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IL
PARLAMENTO EUROPEO BOCCIA DIRETTIVA SULL’ASILO
Il
CIR: è stato evitato il peggio
Questa
mattina il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione che
sostanzialmente rigetta una
proposta di direttiva europea sulla procedura d’asilo già approvata
dal Consiglio dei Ministri Giustizia e Affari Interni.
Il
direttore del CIR Christopher Hein in un primo commento
esprime grande soddisfazione circa il fatto
che il Parlamento abbia chiaramente negato il consenso a una
normativa che intende più proteggere l’Europa dai rifugiati che offrire
protezione ai rifugiati in Europa.
“Tutta
l’impostazione della direttiva – afferma Hein – mira a una
diminuzione del numero dei richiedenti asilo e all’eliminazione delle
garanzie procedurali che danno la possibilità di essere riconosciuti
rifugiati. Il fatto che il Parlamento Europeo si sia pronunciato in modo
estremamente critico su quasi tutte le clausole del testo non solo dovrà
indurre il Consiglio a riscrivere la direttiva ma, se questo non
dovesse avvenire, apre anche la porta per un ricorso alla Corte Europea di Giustizia”.
“Il
CIR non può essere d’accordo su tutti i dettagli della risoluzione
votata oggi dal Parlamento, tuttavia consideriamo molto positivo che
all’ultimo momento la risoluzione sia stata migliorata su quattro
aspetti:
1.
il Parlamento non si
dichiara d’accordo sul fatto che un richiedente asilo possa essere trattenuto in detenzione per un periodo fino a sei mesi;
2.
il Parlamento vuole introdurre criteri molo stretti per la
possibilità di respingere il richiedente asilo verso un cosiddetto paese
terzo sicuro;
3.
nonostante la risoluzione accetti ancora il concetto di “paese di
origine sicuro” (una lista di paesi dai quali si suppone non arrivino
rifugiati), si insiste sul fatto che una tale lista debba essere elaborata
non dai singoli stati membri, ma attraverso una procedura
di codecisione nel quale il Parlamento europeo abbia un ruolo
determinante
4.
il Parlamento ritiene – elemento di particolare importanza alla
luce della legge Bossi Fini - che un richiedente asilo abbia il diritto di attendere l’esito del ricorso in tribunale nel
paese in cui ha presentato la richiesta d’asilo.”
Se,
come il CIR si augura, il Consiglio dei Ministri Giustizia e Affari
Interni seguirà la linea del Parlamento Europeo, anche l’attuale
normativa italiana in materia d’asilo dovrà essere sostanzialmente
riformata.
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