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COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ARCI, CARITAS, CIR, ICS

01-06-2005

RICHIEDENTI ASILO - ANCI ED ENTI DI TUTELA, DECRETO DEL GOVERNO E’ OCCASIONE MANCATA

L’ANCI e gli enti di tutela ARCI, Caritas, CIR e ICS ritengono necessaria l’istituzione di un tavolo di confronto presso il Ministero dell’Interno dove possano essere avanzate proposte articolate di modifica allo schema di decreto legislativo adottato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 27 maggio 2005 recante ‘Attuazione della Direttiva 2003/9/CE del Consiglio dell’Unione europea del 27 gennaio 2003 recante norme minime relative all’accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri’. Nel sottolineare che il recepimento della Direttiva avrebbe potuto offrire l’opportunità di realizzare per la prima volta in Italia un sistema di accoglienza finalmente in grado di garantire assistenza a favore di tutti i richiedenti asilo, senza che gli stessi siano costretti a vivere nel nostro paese in condizioni di abbandono, l’ANCI e gli enti di tutela coinvolti rilevano che purtroppo così non è stato e che quindi attualmente il testo varato dal Governo rappresenta un’occasione mancata. Pur sottolineando alcuni aspetti positivi di grande importanza quali il riconoscimento del diritto al lavoro del richiedente asilo dopo sei mesi di attesa della decisione, nonché lo stanziamento di nuovi e significativi fondi per garantire l’accoglienza, ANCI, ARCI, Caritas, CIR e ICS constatano con rammarico di non essere mai stati consultati durante l’elaborazione del decreto legislativo. Quanto all’impianto complessivo del nuovo sistema, questo è contraddittorio anche rispetto alla stessa legge 189 del 2002. Nell’istituire un Sistema di protezione, coordinato dall’ANCI e composto dai Comuni e dagli enti che prestano servizi di accoglienza e integrazione, la legge già disciplina una relazione articolata tra autonomie locali e autorità centrale nel rispetto di ruoli e competenze distinte. In tal senso – sottolineano ANCI ed enti di tutela – è preoccupante la possibile subordinazione degli Enti locali agli Uffici Territoriali del Governo in merito alle modalità di attivazione e cessazione delle misure di accoglienza e tutela, così come emerge con evidenza in diverse disposizioni contenute nello Schema di decreto, nonché il mancato riconoscimento del ruolo e dell’esperienza maturata dal Servizio centrale che, su incarico dell’ANCI, ha coordinato in questi anni gli interventi di protezione.