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CIR : INIZIATIVE PER
RIFUGIATI IN LIBIA
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Il
Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) sta avviando una
collaborazione con l'Associazione libica l'International
Organisation for Peace, Care and Relief (IOPCR), con
sede a Tripoli, al fine di promuovere delle iniziative in favore di
rifugiati e migranti. Il Presidente
del CIR, Savino Pezzotta, e il Presidente dell'IOPCR, Khaled
EL-Khweldi EL-Hamedi, hanno firmato stamane a Roma un Protocollo
d'intesa tra le due organizzazioni. A tale scopo è arrivata a Roma
una delegazione libica composta dal Presidente dell’IOPCR e da altri
12 membri. All'atto della firma erano presenti parlamentari e
rappresentanti di sindacati, di associazioni umanitarie italiane e
dell’UNHCR.
L'IOPCR, già partner operativo dell'UNHCR in Libia, aveva ospitato,
nel dicembre scorso, una delegazione di organizzazioni italiane di
cui faceva parte il Direttore del CIR, Christopher Hein. Durante la
missione in Libia la delegazione ha visitato anche il centro di
detenzione di 600 cittadini eritrei a Misratah. Da tale centro, nel
novembre scorso, 40 rifugiati eritrei sono stati reinsediati in
Italia.
Il CIR e l'IOPCR intendono ampliare, in sinergia con l’UNHCR, lo
spazio umanitario per rifugiati e migranti in Libia, un Paese da
anni interessato da massicci movimenti di cittadini stranieri in
particolare provenienti dall'Africa Sub-sahariana. Il 10,5% della
popolazione libica è costituita, infatti, da immigrati regolari;
mentre le stime sulla presenza di stranieri irregolari variano tra 1
e 2 milioni di persone. Nel 2006, le autorità libiche hanno
rimpatriato 54.000 stranieri irregolari; 60.000 stranieri sono stati
posti in detenzione in un gran numero di appositi centri. Per quanto
riguarda i migranti che giungono in Italia è da ricordare che la
Libia riveste per loro un ruolo centrale: dal 2001 circa l'80% dei
rifugiati e richiedenti asilo che arrivano in Italia infatti sono
transitati attraverso questo paese da dove, vista l’impossibilità di
arrivare regolarmente in Europa, s'imbarcano in natanti di fortuna
per raggiungere Lampedusa e le coste siciliane.
La Libia non ha firmato la Convenzione Internazionale sui
Rifugiati, ma intende dotarsi di una legislazione sul diritto
d'asilo. In considerazione dell'importanza che la Libia riveste
nelle rotte migratorie e delle difficilissime condizioni che i
rifugiati e i migranti presenti o in transito affrontano, il CIR
ritiene fondamentale poter realizzare azioni a sostegno dei
rifugiati e migranti avvalendosi dei suoi 18 anni di esperienza nel
lavoro per i rifugiati. In Libia affiancherà, quindi, tanto l'UNHCR
quanto l'IOPCR nelle loro attività di protezione e assistenza.
“La stipula di un accordo con l'IOPCR è il primo passo per una
nostra iniziativa nel territorio libico”, ha detto Christopher Hein,
“e siamo lieti di aver trovato un partner nell’altra sponda del
Mediterraneo, impegnato nell’azione umanitaria”. Savino Pezzotta ha
aggiunto che "l'importanza di questo accordo risiede nel fatto che
siano due organizzazioni non governative, quindi due forze della
società civile, a voler cominciare una collaborazione per migliorare
le condizioni di migranti e rifugiati in Libia". EL-Hamedi ha infine
sottolineato l'importanza che possono rivestire le collaborazioni
con organizzazioni e associazioni internazionali. A tale proposito
ha ricordato la collaborazione che l'IOPCR e l'UNHCR hanno
intrapreso in Libia e che ha già portato al raggiungimento di
risultati positivi. El-Hamedi ha informato che proprio in questi
giorni, grazie al loro impegno, si è evitato il rimpatrio forzato di
un certo numero di cittadini eritrei dalla Libia.
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