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24 APRILE 2007
Il Ministro dell'Interno Amato dispone la soppressione di alcuni Centri
di permanenza temporanea ed assistenza (CPTA), ed avvia uno studio per
la riqualificazione delle altre strutture
- 16 FEBBRAIO 2007
AUDIZIONE DI STAFFAN DE MISTURA, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PER LA
VERIFICA DEI CENTRI DI TRATTENIMENTO PER STRANIERI AL COMITATO
PARLAMENTARE SCHENGEN
16 febbraio
2007-
Pubblichiamo di seguito alcune note di agenzie stampa pubblicate a
seguito dell’audizione dell’Ambasciatore de Mistura al Comitato
parlamentare Schengen
Agenzia ADNKRONOS:
"Non sarei sorpreso se ci fossero delle valutazioni fatte sull'utilita'
di alcuni cpt e sul rafforzamento di altri, in un'ottica di gestione.
Costi e operativita' possono giustificare il rafforzamento di alcuni cpt
e forse la chiusura di altri". L'ambasciatore Staffan de Mistura, che
nei mesi scorsi ha presieduto la Commissione del Viminale per la
verifica della funzionalita' dei centri di permanenza temporanea per
immigrati, commenta cosi' le indiscrezioni relative ad una possibile
chiusura di alcuni cpt.
Al
termine di un'audizione di fronte al Comitato Parlamentare Schengen, de
Mistura sottolinea la necessita' di "trovare una formula per affrontare
un problema che e' europeo e fare da traino a una situazione attualmente
di stallo" a livello continentale. Di qui il progetto di progressivo
svuotamento dei cpt evitando il trattenimento nei centri di diverse
categorie di immigrati (ex carcerati, vittime della tratta, i cosiddetti
'over stayers'), per destinare queste strutture soltanto alle persone
che rifiutano di collaborare e di farsi identificare non aderendo cosi'
alle proposte di 'rimpatrio assistito'.
Agenzia DIRE:
Ammontano a 120 milioni di euro gli stanziamenti effettuati per mettere
in piedi il sistema dei Centri di permanenza temporanea. A questi si
devono aggiunge circa 6 milioni in media per la costruzione di ogni
Centro e 1,3 milioni l'anno per la gestione (oltre 18 milioni di euro se
si moltiplica la somma per i 14 Cpt presenti in Italia). Queste le stime
dei costi del sistema dei Cpt, rese note oggi, durante un'audizione al
comitato Schengen, da Staffan De Mistura, presidente della commissione
per le verifiche e le strategie dei Centri per gli immigrati, insediata
nel luglio scorso dal ministro dell'Interno Giuliano Amato. "Si tratta
di stime- precisa De Mistura- perche' non siamo riusciti ad avere tutti
i dati, ma questi numeri ci consentono di dire che i costi del sistema
dei Cpt non sono assolutamente proporzionati all'efficacia dei Centri".
Si', perche' dei 22.000 stranieri irregolari transitati nel 2006 nelle
strutture di detenzione amministrativa, non piu' di 6.000 sono stati
realmente espulsi.
Dati che portano De Mistura a ribadire "che il sistema non funziona e
quindi bisogna trarne le conclusioni adeguate".
"L'Italia oggi ha un grande problema, ma anche una grande opportunita'-
spiega il Presidente del Comitato Schengen, Sandro Gozi, commentando
l'audizione di De Mistura- quella di elaborare un modello nuovo di
gestione dei flussi irregolari da proporre ai partner europei", che,
aggiunge De Mistura, "guardano con molta curiosita' al nostro lavoro".
Commissione
De Mistura cambio di rotta su asilo e immigrazione: chiusura dei CID
31 gennaio 2007 - Il
Consiglio Italiano per i Rifugiati saluta con grande
soddisfazione il rapporto presentato dalla Commissione de Mistura. Il
CIR è
stato rappresentato nella Commissione dal suo Direttore Christopher Hein,
uno
dei 5 componenti provenienti dalle associazioni ed enti di tutela.
Il CIR considera il rapporto come una scossa data agli orientamenti
prevalenti
in questi ultimi anni in materia di asilo e immigrazione, un cambio di
rotta, un
passo in avanti verso una società più aperta, più accogliente, più
moderna che
non può continuare ad affrontare i problemi migratori con soluzioni
inaccettabili quali i CPTA e CID.
Nota del Ministero dell'Interno
Rapporto
Commissione De Mistura
COSA E' LA
COMMISSIONE DE MISTURA
Il Segretario Generale
dell´Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) Kofi Annan ha autorizzato
il 29 giugno 2006 Staffan de Mistura, direttore
del Centro alti studi delle Nazioni Unite, a presiedere la Commissione
di ispezione voluta dal Ministro dell´Interno Giuliano Amato per
verificare le condizioni all´interno dei Centri di Permanenza
Temporanea. La commissione, composta da personale del Viminale ed
esponenti del mondo delle associazioni, si riunirà per la prima volta
la settimana prossima e concluderà in sei mesi i suoi lavori. “Una
questione delicata ma anche urgente, quella dei Centri di Permanenza
Temporanei per immigrati” ha commentato de Mistura “che affronterò
con serenità e determinazione. Sono onorato del fatto che il Ministro
Amato abbia pensato a me per presiedere questa Commissione”.Il Prof. Staffan de Mistura, 59enne svedese, è
entrato nell'Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1970, come project
officer del World Food Programme (WFP) per il Sudan. Per oltre 20 anni
ha lavorato per vari programmi e diverse agenzie delle Nazioni Unite in
Africa, nei Balcani, in Iraq e in Afghanistan. Nel 1997 è stato
nominato Direttore del Centro Informazioni delle Nazioni Unite, con sede
a Roma.
Il
PRESIDENTE-
Rappresentante personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per
l´area medio-orientale, sud Libano, e già direttore del Centro delle
Nazioni Unite a Roma, De Mistura è stato rappresentante dell´UNICEF in
Somalia, direttore della Divisione Affari pubblici dell´UNICEF, Inviato
speciale ONU a Kabul, coordinatore degli aiuti d´urgenza in Etiopia e
della campagna di vaccinazione in Sudan; ha anche ricoperto le cariche
di Inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite in Iraq
e di Coordinatore del programma umanitario per lo stesso Paese, nonché
inviato del segretario generale dell'Onu in zone di guerra.
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MEMBRI
DELLA COMMISSIONE
I
membri della Commissione, oltre al Presidente Staffan de
Mistura, sono: Gianni Amelio (regista), Pasquale Piscitelli
(Direttore Centrale dell´Immigrazione e della Polizia delle
Frontiere), Nicola Prete (Direttore Centrale dei Servizi Civili
per l´Immigrazione e l´Asilo), Luca Pacini (responsabile dell´Ufficio
Immigrazione e Diritto d´Asilo presso l´Anci), le Quyen Ngo Dinh
(caritas italiana), Gianfranco Schiavone (Associazione Studi
giuridici per l´immigrazione), Annemarie Von Hammerstein Gesmold
ved. Dupré (Federazione delle chiese evangeliche in Italia),
Filippo Miraglia (Arci), Giuseppe Gulia (Acli), Daniela Pompei (S.
Egidio), Christopher Hein (CIR), Maurizio Falco (Dipartimento per
le Libertà Civili e l´Immigrazione). |
PRIMA
RIUNIONE
Si
è tenuta in data 6 luglio 2006 al Viminale la prima riunione
della Commissione per la verifica sui centri di accoglienza, di
identificazione e di permanenza temporanea voluta
dal Ministro Giuliano Amato (istituita
formalmente dal Decreto del Ministro dell’Interno del 6 luglio 2006) e
presieduta dall’ambasciatore Staffan de Mistura.
Questo primo incontro, aperto da un´introduzione del
Sottosegretario all’Interno Marcella Lucidi che in virtù della delega
sull´immigrazione ha curato l´organizzazione, e da un saluto del
Viceministro all’Interno Marco Minniti, è servito a valutare il
lavoro da fare per arrivare a formulare, entro i sei mesi del mandato,
proposte concrete sui centri. La Commissione ha quindi deciso di
mettersi subito all´opera con un metodo di piena collegialità,
raccogliendo le informazioni già disponibili e avviando un
serrato programma per arrivare a ispezionare tutti i centri in tempi
brevi.
PRIME
MISSIONI A
LAMPEDUSA, CROTONE, BARI, PONTE GALERIA(RM.), TORINO
Presentiamo
alcune note sulle missioni della Commissione scritte dal Direttore del CIR
a membro della Commissione Christopher Hein
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MISSIONE
A LAMPEDUSA, 19-20 luglio
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MISSIONE
A S.ANNA DI CROTONE
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Missione
a Torino, 13 settembre
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Missione
a Ponte Galeria (Roma) 14 settembre
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Missione
a Bari , 18-19 settembre
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Missioni
della "Commissione de Mistura" presso i Centri di Gradisca
(Gorizia), Modena e Bologna.
Missioni
della “Commissione de Mistura” presso i Centri di Trapani,
Caltanissetta, Ragusa e Siracusa
MISSIONE
A LAMPEDUSA, 19-20 luglio
Nei due giorni di visita
a Lampedusa, 19 e 20 luglio, la Commissione ha constatato, da una parte,
una situazione sostanzialmente cambiata riguardo al passato, rilevando
comunque alcuni aspetti preoccupanti. Tra i positivi, è cambiata la
natura giuridica del Centro, divenuto da Centro di Permanenza Temporaneo a
"centro di prima assistenza e soccorso". Questo comporta anche
una permanenza media dei migranti di 48 ore nel centro, dal quale vengono
poi tutti trasferiti in altri centri in Calabria, Puglia e Sicilia.Dopo la
fine di marzo 2006 non si sono più verificati casi di respingimento in
Libia o misure di rimpatrio forzato in altri paesi. Di recente si è anche
introdotta la possibilità di richiedere di verbalizzare le richieste di
asilo (attraverso il cosiddetto modello C3) direttamente a Lampedusa. Fin
qui, comunque, poco più di 200 persone hanno fatto uso di questa
possibilità.Il secondo aspetto di rilievo è la presenza stabile di
operatori UNHCR, OIM CRI.L'operatore UNHCR distribuisce a tutti i nuovi
arrivati un foglio informativo sulla procedura di asilo in 8 lingue e può
avere colloqui con tutti. Terzo, l'istituzione di una sezione separata per
donne e minori stranieri non accompagnati è certamente un passo
importante. Quarto, le condizioni materiali del centro, tra l'abbattimento
delle recinzioni di filo spinato interne, la mensa ecc., mostrano un
evidente miglioramento. Tra gli aspetti che invece destano preoccupazione
c'è il servizio medico sanitario; l'assenza di interpreti per alcune
lingue importanti, il fatto che UNHCR e OIM non abbiano un regolare
accesso alla parte residenziale del centro.Durante la visita a Lampedusa
ci sono stati incontri con il Prefetto di Agrigento, il Dirigente della
Questura, i Comandanti della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza,
dell'Arma dei Carabinieri e della Marina Militare. Naturalmente la
Commissione ha incontrato il gestore del centro (Misericordia) e le
organizzazioni operative nel centro (UNHCR, OIM, CRI); MSF che presta
servizio di pronto soccorso all'arrivo delle imbarcazioni nel porto.La
Commissione ha inoltre incontrato il Sindaco, il Responsabile della ASL e
alcuni esponenti della società civile presenti sull'isola.Nell'incontro
con la stampa il 20 luglio, la Commissione ha voluto dare apprezzamento
all'opera di soccorso in mare, che negli ultimi anni ha salvato la vita a
molte migliaia di migranti. Inoltre, la Commissione ha voluto sottolineare
gli aspetti importanti di miglioramento dando - allo stesso tempo - atto
di preoccupazione ed annunciando - in quest'ultima materia - proposte
immediate.
MISSIONE
A S.ANNA DI CROTONE
Per quanto concerne la
visita nei centri di S.Anna di Crotone, nel territorio di Isola Capo
Rizzuto, bisogna innanzitutto sottolineare che il CPT è una realtà
numericamente ben meno importante (ha una capienza di 124 posti,
attualmente però solo 62 a causa di lavori necessari dopo che alcune
risse hanno provocato seri danni) rispetto ai centri di prima accoglienza
(CPA) e ai centri di identificazione (CID) con una capienza complessiva di
1400 posti. Durante la visita erano presenti circa 1000 persone, di cui
circa il 90% richiedenti asilo.Si è notata una durata molto lunga della
permanenza nel centro prima della verbalizzazione delle richieste di asilo
e del colloquio con la Commissione Territoriale che opera nel CID. Il CPA
e il CID sono gestiti congiuntamente da vari enti che si occupano dei
diversi aspetti: Misericordia, CRI, Caritas, Comune di Isola. Non c'è una
direzione del centro oltre al coordinamento generale della Prefettura.Il
CIR, in convenzione con il Comune di Isola Capo Rizzuto, presta opera di
orientamento legale insieme ad operatori Caritas.Nell'incontro stampa a
Crotone, il 22 luglio, la Commissione ha voluto innanzitutto dare atto
agli aspetti di criticità del centro S. Anna annunciando, anche in questo
caso, proposte concrete che in questi giorni saranno fatte per un
immediato miglioramento di alcune condizioni.La Commissione ha comunque
ricordato che il suo mandato, in ultima istanza, non è l'elaborazione di
proposte per il "miglioramento" dei centri, bensì per il loro
"superamento".Anche a Crotone la Commissione ha incontrato oltre
la Prefettura, la Questura, la ASL e gli Enti gestori, anche i sindaci di
Isola e Crotone, nonché le associazioni del territorio che non operano
nel centro ed al quale, fin qui, non hanno avuto nemmeno accesso, come ad
esempio l'ARCI.
La Commissione ha
sviluppato una sua metodologia delle visite, che comporta non solo
incontri con il Prefetto, il Questore e altri funzionari del Ministero
dell'Interno, nonché con l'Ente Gestore, ma anche regolarmente con le
Associazioni attive nel settore sul territorio, con il Sindaco e gli
Assessori interessati. Nel caso di Bari è stato organizzato un incontro
anche con il Presidente e l'Assessore ai Servizi Sociali della Provincia.
La Commissione conduce i colloqui con i trattenuti anche durante il pranzo
che viene consumato negli spazi degli "ospiti".
Missione
a Torino, 13 settembre
La Commissione ha constatato che il CPT-Centro di Permanenza Temporaneo di
Torino è una struttura del tutto provvisoria che ormai viene utilizzata
da 7 anni (1999). La Commissione ha osservato una serie di carenze non
solo dovute alla struttura fisica (container), ma anche sul versante dei
servizi. In particolare lo scarso collegamento coi servizi sanitari
territoriali/ASL. La Commissione ha visitato nella stessa area (e quindi
sempre all'interno di un quartiere densamente popolato pressoché nel
centro cittadino) il cantiere dove sono iniziati i lavori per un nuovo CPT,
con la previsione di un raddoppiamento di posti. La Commissione ha
espresso la sua perplessità riguardo questo forte aumento della capacità
recettiva, in quanto è in corso una riflessione sul superamento
dell'istituto CPT.
La Commissione ha ascoltato con interesse in un colloquio il Sindaco di
Torino Chiamparino, che ha presentato l'idea di un Centro polifunzionale
per immigrati e per la loro integrazione.
Missione
a Ponte Galeria (Roma) 14 settembre
La Commissione ha
notato con piacere che il Centro Astalli, organizzazione esterna alla
gestione del CPT, effettua un servizio legale. Durante i numerosi colloqui
con i trattenuti (la maggior parte dei quali donne) la Commissione ha
appreso che, soprattutto nel caso degli uomini, la maggioranza proviene
dalle carceri romane e del resto d'Italia.
Nel colloquio con il Sindaco di Roma Walter Veltroni si è discusso tra
l'altro anche sul fatto che non esiste fin ad ora a Roma un CID per
richiedenti asilo. Sembrerebbe che la relativa trattativa tra il Ministero
dell'Interno e l'Amministrazione capitolina non abbia sin qui avuto esito
positivo.
Missione
a Bari , 18-19 settembre
Il centro
di Bari Palese - un centro del tutto provvisorio con roulotte per più di
500 trattenuti - è stato riaperto a metà luglio per rispondere
all'emergenza "momentanea" dovuta alla contingenza degli arrivi
a Lampedusa. La Commissione ha espresso la sua preoccupazione per il fatto
che lo status legale/formale è quello di un Centro di Prima Accoglienza
ex Legge Puglia, quando invece viene utilizzato anche, e forse
principalmente, come CID per Richiedenti Asilo senza che questi possano
avere i certi benefici che tale configurazione giuridica comporterebbe
(libera uscita durante il giorno / diritto alla riconsiderazione della
decisione negativa della richiesta d'asilo).
La Commissione
proseguirà in ottobre le missioni nel CPT di Gradisca (Gorizia) e nei
Centri di Modena e Bologna.
Missioni
della "Commissione de Mistura" presso i Centri di Gradisca
(Gorizia), Modena e Bologna.
Davanti all'ingresso dei
Centri di Gradisca e Bologna, la Commissione ha incontrato alcuni
manifestanti, ascoltando la loro totale opposizione all'esistenza dei CPT;
i manifestanti hanno accusato la Commissione di fungere da "foglia di
fico" di fronte a decisioni governative già prese sul futuro dei CPT,
con riferimento alle recenti dichiarazioni del Ministro dell'Interno Amato
alla I Commissione del Senato. Il Presidente de Mistura ha spiegato loro
che la Commissione non intende solamente ispezionare le strutture fisiche
e fare proposte per il loro miglioramento, ma farà proposte più generali
nel suo rapporto conclusivo, previsto per fine dicembre 2006.
Gradisca
Il centro di Gradisca, aperto nel marzo di quest'anno, ha una capienza di
quasi 250 posti; attualmente sono presenti 50 persone. Secondo le
autorità locali il centro ubicato in una cittadina di 6mila abitanti non
potrebbe sopportare una presenza molto più elevata.
La struttura, una ex caserma, è stata ristrutturata all'uopo con una
spesa complessiva di 21 milioni di euro.
Negli incontri avuti con la Commissione presso il Comune di Gradisca, sia
la provincia di Gorizia che la Regione Friuli Venezia Giulia hanno
espresso la loro totale contrarietà all'esistenza del CPT.
Nell'incontro avuto con la Commissione Territoriale per il Riconoscimento
dello Status di Rifugiato di Gorizia, si è appreso che un numero
relativamente elevato di trattenuti nel CPT ha fatto richiesta d'asilo e
che il 22% di tali richiedenti ha ottenuto protezione umanitaria o, in
alcuni casi, il riconoscimento dello status di rifugiato.
Modena e Bologna
Nei CPT di Modena e Bologna si trova attualmente un numero molto elevato
di cittadini stranieri scarcerati a seguito dell'indulto e per espiazione
della pena. Molti di loro si trovano in Italia da molti anni, in alcuni
casi addirittura da 10 anni.
Come già nelle precedenti visite, la Commissione ha notato che durante la
permanenza negli istituti penitenziari non si è proceduto
all'identificazione delle persone ai fini del rimpatrio immediatamente
dopo la scarcerazione.
La Commissione ha rilevato in ambedue i centri una situazione igienica
particolarmente precaria. In più le strutture fisiche, innanzitutto
quelle del Centro di Bologna, sono particolarmente fatiscenti.
Come ormai in tutte le
visite della Commissione ci sono stati incontri con le Associazioni del
settore, oltre che con i Sindaci e altri rappresentanti degli Enti locali.
Per la prima volta in queste missioni la Commissione ha incontrato
rappresentanti della Regione Emilia Romagna (il Presidente dell'Assemblea
Regionale e l'Assessore ai Servizi Sociali) e della Regione Friuli Venezia
Giulia (l'Assessore competente per le Politiche Sociali e l'Immigrazione).
Missioni
della “Commissione de Mistura” presso i Centri di Trapani,
Caltanissetta, Ragusa e Siracusa
8
novembre 2006
- Prosegue il lavoro della Commissione per la verifica
dei centri di accoglienza, identificazione e di permanenza temporanea,
presieduta dall’Ambasciatore Staffan De Mistura, di cui fa parte il
Direttore del CIR Christopher Hein. Tra il 6 e il 9 novembre la
Commissione effettua missioni presso i Centri di Trapani e di Salina
Grande (6 novembre), di Caltanissetta (7 novembre), di Ragusa (8 novembre)
e di Siracusa (9 novembre).
Durante
la missione, la Commissione - oltre ad parlare con gli ospiti dei Centri e
i rappresentanti degli enti gestori dei Centri - ha programmato incontri
con sindaci, autorità delle forze armate, membri della Commissione Territoriale per il riconoscimento
dello Status di Rifugiato di Trapani, rappresentanti di autorità
sanitarie e di associazioni, giornalisti.
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