COMMISSARIO DIRITTI UMANI DEL CONSIGLIO D’EUROPA:
L’Europa dovrebbe aiutare un maggior numero di rifugiati a
reinsediarsi in un luogo sicuro
24
novembre 2010- Secondo il Commissario per i diritti umani del
Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg occorrerebbe intensificare gli
sforzi, in cooperazione con l’UNHCR per consentire il reinsediamento
delle persone ancora bloccate nei campi di rifugiati sorti un po'
dappertutto nel mondo: 'Non dobbiamo lasciare che i rifugiati e le
loro famiglie vivano per un periodo indefinito nei campi o in
quartieri urbani miserabili, in cui non hanno altra scelta se non
quella di attendere e di mettere la loro vita da parte. I rifugiati
hanno bisogno di ricevere tempestivamente la nostra assistenza, ed è
un loro diritto''.
Comunicato stampa -
880(2010)
Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Thomas
Hammarberg, nel suo ultimo ''Human rights comment'', pubblicato in
data 23 novembre 2010.
L’Europa dovrebbe
aiutare un maggior numero di rifugiati a reinsediarsi in un luogo
sicuro
Strasburgo, 23.11.2010 – I paesi
europei chiudono le loro frontiere agli immigrati, con il pretesto
di potere offrire accoglienza unicamente ai “veri” rifugiati, ossia
alle persone che non possono fare ritorno nel proprio paese senza
mettere a repentaglio la vita o la libertà, ha dichiarato il
commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas
Hammarberg, nel suo ultimo
Human rights
comment,
pubblicato oggi.
Eppure, il ruolo
svolto dall’Europa a favore dei rifugiati è diventato relativamente
modesto. Occorrerebbe intensificare gli sforzi, in cooperazione con
l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, per consentire il
reinsediamento delle persone ancora bloccate nei campi di rifugiati
sorti un po’ dappertutto nel mondo.
Ciascuno di tali
rifugiati ha bisogno di protezione. Molti vivono in campi non
lontani dal loro paese di origine. Alcuni hanno bisogno di un luogo
dove reinsediarsi, non potendo né fare ritorno nel proprio paese, né
integrarsi nel paese di prima accoglienza.
Secondo l’Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (HCR), ci sono
attualmente nel mondo circa 800.000 rifugiati che hanno bisogno di
essere reinsediati. Per il 2011, l’Agenzia stima a 172.300 le
persone che dovranno essere aiutate a reinsediarsi. Si tratta di
rifugiati estremamente vulnerabili, che hanno subito violenze e
torture, tra cui donne e giovani esposte alla minaccia di violenze e
persone che richiedono cure mediche.
Nove rifugiati su
dieci sono condannati ad attendere
La maggior parte dei
rifugiati che hanno bisogno di un reinsediamento sono
sfortunatamente condannati a restare nei campi, in attesa di una
soluzione. Nella situazione attuale, i governi sono oggi disposti ad
accogliere al massimo circa 80.000 rifugiati all’anno.
In considerazione del
loro numero, quindi, per il 90 % degli 800.000 rifugiati nel mondo
la situazione resterebbe immutata. Se dovesse mantenersi l’attuale
tendenza, ci vorranno dieci anni prima che tutti possano trovare un
nuovo insediamento, senza contare che nel frattempo probabilmente
nuovi arrivi saranno andati a ingrossare le fila dei rifugiati. È
molto probabile che non si possa trovare una soluzione nel 2011
nemmeno per i casi più urgenti.
Gli Stati Uniti, il
Canada e l’Australia hanno risposto in modo più tempestivo agli
appelli dell’UNHCR e hanno istituito importanti programmi di
reinsediamento, che prevedono il trasferimento dai paesi di prima
accoglienza al loro proprio territorio, dove viene offerta ai
rifugiati la possibilità di insediarsi durevolmente e di vivere in
dignità e sicurezza.
Tale reinsediamento
non è soltanto un mezzo per proteggere i rifugiati più vulnerabili e
offrire loro una soluzione durevole; è anche un modo di dividere
l’onere dell’assistenza ai rifugiati tra i paesi industrializzati
più ricchi e i paesi in via di sviluppo più poveri. Sono infatti
questi ultimi che accolgono attualmente la grande maggioranza dei
rifugiati, spesso in condizioni precarie.
Gli Stati Uniti
accolgono un numero di rifugiati sette volte superiore rispetto
all’Europa
Mentre questi tre
paesi hanno accolto rispettivamente 62.000, 6.500 e 6.700 rifugiati,
i paesi europei ne hanno accolti complessivamente meno di 9.000
nell’ambito dei programmi di reinsediamento dell’UNHCR. Alcuni paesi
europei hanno istituito programmi continuativi di reinsediamento,
nell’ambito dei quali accolgono una quota annuale di rifugiati: per
esempio, la Svezia, che ha stabilito una quota annuale di
1.900 persone, e la Norvegia, con una quota di 1.400 persone
all’anno.
Gli altri paesi
europei che hanno stabilito delle quote annuali per l’accoglienza
dei rifugiati sono la Finlandia, il Regno Unito, i Paesi Bassi, la
Danimarca, la Francia, l’Irlanda, la Repubblica ceca, la Romania e
il Portogallo. Certi paesi hanno inoltre accettato di accogliere dei
rifugiati nel quadro di programmi ad hoc, in particolare la
Germania, che ha accolto 2.500 rifugiati provenienti dall’Iraq nel
2008 e nel 2009, ma anche l’Italia, il Lussemburgo e il Belgio.
La capacità di
accogliere e di reinsediare dei rifugiati dipende evidentemente da
vari fattori, tra cui bisogna anche tenere conto del numero di
richiedenti asilo che arrivano direttamente nel paese. Tuttavia, in
generale, è errato affermare che il continente europeo è “sommerso”
dalle domande di asilo. In realtà, il loro numero è calato in questi
ultimi anni. Basti pensare che certi paesi africani accolgono più
rifugiati sul loro territorio dell’insieme degli Stati europei.
La Commissione europea
ha recentemente proposto di istituire un programma europeo comune di
reinsediamento, che prevede un’assistenza finanziaria per gli Stati
membri che reinsediano dei rifugiati, e che contribuirà a rafforzare
la cooperazione in questo campo. È una buona iniziativa che, ci
auguriamo, sarà approvata e messa in pratica in un prossimo futuro.
L’Europa dovrebbe
affrettarsi ad agire
In tale attesa, i vari
governi europei dovrebbero aiutare l’HCR a superare la crisi
attuale, aumentando le loro quote annuali. Gli Stati europei hanno
infatti il dovere di aiutare le persone che, in virtù del diritto
internazionale, hanno diritto alla protezione.
Dovrebbero dividere
questa responsabilità con i paesi che accolgono popolazioni molto
più importanti di rifugiati. Non dobbiamo lasciare che i rifugiati e
le loro famiglie vivano per un periodo indefinito nei campi o in
quartieri urbani miserabili, in cui non hanno altra scelta se non
quella di attendere e di mettere la loro vita da parte. I rifugiati
hanno bisogno di ricevere tempestivamente la nostra assistenza, ed è
un loro diritto.
Ufficio del Commissario per i diritti umani
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