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Roma, 22.10.2004

13 richiedenti asilo curdi-turchi bloccati in acque internazionali sulla nave “Lydia Oldendorff”

L’Italia e Malta violano le convenzioni internazionali

Il CIR denuncia una gravissima violazione delle norme internazionali e di diritto interno che vietano di respingere chi chiede asilo dalle persecuzioni: 13 curdi turchi richiedenti asilo, tra cui due minori, restano bloccati in acque internazionali al largo di Malta dopo che l’Italia e la Repubblica di Malta hanno rifiutato loro l’accesso al territorio e alla procedura di asilo.

Il CIR sta seguendo questa vicenda dallo scorso 11 ottobre, data in cui è venuto a conoscenza del ritrovamento di queste persone da parte della Polizia all'interno di un container nel porto di Gioia Tauro in data 9 ottobre, a seguito di una segnalazione da parte di un rifugiato curdo – il quale sosteneva che sulla nave si trovavano propri familiari.

Gli operatori legali del CIR in loco hanno immediatamente chiesto alle autorità di Polizia di incontrare gli interessati, considerando che dalle informazioni ricevute si trattava, con ogni probabilità, di richiedenti asilo. Tuttavia le autorità hanno riferito che gli stranieri dichiaravano di essere turchi ma non curdi e che nessuna richiesta di asilo era stata presentata; per tale motivo erano stati quindi respinti e riaffidati al capitano della nave, battente bandiera Antigua-Barbados

Dopo che la nave ha lasciato l’Italia, diretta verso Malta, i 13 richiedenti asilo hanno fatto pervenire le loro istanze attraverso il capitano della nave alle autorità maltesi, che hanno risposto con un secco rifiuto. Dopo aver fatto scendere nel porto di Valletta tre membri del gruppo, che sostengono di aver riportato lesioni a Gioia Tauro nel momento in cui le autorità italiane li avevano obbligati a risalire a bordo, la nave è stata invitata a lasciare le acque maltesi. Malta, in applicazione dell’accordo europeo “Regolamento Dublino II”, avrebbe dovuto ammettere i richiedenti asilo sul territorio per poi trasferirli verso l’Italia.

Considerando le rigide posizioni assunte dai due Stati, che non hanno alcuna intenzione di ammettere queste persone sul proprio territorio - in violazione dell’art.33 della Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati, che stabilisce il principio di non-refoulement -, il CIR esprime grave preoccupazione per la sorte dei 13 curdi, visto che la nave sarebbe diretta in Turchia e considerando l’inevitabile escalation di tensioni a bordo. L’Avv. Anton Giulio Lana è stato incaricato dal CIR di  occuparsi del ricorso alla Corte di Strasburgo in applicazione dell’art.3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che vieta il respingimento verso un paese in cui la persona rischia di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani e degradanti.