CIR

 Consiglio Italiano per i Rifugiati onlus 

Via del Velabro 5/A
00186 Roma
Tel.06-69200114
Fax.06-69200116
cir@cir-onlus.org

Chi siamo Presidente Direzione e Struttura Bilancio Dove siamo COME AIUTARE  CONTATTI Home

ATTIVITA'

Cosa facciamo

Utenza CIR

Rapporti annuali

 

PROGETTI

Servizi sul territorio

Integrazione

Gruppi vulnerabili

Collaborazioni Internazionali

 

I RIFUGIATI

Chi è un rifugiato

Glossario

Quadro statistico

Le storie

 

PAESI DI ORIGINE

 

DIRITTI

La procedura in Italia

Informazioni pratiche

Archivio giuridico

 

COMUNICAZIONE

Ufficio Stampa 

Comunicati news

Pubblicazioni

Interviste

 

 

FORMAZIONE

Corsi e Master

 

COLLABORA CON NOI

 

LINK

 

Video CIR su

______________

 

Risoluzione consigliata 1024x768

webmaster

Gemma Criscuolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

27 settembre 2005 COMUNICATO STAMPA

 

IL PARLAMENTO EUROPEO BOCCIA DIRETTIVA SULL’ASILO

Il CIR: è stato evitato il peggio

Questa mattina il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione che sostanzialmente rigetta una proposta di direttiva europea sulla procedura d’asilo già approvata dal Consiglio dei Ministri Giustizia e Affari Interni.

Il direttore del CIR Christopher Hein in un primo commento esprime grande soddisfazione circa il fatto  che il Parlamento abbia chiaramente negato il consenso a una normativa che intende più proteggere l’Europa dai rifugiati che offrire protezione ai rifugiati in Europa.

“Tutta l’impostazione della direttiva – afferma Hein – mira a una diminuzione del numero dei richiedenti asilo e all’eliminazione delle garanzie procedurali che danno la possibilità di essere riconosciuti rifugiati. Il fatto che il Parlamento Europeo si sia pronunciato in modo estremamente critico su quasi tutte le clausole del testo non solo dovrà indurre il Consiglio a riscrivere la direttiva ma, se questo non dovesse avvenire, apre anche la porta per un ricorso alla Corte Europea di Giustizia”.

“Il CIR non può essere d’accordo su tutti i dettagli della risoluzione votata oggi dal Parlamento, tuttavia consideriamo molto positivo che all’ultimo momento la risoluzione sia stata migliorata su quattro aspetti:

1.      il Parlamento non si dichiara d’accordo sul fatto che un richiedente asilo possa essere trattenuto in detenzione per un periodo fino a sei mesi;

2.      il Parlamento vuole introdurre criteri molo stretti per la possibilità di respingere il richiedente asilo verso un cosiddetto paese terzo sicuro;

3.      nonostante la risoluzione accetti ancora il concetto di “paese di origine sicuro” (una lista di paesi dai quali si suppone non arrivino rifugiati), si insiste sul fatto che una tale lista debba essere elaborata non dai singoli stati membri, ma attraverso una procedura di codecisione nel quale il Parlamento europeo abbia un ruolo determinante

4.      il Parlamento ritiene – elemento di particolare importanza alla luce della legge Bossi Fini - che un richiedente asilo abbia il diritto di attendere l’esito del ricorso in tribunale nel paese in cui ha presentato la richiesta d’asilo.”

Se, come il CIR si augura, il Consiglio dei Ministri Giustizia e Affari Interni seguirà la linea del Parlamento Europeo, anche l’attuale normativa italiana in materia d’asilo dovrà essere sostanzialmente riformata.