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DOMANDE
D’ASILO IN ITALIA:
LA
META’ DEI RICHIEDENTI OTTIENE PROTEZIONE
Il
CIR contesta le affermazioni del Ministro Pisanu
“Non ci risulta affatto che il 92% delle richieste d’asilo siano false
o infondate – dice il
direttore del CIR Christopher Hein contestando
le affermazioni fatte oggi a Palermo del Ministro dell’Interno Giuseppe
Pisanu.
“Al
contrario, possiamo
constatare che, nel 2004, 3131
richiedenti asilo in Italia hanno ottenuto protezione perché riconosciuti
rifugiati, o perché è stata loro riconosciuta protezione umanitaria.
Questo
dato corrisponde a più della metà
delle decisioni prese dall’apposita commissione del governo nei
confronti dei richiedenti asilo che è riuscita ad ascoltare. 2446
richiedenti non hanno potuto avere un colloquio con la Commissione perché
non hanno mai avuto notizia della convocazione. Il motivo, nella grande
maggioranza dei casi, ha a che vedere con la mancanza di posti nei centri
di accoglienza, che costringe le persone, durante la procedura – che ha
una durata media di ben 18 mesi
– ad allontanarsi dalla provincia alla cui questura avevano
originariamente presentato domanda e quindi dal luogo nel quale viene loro
comunicato l’avviso di presentarsi alla Commissione.
“Non solo l’Italia non ha potuto fin qui garantire l’accoglienza di
tutti i richiedenti asilo bisognosi di protezione –continua Hein - ma
adesso secondo il governo sono loro a voler rendersi irreperibili e si
vuol dimostrare la strumentalizzazione del diritto d’asilo.”
I
paesi principali di provenienza dei richiedenti asilo esaminati dalla
Commissione nel 2004 sono stati: Liberia, Eritrea, Sudan, Somalia,
Nigeria, Serbia, Romania, Iraq e Turchia, pressoché tutti paesi con gravi
conflitti interni e documentate violazioni massicce dei diritti umani.
Il CIR vuole anche ricordare che sulla fondatezza delle
richieste d’asilo, secondo la normativa vigente, non
decide né il poliziotto alla frontiera né la questura bensì la
Commissione con giudizio indipendente.
Per
quanto riguarda l’accoglienza l’Italia avrebbe dovuto recepire la
direttiva europea entro il 5 febbraio 2005, e quindi potenziare i posti
dei centri d’accoglienza.
Il
Decreto legislativo che dovrà allineare l’Italia alla normativa europea
è stato messo nell’ordine del giorno dell’ultimo consiglio dei
ministri, ma non è stato ancora approvato.
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