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Appello delle ONG
italiane all'Unione Europea e agli Stati membri: evacuazione
immediata dei rifugiati africani
(english
version)
21 aprile 2011.
L'ACLI, l'ARCI, l'ASGI, la FCEI, la Casa dei Diritti Sociali, il
Centro Astalli,il CIR e Confine, membri del Tavolo Nazionale Asilo
coordinato dall'UNHCR, hanno lanciato un appello urgente per
l'immediata evacuazione dei rifugiati provenienti dall'Africa
Sub-Sahariana, in particolare dal Corno d'Africa, che si trovano
intrappolati in Libia e minacciati da tutte le parti in conflitto,
così come per quelli che hanno già raggiunto il confine
Libico-Tunisino e che non hanno possibilità di ottenere una
effettiva protezione in Tunisia.
Questo appello è stato
lanciato al Presidente del Consiglio Europeo Herman Achille Van
Rompuy, al Presidente del Parlamento
Europeo Jerzy Buzek,
al Vicepresidente della Commissione Europea Catherine
Ashton, al Commissario
per gli Affari Interni Cecilia Malmström, al Ministro
degli Esteri Franco
Frattini, al Ministro dell'Interno Roberto Maroni.
Queste persone non
hanno altre possibilità se non quella di imbarcarsi dalla
Libia su barche non
adatte alla navigazione e mettere a rischio le proprie vite
in un viaggio via mare
per raggiungere un rifugio sicuro in Europa. Centinaia di
loro sono già morti
durante questi viaggi e di altre imbarcazioni non si hanno
più notizie. Vogliamo
ricordare l'immensa tragedia accaduta la notte tra il 5 e
il 6 aprile quando
almeno 260 rifugiati africani sono scomparsi nelle acque a 40
miglia a largo di
Lampedusa. Questo e altri incidenti sarebbero potuti essere
evitati se questi
rifugiati fossero stati evacuati e trasferiti in Stati sicuri.
L'Europa non dovrebbe
continuare a essere silente e dovrebbe ora compiere una
sforzo congiunto tra i
Paesi membri dell'Unione per organizzare trasferimenti
verso i propri
territori.
Lanciamo questo
appello allo stesso tempo ai Governi di tutti i Paesi membri, al
Consiglio Europeo e
alla Commissione Europea che è chiamata a coordinare le
operazioni.
Non è possibile
indicare numeri precisi di rifugiati che si trovano in questa
disperata situazione,
ma possiamo affermare che è un numero inferiore alle
10.000 persone.
Vogliamo ricordare che
le operazioni militari della NATO in Libia si basano
sulla risoluzione del
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 1973 del 26
Febbraio 2011 che ha
lo scopo di evitare la perdita di vite di civili. Il nostro
appello va esattamente
in questa direzione, ma non richiede alcuna operazione
militare.
Chiediamo quindi ai
Paesi membri e alle Istituzioni europee di agire velocemente
nello spirito dei
valori alla base dell'Unione Europea.
ACLI
ARCI
ASGI
FCEI
Casa dei Diritti
Sociali-Focus
Centro ASTALLI
CIR
Comunità di
Sant'Egidio
Senza Confine
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