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Il
28 luglio scorso, il
Consiglio dei ministri ha approvato due decreti rivolti agli
extracomunitari residenti in Italia, recependo le direttive dell'Unione
europea. Ricongiungimenti familiari più facili e un anno in meno per
ottenere il permesso di soggiorno a tempo indeterminato.
Sui
soggiorni "lunghi", il decreto approvato prevede che dopo
cinque anni (anziché sei) di residenza, lo straniero possa richiedere
lo status di «soggiornante di lungo periodo», ottenendo così la
possibilità di entrare e uscire dal territorio nazionale senza bisogno
di visto e di svolgere qualsiasi attività lavorativa autonoma o
subordinata.
Per
quanto concerne i ricongiungimenti familiari, sarà più facile far
venire in Italia i propri figli o i propri genitori. In particolare, per
raggiungere il proprio genitore in Italia, al figlio minorenne che vive
all'estero basterà essere "figlio". Prima bisognava che fosse
"a carico".
Per
essere raggiunti da un genitore (o da un nonno) in Italia, non occorrerà
più dare prova di essere figli unici. Basterà che, nel suo paese, il
genitore non abbia altri mezzi di sussistenza.
Inoltre,
il genitore che arriva in Italia per accudire un figlio con problemi
psico-fisici potrà lavorare mentre prima gli veniva impedito. Lo schema
dei ricongiungimenti familiari viene esteso anche alla categoria dei
rifugiati.
Il testo dei due decreti adesso passa al Parlamento, per il parere delle
commissioni competenti e il successivo voto dell'Aula.
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