| UNHCR, NEL 2011
60 MILA IN ITALIA VIA MARE
13 dicembre 2011-
Riportiamo nota ANSA: Da gennaio a novembre di quest'anno, sono
arrivate in Italia via mare circa 60 mila persone, di cui 56 mila
dal Nordafrica: lo ha reso noto Laurens Jolles, delegato dell'Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per il sud
Europa, nel corso di un'audizione in Commissione diritti umani del
Senato.
La maggior parte di
questi arrivi, ha spiegato Jolles, sono stati dalla Libia (28 mila)
e dalla Tunisia (stessa cifra). A fronte di questi numeri quale la
disponibilitą di accoglienza dell'Italia? I Cara (Centri accoglienza
per richiedenti asilo) possono ospitare duemila persone e contando i
posti disponibili nei Cda (Centri di accoglienza per migranti) si
arriva a circa cinquemila posti. Inoltre, i progetti Sprar (Sistema
protezione richiedenti asilo e rifugiati) possono ospitare 3 mila
persone, con 500 posti riservati ai soggetti vulnerabili, di cui 50
per i casi di grave disagio mentale. Secondo quanto riportato dal
rapporto 2010-2011 dello Sprar, nei primi sei mesi del 2011 le
domande di asilo presentate nel nostro paese sono state 10.860, con
un incremento del 102% rispetto allo scorso anno. Nello stesso
periodo, in Francia sono state 26.120, Germania 20.119 e in Gran
Bretagna 12.175. Jolles ha concluso ricordando l'obbligo di
garantire sempre, per coloro che intendono chiedere protezione,
l'accesso al territorio e alla procedura di asilo e il dovere di
assicurare, alle persone bisognose di protezione, un'accoglienza
adeguata e concrete prospettive di integrazione, nel rispetto delle
normative internazionali e europee.
Il presidente della
Commissione, Pietro Marcenaro, ha infine ricordato che nei prossimi
mesi verrą al pettine il problema dei 28 mila richiedenti asilo
arrivati principalmente dalla Libia, per la maggior parte dei quali
probabilmente la domanda di asilo non verrą accettata. "Ō necessario
prevedere un'iniziativa italiana ed europea per garantire una
soluzione accettabile a quelle migliaia e migliaia di persone,
almeno fino a quando la situazione in Libia non sarą normalizzata,
rendendo possibile il rientro da molti desiderato" ha detto il
senatore. (ANSA).
|
|