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1
luglio 2004
PORTO
EMPEDOCLE: 37 NAUFRAGHI SUDANESI ANCORA FERMI SULLA NAVE TEDESCA "CAP
ANAMUR"
Ancora
irrisolto il dramma dei 37 naufraghi soccorsi il 20 giugno nel canale di
Sicilia, nelle acque comprese tra la Libia e l'isola di Lampedusa.La nave
tedesca Cap Anamur, ancorata a 14 miglia da Porto Empedocle, aspetta
ancora l'autorizzazione del Ministero dell' Interno per entrare nel porto
e far sbarcare i naufraghi, che, stando alle prime dichiarazoni, sarebbero
tutti sudanesi.L'equipaggio della Cap Anamur, in viaggio per un test
tecnico volto a controllare le condizioni della nave dopo una riparazione
generale effettuata a Malta, ha avvistato il gommone con i 37 naufraghi -
tutti uomini - e li ha accolti a bordo, salvandoli da una situazione di
evidente pericolo di vita.La nave, dovendo portare a termine il test del
motore, ha quindi chiesto di entrare nelle acque italiane il 30 giugno, e
al momento sono in corso delle delicate trattative con il coinvolgimento
del CIR, in costante contatto con il responsabile della nave Elias Bierdel,
il Ministero dell' Interno, la sede di Emergency a Milano e alcune
organizzazioni umanitarie in Germania.La Cap Anamur ha una trentennale
tradizione di assistenza ai profughi di tutto il mondo ed è diventata
famosa per le sue operazioni nel Mar della Cina, quando salvò la vita di
numerosi boat people vietnamiti. E' la prima volta che una "nave
umanitaria", senza scopi commerciali, polizieschi o militari, solca
le acque del Mar Mediterraneo.Tutti i Paesi coinvolti in questo dramma -
la Germania, in quanto Stato di bandiera, Malta e Italia - stanno in
questo momento cercando di evitare che si crei un importante precedente.Al
di là della difficile questione giuridica su quale Paese debba offrire
assistenza ai profughi, il CIR, insieme ad Emergency, ritiene che si debba
immediatamente trovare una soluzione per accogliere queste persone sulla
terraferma, per impedire che proprio i profughi diventino di nuovo
vittime, questa volta di uno "scaricabarile" tra i governi
coinvolti
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