| UNHCR: DOMANDE
D’ASILO IN DIMINUZIONE NEL 2010, CIFRE DIMEZZATE RISPETTO AL 2001
28 marzo 2011-
Continua a diminuire, anche nel 2010, il numero di richiedenti asilo
nei paesi del mondo industrializzato. La cifra attuale infatti è
pari a circa la metà del livello di inizio millennio. È questo uno
dei dati principali emersi dal rapporto statistico sulle domande
d’asilo presentate nel 2010 in 44 paesi industrializzati*,
pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i
Rifugiati (UNHCR).
È importante
precisare che il rapporto prende in esame le nuove domande d’asilo
presentate e non il numero di persone alle quali è stato
riconosciuto lo status di rifugiato. Lo scorso anno - si legge nel
rapporto - nei paesi industrializzati sono state inoltrate
complessivamente 358.800 domande d’asilo, il 5% in meno rispetto
all’anno precedente e ben il 42% in meno del 2001. Negli ultimi
dieci anni, il 2001 è stato l’anno in cui è stato presentato il
maggior numero di domande: 620mila. “Le dinamiche dell’asilo a
livello globale sono in continuo mutamento” ha affermato l’Alto
Commissario per i rifugiati António Guterres. “Il numero di domande
d’asilo nel mondo industrializzato si attesta oggi su un livello
molto più basso rispetto a un decennio fa. Le cifre annuali sono in
crescita solo in un ridotto gruppo di paesi. È necessario studiare
le cause alla base di questa tendenza per capire se il declino nel
numero di domande sia la conseguenza di una riduzione dei fattori di
spinta nelle aree di origine o invece di più rigidi controlli delle
migrazioni nei paesi d’asilo”. Numeri in discesa nella maggior parte
dei continenti Il numero di domande di asilo presentate lo scorso
anno rappresenta il quarto più basso dell’ultimo decennio. Su base
annuale sono state riscontrate diminuzioni in gran parte delle
regioni del mondo, tra cui Europa, Nord America e Asia del nord. Nel
vecchio continente, il declino più sensibile si è registrato nei
paesi meridionali, nei quali il numero di domande presentate nel
2010 è stato complessivamente inferiore del 33% rispetto all’anno
precedente. Ciò si spiega principalmente col fatto che un numero
minore di persone ha chiesto protezione a Malta, in Italia e in
Grecia. Tale diminuzione è tuttavia bilanciata da aumenti in altri
paesi, come in Germania (+49%), Svezia (+32%), Danimarca (+30%),
Turchia (+18%), Belgio (+16%) e Francia (+13%). Al contrario,
sensibili diminuzioni sono state registrate in Norvegia (-42%) e
Finlandia (-32%). Nel 2008 in Italia si era verificato un
significativo aumento delle domande di asilo, in linea con gli
standard europei (30.300). Molti di coloro che presentavano domanda
arrivavano prevalentemente via mare. Nel 2009, il numero delle
domande di asilo è diminuito drasticamente, tale calo va attribuito
anche alle politiche restrittive attuate nel Canale di Sicilia da
Italia e Libia, fra le quali i respingimenti in alto mare. Dal 2008
al 2009 le domande di asilo si
sono quasi
dimezzate (17,600). Nel 2010, questo trend è continuato con 8,200
domande (sulla base dei dati attualmente disponibili), classificando
l’Italia al 14° posto per destinazione tra i 44 paesi
industrializzati. A livello di continenti, solo in Australia il
numero di domande d’asilo presentate lo scorso anno è stato
superiore a quello del 2009. In Australia le domande inoltrate sono
state 8.250, per un aumento del 33%. Tuttavia le cifre relative a
questo continente sono ben al di sotto dei livelli riscontrati in
altri paesi - sia del mondo industrializzato che non
industrializzato - e si sono rivelate inferiori di oltre un terzo se
paragonate con quelle del 2001. Stati Uniti in cima alla classifica
dei paesi destinatari di domande d’asilo Se si prendono in
considerazione i singoli paesi, gli Stati Uniti sono risultati
ancora una volta - per il quinto anno consecutivo - il principale
destinatario di domande d’asilo. Ogni sei domande d’asilo presentate
nei paesi industrializzati considerati dal rapporto, una è stata
depositata negli USA. Nel paese il numero di domande è aumentato di
6.500 rispetto all’anno precedente, anche per l’incremento di
richieste d’asilo provenienti da cittadini di Cina e Messico. Al
secondo posto, tra paesi che hanno ricevuto più richieste d’asilo,
si trova ancora la Francia. Soprattutto provenienti da cittadini di
Serbia, Federazione Russa e Repubblica Democratica del Congo, le
47.800 domande pervenute nel 2010. Il terzo paese - con una crescita
del 49% - è invece diventato la Germania, anche a seguito
dell’aumento di domande presentate da cittadini di Serbia e
Repubblica ex jugoslava di Macedonia. Si tratta di uno sviluppo
ampiamente attribuibile al fatto che dal dicembre 2009 i cittadini
di questi due paesi non hanno più bisogno di un visto per entrare
nell’Unione Europea. Al quarto e quinto posto troviamo poi Svezia e
Canada. Complessivamente, i primi cinque paesi hanno ricevuto più
della metà (il 56%) del numero totale di domande d’asilo presentate
in tutti i paesi presi in esame dal rapporto. Proviene da cittadini
serbi il maggior numero di domande Passando ora ai paesi d’origine,
il più alto numero di domande - 28.900, si legge nel rapporto - è
stato presentato da cittadini della Serbia, tra i quali vanno
inclusi anche quelli provenienti dal Kosovo. La cifra rappresenta un
aumento del 54% rispetto al 2009, quando il paese si collocava al
sesto posto nella classifica dei paesi d’origine di richiedenti
asilo. È interessante notare che la cifra del 2010 risulta vicina a
quella del 2001, quando si era appena usciti dalla crisi del Kosovo.
Al secondo posto - tra i paesi d’origine delle persone che hanno
presentato domande d’asilo nel 2010 - si trova l’Afghanistan, con
una diminuzione del 9% rispetto all’anno precedente. A differenza
del 2009, quando la maggior parte degli afghani ha inoltrato la
propria domanda in Norvegia e Regno Unito, l’anno scorso i paesi più
richiesti sono stati Germania e Svezia. Terzi tra i richiedenti
asilo del 2010 i cinesi, anche per la contemporanea sensibile
diminuzione di domande presentate da cittadini di Iraq e Somalia.
Per la prima volta dal 2005 infatti l’Iraq non è tra i primi due
paesi d’origine di richiedenti asilo. Si trova ora invece al quarto
posto, seguito dalla Federazione Russa. La Somalia - terza nel 2009
- si trova invece al sesto posto. È necessario - secondo Guterres -
ricondurre le cifre più recenti alle recenti emergenze in corso in
Costa d’Avorio e in Libia. “In definitiva - aggiunge l’Alto
Commissario - è ancora il mondo in via di sviluppo a farsi carico
della responsabilità maggiore nell’accoglienza dei rifugiati.
Nonostante debbano far fronte a molte altre sfide, paesi come
Liberia, Tunisia ed Egitto hanno tenuto aperte
le proprie
frontiere per le persone bisognose. Esorto tutti i paesi a sostenere
il loro impegno”. (tratto dal sito-web www.unicef.it) * I 44 paesi
presi in esame dal rapporto sono - oltre ai 27 dell’Unione Europea -
Albania, Australia, Bosnia-Erzegovina, Canada, Repubblica di Corea,
Croazia, Giappone, Islanda, Liechtenstein, Repubblica ex jugoslava
di Macedonia, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, Serbia, Stati
Uniti, Svizzera e Turchia.
(tratto dal sito
dell'UNHCR)
Rapporto in allegato
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