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2 dicembre 2005

 

Unione europea: il Consiglio Giustizia e Affari Interni adotta direttiva sulla procedura d’asilo

Ignorate le preoccupazioni espresse dal Parlamento europeo e dalle ONG

  Il Consiglio Giustizia e Affari Interni ha adottato ieri senza dibattito, e senza tener conto delle preoccupazioni espresse dal Parlamento europeo e dalle ONG operanti nel settore, una proposta di direttiva che regola gli standard minimi relativi alle procedure d’asilo.

Si tratta dell’ultima parte di legislazione sull’asilo su cui si è deciso attraverso un processo di consultazione: in futuro infatti sarà prevista una procedura di codecisione, in cui Parlamento e Consiglio avranno gli stessi poteri.

 

Nel momento in cui lo sviluppo di standard e procedure comuni sul rimpatrio di persone che si trovano illegalmente nell’UE sono affidate al Consiglio e al Parlamento è necessario che le decisioni sulle richieste d’asilo siano coerenti e di qualità.

 

La direttiva del consiglio è, di fatto, una lista delle peggiori pratiche di asilo dei singoli paesi europei, e alcuni standard presentano un livello così basso da poter addirittura permettere violazioni fondamentali del diritto internazionale dei rifugiati e dei diritti umani.

 

Alcune delle previsioni più allarmanti della direttiva sono:

§         La tendenza a bloccare l’accesso alla procedura d’asilo ai richiedenti asilo che provengono dai paesi terzi cosiddetti “super sicuri”;

§         l’obbligo per gli stati di considerare come manifestamente infondate le richieste di cittadini di “paesi sicuri” (una lista deve essere ancora concordata);

§         la possibilità di ammettere in numerosi casi i richiedenti asilo a procedure accelerate e manifestamente infondate, spesso senza esame nel merito del caso e  non garantendogli tutele sufficienti;

§         la mancata garanzia di alcuni diritti fondamentali, quali:

 

-       il diritto di essere intervistati personalmente

-       il diritto di ricevere una consulenza legale

-       il diritto di poter usufruire di una interprete qualificato e imparziale

-       il diritto di rimanere nell’Unione europea fino a quando l’eventuale procedura d’appello sulla richiesta d’asilo non venga portata a termine

 

Il CIR e l’ECRE (European Council on Refugees and Exiles) esprimono grande preoccupazione sulla direttiva,  e ritengono oggi più che mai necessario che gli Stati membri cooperino al di fuori del processo legislativo per assicurare che le richieste d’asilo siano giudicate in modo equo e coerente in tutta l’Unione europea.