto di traffici dal Togo nel 2001. Il traffico dei minori è alimentato dalla povertà che imperversa nel paese ma è legato anche alla diffusione dell' HIV/AIDS infatti secondo l'ultimo rapporto Unicef i bambini rimasti orfani di genitori malati di AIDS, sono più vulnerabili.
Il Togo ospitava più di 11,000 rifugiati alla fine del 2002 la maggior parte provenienti dal Ghana. Il governo del Ghana ha invitato i rifugiati al rimpatrio nel 1999 ma pochi hanno accettato soltanto durante il
2000- 2001.
Circa 5,000 rifugiati togolesi e richiedenti asilo invece, perlopiù in fuga dalla situazione di repressione che caratterizza il paese sono giunti nei paesi confinanti alla fine dell'anno, 1,000 in Ghana e in Benin, e più di 3,000 richiedenti asilo in altri paesi dell'Ovest. L'Unhcr ha chiuso il suo ufficio del Togo nel dicembre 2001 cosicché l'assistenza e i programmi di protezione durante tutto il 2002 sono stati coordinati dall'ufficio Unhcr stanziato nel vicino Benin.

Gennaio 2004 (a cura di Raffaella Pascarella)