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CASSAZIONE, PIU’ TUTELE PER I FIGLI DI IMMIGRATI IRREGOLARI A RISCHIO ESPULSIONE

 

27 ottobre 2010- Riportiamo un’agenzia ANSA dello scorso 25 ottobre: ‘Aumentano le tutele per i minori figli di immigrati irregolari a rischio di espulsione: la Cassazione, nel massimo consesso delle Sezioni Unite, ha deciso che non si possono mandare via gli stranieri genitori, anche quelli che hanno commesso reati, nel caso in cui il loro allontanamento dall'Italia, tramite il rimpatrio, abbia riflessi negativi sul generale equilibrio psico-fisico dei bambini.’
 

Con questa decisione la Suprema Corte ha accolto il ricorso di una signora africana, madre di tre figli residenti a Perugia, condannata per sfruttamento della prostituzione e raggiunta da foglio di via. (ANSA)


 

IMMIGRAZIONE: CASSAZIONE,STOP FOGLIO DI VIA A GENITORI /ANSA FIGLI DI 'IRREGOLARI' HANNO DIRITTO A CRESCERE CON FAMIGLIA

 

(ANSA) - ROMA, 25 OTT - Nell'interesse dei minori stranieri,

la Cassazione, con l'autorevole parere delle Sezioni Unite, abbassa

considerevolmente il rischio di espulsione per i

genitori immigrati 'irregolari' che, d'ora in poi, se

riceveranno il foglio di via per aver commesso reati o per

mancanza di documenti, difficilmente potranno essere

rimpatriati. Infatti la Suprema Corte - pur tenendo presente

l'esigenza di protezione della sicurezza interna - ha a cuore

anche la tutela dei bambini immigrati ai quali deve essere

evitato il trauma del distacco dai genitori e quello dello

sradicamento dal nostro Paese dove stanno crescendo. Questa

propensione era già emersa in due recenti sentenze che non

avevano però evitato dei 'dietrofront': per fare chiarezza gli

'ermellini' si sono riuniti nel massimo consesso.

Così la Suprema Corte - con la sentenza 21799, salutata con

molto favore da 'Save the Children' e dall'Arci - ha accolto il

ricorso di una madre africana condannata per sfruttamento della

prostituzione e per questo raggiunga da foglio di via. Pauline

N.A. ha sostenuto che il rimpatrio avrebbe nuociuto ai suoi tre

bambini, in affido part-time a una famiglia umbra fin dal 2003,

dato che la Corte di Appello di Perugia non aveva valutato che

lei pur non essendo una 'madre modello' manteneva, comunque, un

rapporto con i figli che era anche migliorato nel tempo.

Ad avviso della Suprema Corte i "gravi motivi" che, in base

alle norme sull'immigrazione, consentono la temporanea

autorizzazione del genitore con foglio di via, a rimanere in

Italia, debbono essere interpretati in maniera elastica tale da

non essere applicati solo alle "situazioni di emergenza o alle

circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate

alla salute" del minore, ma a un ventaglio molto più ampio di

circostanze. Spiega Piazza Cavour che tra i "gravi motivi" vanno

ricomprese tutte le circostanze in grado di produrre "qualsiasi

danno effettivo, concreto, percepibile ed obiettivamente grave

che in considerazione dell'età o delle condizioni di salute

ricollegabili al complessivo equilibrio psico-fisico derivi o

deriverà certamente al minore dall'allontanamento del familiare

o dal suo definitivo sradicamento dall'ambiente in cui è

cresciuto". Secondo la Cassazione, si tratta di "situazioni di

per sè non di lunga o indeterminabile durata, e non aventi

tendenziale stabilità e che pur non prestandosi ad essere

preventivamente catalogate e standardizzate, si concretano in

eventi traumatici e non prevedibili nella vita del fanciullo che

necessariamente trascendono il normale e comprensibile disagio

del rimpatrio suo o del suo familiare". Adesso i giudici di

Perugia dovranno meglio soppesare il visto all'espulsione di

Pauline "esaminando i rapporti dei tre figli con lei e il trauma

che potrebbero subire se venisse rimpatriata". . (ANSA).