18
ottobre 2004
G5
di Firenze: nessun passo avanti
Commentando
il rinvio di decisione sull’istituzione dei centri di accoglienza in
Libia e in altri paesi nordafricani stabilita nel corso del Consiglio dei
Ministri dell’Interno di Francia, Spagna, Italia, Germania e Gran
Bretagna conclusosi oggi a Firenze, il CIR ritiene che non
ci siano
ad oggi i presupposti né alcuna chiarezza nelle
proposte dei ministri Schily e Pisanu sullo scopo e le modalità di
gestione di tali centri.
Rimane
però all’ordine del giorno la necessità di affrontare la situazione di
migliaia di persone che disperatamente cercano di arrivare in un luogo
sicuro in Europa e che allo stato attuale non hanno altre alternative se
non quella di affidarsi nelle mani di trafficanti di esseri umani e di
rischiare la propria vita durante il tragitto per mare.
L’attuale
stato delle cose è inaccettabile. L’Unione
Europea e i suoi stati membri hanno il dovere di dare la possibilità di
arrivare in Italia e in altri paesi europei in modo regolare e protetto.
Se
il Piano Schily – Pisanu ha questo obiettivo e intende innanzitutto garantire
il rispetto dei diritti umani per queste persone anche nei paesi di
transito allora un ente di tutela dei rifugiati come il CIR non può che
schierarsi a favore della proposta e anzi offrire la sua collaborazione.
Ma alcune condizioni sono indispensabili:
1.
ci deve essere da parte degli stati UE una dichiarata disponibilità
a rilasciare visti di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati che
si trovano nei paesi nordafricani;
2.
i centri di orientamento devono avere una cogestione internazionale con la partecipazione dell’Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e delle ONG;
3.
la Libia deve firmare e ratificare la Convenzione di Ginevra sui
rifugiati e garantire formalmente il rispetto dei diritti fondamentali
della persona nei confronti di tutti gli stranieri presenti sul suo
territorio.
Purtroppo
il respingimento di massa da
Lampedusa in Libia al quale abbiamo assistito ultimamente non ha
rappresentato un inizio incoraggiante per la cooperazione di stati terzi
un materia di asilo e immigrazione.
Il
CIR si augura che la posizione presa a Firenze dai governi francese e
spagnolo induca Germania e Italia a una fondamentale revisione del loro
piano, in modo da rendere prioritaria la protezione della persona.
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