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Gemma Criscuolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Il 28 luglio 2006 in Consiglio dei Ministri si è discusso per l’approvazione di n. 2 decreti legislativi (POLITICHE EUROPEE – INTERNO – ESAME PRELIMINARE) - recanti l’attuazione delle direttive comunitarie

 

Il 28 luglio scorso,  il Consiglio dei ministri ha approvato due decreti rivolti agli extracomunitari residenti in Italia, recependo le direttive dell'Unione europea. Ricongiungimenti familiari più facili e un anno in meno per ottenere il permesso di soggiorno a tempo indeterminato.

Sui soggiorni "lunghi", il decreto approvato prevede che dopo cinque anni (anziché sei) di residenza, lo straniero possa richiedere lo status di «soggiornante di lungo periodo», ottenendo così la possibilità di entrare e uscire dal territorio nazionale senza bisogno di visto e di svolgere qualsiasi attività lavorativa autonoma o subordinata.

Per quanto concerne i ricongiungimenti familiari, sarà più facile far venire in Italia i propri figli o i propri genitori. In particolare, per raggiungere il proprio genitore in Italia, al figlio minorenne che vive all'estero basterà essere "figlio". Prima bisognava che fosse "a carico".

Per essere raggiunti da un genitore (o da un nonno) in Italia, non occorrerà più dare prova di essere figli unici. Basterà che, nel suo paese, il genitore non abbia altri mezzi di sussistenza.

Inoltre, il genitore che arriva in Italia per accudire un figlio con problemi psico-fisici potrà lavorare mentre prima gli veniva impedito. Lo schema dei ricongiungimenti familiari viene esteso anche alla categoria dei rifugiati.
Il testo dei due decreti adesso passa al Parlamento, per il parere delle commissioni competenti e il successivo voto dell'Aula.