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Le Organizzazioni non Governative per i Rifugiati avvertono che ci sono imperfezioni nelle proposte Europee sulle migrazioni

5 Dicembre 2006 – L’ECRE, il Consiglio Europeo per i Rifugiati e gli Esuli - che rappresenta 80 organizzazioni, tra cui il CIR, che assistono rifugiati in 30 paesi Europei -  avverte che esistono delle imperfezioni nelle proposte presentate il 5 dicembre dalla Commissione Europea al Consiglio Giustizia e Affari Interni.  L’organizzazione si compiace per il fatto che le due Comunicazioni, volte alla gestione delle migrazioni dall’Africa, riconoscano che la protezione dei rifugiati è di massima importanza. Tuttavia, non viene fatto alcun tentativo per rispondere alla domanda cruciale: Come si sentiranno i rifugiati, quando si troveranno di fronte a controlli ancor più severi sull’immigrazione,  posto che riescano a raggiungere l’Unione Europea?

Il Segretario Generale dell’ECRE Bjarte Vandvik ha dichiarato: “l’Europa sta dicendo agli Africani, “se volete venire a lavorare, studiare o raggiungere la  vostra famiglia, siamo pronti a parlare.  Ma se state fuggendo per il bene della vostra stessa vita, la porta rimarrà chiusa”. Stiamo creando una fortezza, le cui porte si trovano negli aeroporti africani, e sulle navi al largo delle coste africane. Le persone continueranno a morire nel tentativo di raggiungere l’Unione Europea  fino a quando non troveranno un’alternativa più credibile rispetto a saltare su una piccola imbarcazione. Un approccio globale alle migrazioni deve includere soluzioni organiche per i rifugiati provenienti dall’Africa: non solo rimpatri, ma anche integrazione locale nei paesi ospitanti e programmi di reinsediamento nell’Unione Europea per i più vulnerabili – ed, ancor più importante, assicurare l’accesso all’asilo in Europa a coloro che fuggono per salvarsi la vita,” ha aggiunto Mr. Vandvik. 

Vengono fornite due giustificazioni per l’espansione del controllo marittimo congiunto: salvataggio in mare ed intercettazione di migranti irregolari. Questi due obiettivi completamente diversi ed ognuno con complessi quadri legislativi, vengono spesso confusi. L’ECRE ricorda agli Stati membri che nel caso di intercettazione di imbarcazioni, gli Stati hanno il conseguente dovere di assicurarsi che tutti coloro che hanno bisogno di protezione siano identificati e trattati conseguentemente, incluso il rispetto del principio di non-refoulement. 

Le conclusioni del Consiglio di ieri sul progredire del Programma de L’Aia indicano che l’Unione Europea nel suo lavoro sull’asilo e l’immigrazione, continuerà a dare priorità ai partenariati con paesi terzi. Se l’Europa continua, senza lungimiranza, a fortificare le proprie frontiere e non riesce a  dimostrare un impegno visibile per garantire un alto livello di protezione ai rifugiati ed il rispetto dei diritti umani sul proprio territorio, sarà molto difficile dissuadere i partner all’estero dal chiudere le frontiere ed espellere le persone che necessitano di protezione. 

 

Per ulteriori commenti/ interviste e documentazione:

ECRE Secretary General, Bjarte Vandvik
+32 2234 3801 or 32 478695696 - Email:
bvandvik@ecre.org

CIR- Consiglio Italiano per i Rifugiati – Direttore Christopher Hein:
Tel: 06.69200114- E-mail:
hein@cir-onlus.org; cirstampa@cir-onlus.org

 

Le due comunicazioni sull’immigrazione presentate dalla Commissione Europea sono:

-         “L’approccio Globale all’Immigrazione, Un anno dopo”

e

-         Rafforzare  Management delle Frontiere Marittime Esterne del Sud dell’Unione Europea”

 

Al momento i testi in italiano non sono disponibili.

Alleghiamo i testi in inglese.