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29 febbraio 2008

 

CIR : INIZIATIVE PER RIFUGIATI IN LIBIA

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Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) sta avviando una collaborazione con l'Associazione libica l'International Organisation for Peace, Care and Relief (IOPCR), con sede a Tripoli, al fine di promuovere delle iniziative in favore di rifugiati e migranti. Il Presidente del CIR, Savino Pezzotta, e il Presidente dell'IOPCR, Khaled EL-Khweldi EL-Hamedi, hanno firmato stamane a Roma un Protocollo d'intesa tra le due organizzazioni. A tale scopo è arrivata a Roma una delegazione libica composta dal Presidente dell’IOPCR e da altri 12 membri. All'atto della firma erano presenti parlamentari e rappresentanti di sindacati, di associazioni umanitarie italiane e dell’UNHCR.

L'IOPCR, già partner operativo dell'UNHCR in Libia, aveva ospitato, nel dicembre scorso,  una delegazione di organizzazioni italiane di cui faceva parte il Direttore del CIR, Christopher Hein. Durante la missione in Libia la delegazione ha  visitato anche il centro di detenzione di 600 cittadini eritrei a Misratah.  Da tale centro, nel novembre scorso, 40 rifugiati eritrei sono stati reinsediati in Italia.

Il CIR e l'IOPCR intendono ampliare, in sinergia con l’UNHCR, lo spazio umanitario per rifugiati e migranti in Libia, un Paese da anni interessato da massicci movimenti di cittadini stranieri in particolare provenienti dall'Africa Sub-sahariana. Il 10,5% della popolazione libica è costituita, infatti, da immigrati regolari; mentre le stime sulla presenza di stranieri irregolari variano tra 1 e 2 milioni di persone. Nel 2006, le autorità libiche hanno rimpatriato 54.000 stranieri irregolari; 60.000 stranieri sono stati posti in detenzione in un gran numero di appositi centri. Per quanto riguarda i migranti che giungono in Italia è da ricordare che la Libia riveste per loro un ruolo centrale: dal 2001 circa l'80% dei rifugiati e richiedenti asilo che arrivano in Italia infatti sono transitati attraverso questo paese da dove, vista l’impossibilità di arrivare regolarmente in Europa,  s'imbarcano in natanti di fortuna per raggiungere Lampedusa e le coste siciliane.

 La Libia non ha firmato la Convenzione Internazionale sui Rifugiati, ma intende dotarsi di una legislazione sul diritto d'asilo. In considerazione dell'importanza che la Libia riveste nelle rotte migratorie e delle difficilissime condizioni che i rifugiati e i migranti presenti o in transito affrontano, il CIR ritiene  fondamentale poter realizzare azioni a sostegno dei rifugiati e migranti avvalendosi dei suoi 18 anni di esperienza nel lavoro per i rifugiati. In Libia affiancherà, quindi, tanto l'UNHCR quanto l'IOPCR nelle loro attività di protezione e assistenza.

 “La stipula di un accordo con l'IOPCR è il primo passo per una nostra iniziativa nel territorio libico”, ha detto Christopher Hein, “e siamo lieti di aver trovato un partner nell’altra sponda del Mediterraneo, impegnato nell’azione umanitaria”.  Savino Pezzotta ha aggiunto che "l'importanza di questo accordo risiede nel fatto che siano due organizzazioni non governative, quindi due forze della società civile, a voler cominciare una collaborazione per migliorare le condizioni di migranti e rifugiati in Libia". EL-Hamedi ha infine sottolineato l'importanza che possono rivestire le collaborazioni con organizzazioni e associazioni internazionali. A tale proposito ha ricordato la collaborazione che l'IOPCR e l'UNHCR hanno intrapreso in Libia e che ha già portato al raggiungimento di risultati positivi. El-Hamedi ha informato che proprio in questi giorni, grazie al loro impegno, si è evitato il rimpatrio forzato di un certo numero di cittadini eritrei dalla Libia.