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Giornata Mondiale a sostegno delle vittime di tortura

Foto dell'evento

 

Il 26 giugno viene celebrata in tutto il mondo la Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura, proclamata nel 1997 dall’Assemblea Generale dell’ONU. 

-   Metà della popolazione mondiale vive sotto governi che praticano la tortura.

-   Un terzo dei rifugiati  nel mondo ha subito la tortura.

-   L’Italia non ha ancora introdotto il reato di tortura nel codice penale né ha ratificato il protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura.

 

Il CIR Consiglio Italiano per i Rifugiati

con il contributo della Commissione Europea Progetto VI.TO.

presenta

 il lavoro dei partecipanti ai laboratori Video e Teatro di VI.TO. 

Tutti rifugiati richiedenti asilo e sopravvissuti a tortura .

 

 Il documentario

9 – 18

di E.B. Biayoka, K. Attignon, K. Akpaka, M.I. Okime, B. Mbimi,

A. Nsingi, GH Gonzalez, K. Zossou.

La lunga giornata di un richiedente asilo a Roma.

Lo spettacolo

Il verbo degli invisibili

di Nube Sandoval e Bernardo Rey

Da una leggenda Sufi che parla di uccelli in cerca dell’approdo ideale ad “Aspettando Godot” di Beckett.

 

La mostra

“ L’infame verità  – Dalla tortura legale al reato di tortura”

realizzata in collaborazione  con l'Archivio di Stato nel  Cortile di Sant'Ivo alla Sapienza.

La serata sarà presentata da Daniele Formica

Per l’occasione il CIR rilancerà con forza la Campagna di raccolta firme contro la tortura

realizzata per il CIR dall’agenzia Fagan+reggio+DelBravo

ore 21

Cortile di Sant’Ivo alla Sapienza – Roma Corso Rinascimento 40 – Roma

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

                                   Infoline: 06 69200118  Relazioni Esterne e Comunicazione CIR
 

  La mostra “L’infame verità  – Dalla tortura legale al reato di tortura”

Mostra documentaria

La mostra ripercorre brevemente, attraverso le riproduzioni di documenti tratti dagli archivi giudiziari e dai fondi librari dell’Archivio di Stato di Roma, le tappe storiche che hanno caratterizzato la pratica della tortura.

La mostra è, inoltre, arricchita da materiale informativo - riferimenti normativi, dati e statistiche aggiornati - sull’attuale diffusione della tortura nel mondo.

La tortura è stata a lungo utilizzata come mezzo di prova nel processo inquisitorio vigente negli ordinamenti giudiziari degli stati europei di antico regime.

In seguito all’importante riflessione dell’illuminismo è stata ripudiata in quanto “infame crociuolo della verità” (Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, 1764).

Se ai testi delle dichiarazioni, delle costituzioni, dei trattati e dei protocolli approvati ormai dalla grande maggioranza degli stati si affiancano i dati e le statistiche relativi alla pratica della tortura nel mondo di oggi, appare chiaro che il ripudio della tortura è ancora ampiamente disatteso e che questo efferato crimine contro l’umanità resta una pratica dolorosamente diffusa in tutti i continenti.

Il documentario "9 - 18" racconta la giornata tipo di due richiedenti asilo a Roma. E’ stato  ideato e realizzato dai partecipanti al laboratorio video di   VI.TO., tutti rifugiati richiedenti asilo e vittime di tortura.

Lo spettacolo  IL verbo degli invisibilidi  Nube Sandoval e Bernardo Rey.

La premessa é nata da un antico poema Sufi che racconta: Un giorno uccelli di tutte le specie si riunirono in un congresso, il motivo era la crescente preoccupazione per i problemi sostanziali che li opprimevano. Arrivarono insieme a capire che la risposta alle loro preoccupazioni si trovava in un luogo lontano chiamato “Simurg”, si avviarono quindi, alla sua ricerca in un lungo viaggio. Molti di loro morirono nell’intento, alcuni si smarrirono e altri invece rinunciarono. Quei pochi che arrivarono sorvolando il posto dove si trovava il “Simurg”, che era una laguna in cima a una montagna, riflettendosi nelle acque videro nient’altro che loro stessi.

Tutti noi abbiamo intrapreso un lungo viaggio prima di incontrarci. Ma il teatro è fatto di illusioni e di implacabile realtà, il teatro  da sempre appartiene al tempo in cui si crea e al suo contesto, e ci mette di fronte ad una realtà in agguato :

l’attesa può essere rispetto al viaggio il suo perfetto antipode, oppure il suo destino. Per i nostri attori l’attesa è diventata una condizione di vita:  “Aspettando Godot” di Samuel Beckett ci ha offerto il corpo e la testa di quest’attesa.un richiedente asilo e nel limbo di un tempo che non gli appartiene.

Nube Sandoval Bernardo Rey

La compagnia

La compagnia teatrale nata da VI.TO. é formata  da rifugiati o richiedenti asilo sopravissuti alla tortura.Gli attori provengono dal Togo, dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC), dalla Nigeria, dal Camerun, dalla Costa D’Avorio e dalla Colombia. Lo spettacolo è la  conclusione del lavoro dei due laboratori teatrali - rara esperienza di questo genere in Italia e in Europa - concepiti da VI.TO. come tentativo di rielaborazione del trauma attraverso il teatro.

Lo spettacolo è frutto di sei mesi di prove, l'ottimo livello professionale raggiunto dagli attori della compagnia giustifica la volontà di inserire lo spettacolo nei normali circuiti di distribuzione teatrale.