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Il Consiglio
dell'Unione Europea, rappresentato dal suo Presidente Javier Solana,
Ministro degli Affari Esteri di Spagna,
la Commissione Europea, rappresentata dal Sig. Manuel Marìn, vice
Presidente,
la Germania, rappresentata dal Sig. Klaus Kinkel, vice Cancelliere e
Ministro degli Affari Esteri,
l'Algeria, rappresentata da Mohamed Salah Dembri, Ministro degli
Affari Esteri,
l'Austria, rappresentata da Benita Ferrero-Waldner, Segretario di
Stato al Ministero degli Affari Esteri,
il Belgio, rappresentato da Erik Derycke, Ministro degli Affari
Esteri,
Cipro, rappresentata da Alecos Michaelides, Ministro degli Affari
Esteri,
la Danimarca, rappresentata da Ole Loensmann Poulsen, Segretario di
Stato al Ministero degli Affari Esteri,
l'Egitto, rappresentato da Amr Moussa, Ministro degli Affari Esteri,
la Spagna, rappresentata da Carlos Westendorp, Segretario di Stato
alle Relazioni con la Comunità Europea,
la Finlandia, rappresentata da Tarja Halonen, Ministro degli Affari
Esteri,
la Francia, rappresentata da Hervé de Charette, Ministro degli
Affari Esteri,
la Grecia, rappresentata da Károlos Papuolias, Ministro degli Affari
Esteri,
l'Irlanda, rappresentata da Dick Spring, vice Primo Ministro e
Ministro degli Affari Esteri,
Israele, rappresentato dal Ehud Barak, Ministro degli Affari Esteri,
l'Italia, rappresentata dal Susanna Agnelli, Ministro degli Affari
Esteri,
la Giordania, rappresentata da Abdel-Karim Kabariti, Ministro degli
Affari Esteri,
il Libano, rappresentato da Fares Bouez, Ministro degli Affari
Esteri,
il Lussemburgo, rappresentato da Jacques F. Poos, vice Primo
Ministro e Ministro degli Affari Esteri, del Commercio Estero e
della Cooperazione,
Malta, rappresentata da Guido De Marco, vice Primo Ministro e
Ministro degli Affari Esteri,
il Marocco, rappresentato da Abdellatif Filali, Primo Ministro e
Ministro degli Affari Esteri,
i Paesi Bassi, rappresentati da Hans van Mierlo, vice Primo Ministro
e Ministro degli Affari Esteri,
il Portogallo, rappresentato da Jaime Gama, Ministro degli Affari
Esteri,
il Regno Unito, rappresentato da Malcom Rifkind QC MP, Ministro
degli Affari Esteri,
la Siria, rappresentata da Farouk Al-Sharaa, Ministro degli Affari
Esteri,
la Svezia, rappresentata da Lena Hjelm-Wallen, Ministro degli Affari
Esteri,
la Tunisia, rappresentata da Habib Ben Yahia, Ministro degli Affari
Esteri,
la Turchia, rappresentata dal Sig. Deniz Baykal, vice Primo Ministro
e Mi-nistro degli Affari Esteri,
l'Autorità Palestinese, rappresentata da Yassir Arafat, Presidente
dell'Auto-rità Palestinese,
I partecipanti alla
Conferenza Euromediterranea di Barcellona:
o sottolineano
l'importanza strategica del Mediterraneo volendo conferire loro
future relazioni una nuova dimensione, basata su una collaborazione
globale e solidale, consona alla natura privilegiata dei vincoli
forgiati dalla vicinanza e dalla storia;
o consapevoli che i nuovi problemi politici, economici e sociali da
una sponda all'altra del Mediterraneo costituiscono sfide comuni che
richiedono un'impostazione globale e coordinata;
o decisi a creare a tal fine, per le loro relazioni, un contesto
multilaterale e durevole, fondato su uno spirito di partenariato,
nel rispetto delle caratteristiche, dei valori e delle specificità
di ciascun partecipante;
o considerando che questo contesto multilaterale è complementare a
un rafforzamento delle relazioni bilaterali, che si devono
salvaguardare accentuandone la specificità;
o sottolineando che questa iniziativa euromediterranea non intende
sostituirsi alle altre azioni e iniziative intraprese a favore della
pace, della stabilità e dello sviluppo della regione ma contribuirà
a favorirne il successo, i partecipanti sostengono il conseguimento
di una soluzione pacifica, giusta, globale e durevole nel Medio
Oriente, basata sulle pertinenti risoluzioni del Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite e sui principi menzionati nella
lettera di invito alla conferenza di pace per il Medio Oriente
tenutasi a Madrid, ivi compreso il principio "terra in cambio di
pace", con tutto ciò che questo implica;
o convinti che l'obiettivo generale - consistente nel fare del
bacino mediterraneo una zona di dialogo, di scambi e di cooperazione
che garantisca la pace, la stabilità, la prosperità - esige il
rafforzamento della democrazia e il rispetto dei diritti dell'uomo,
uno sviluppo economico e sociale sostenibile ed equilibrato, misure
per combattere la povertà e la promozione di una migliore
comprensione tra culture, tutti aspetti essenziali del partenariato;
o convengono di stabilire un partenariato globale tra i partecipanti
- Partenariato euromediterraneo - mediante un regolare dialogo
politico rafforzato, lo sviluppo della cooperazione economica e
finanziaria e un maggiore accento sulla dimensione umana, culturale
e sociale, questi tre assi costituendo i diversi aspetti del
Partenariato euromediterraneo.
PARTENARIATO
POLITICO E DI SICUREZZA:
DEFINIRE UNO SPAZIO COMUNE DI PACE E STABILITÀ
I partecipanti
esprimono la convinzione che la pace, la stabilità e la sicurezza
della regione mediterranea sono un bene comune che si impegnano a
promuovere e a rafforzare con tutti i mezzi di cui dispongono. A tal
fine essi convengono di procedere, a intervalli regolari, a un
dialogo politico rafforzato fondato sul rispetto di principi
essenziali di diritto internazionale e riaffermano un certo numero
di obiettivi comuni in materia di stabilità interna ed esterna.
Con questo spirito
essi si impegnano, con la seguente dichiarazione di
principi, a:
o agire in conformità della Carta delle Nazioni Unite e della
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, come pure di altri
obblighi a norma del diritto internazionale, segnatamente quelli
risultanti dagli strumenti regionali ed internazionali di cui sono
parti;
o sviluppare lo stato di diritto e la democrazia nei loro sistemi,
riconoscendo in questo contesto il diritto di ciascun partecipante
di scegliere e sviluppare liberamente il proprio sistema politico,
socioculturale, economico e giudiziario;
o rispettare i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali e
garantire l'effettivo e legittimo esercizio di tali diritti e
libertà, comprese la libertà di espressione, la libertà di
associazione a scopi pacifici e la libertà di pensiero, di coscienza
e di religione, individualmente e in comune con altri membri dello
stesso gruppo, senza alcuna discriminazione per motivi di razza,
nazionalità, lingua, religione o sesso;
o accogliere favorevolmente, mediante il dialogo tra le parti, gli
scambi di informazione su questioni attinenti ai diritti dell'uomo,
alle libertà fondamentali, al razzismo ed alla xenofobia;
o rispettare e assicurare rispetto per la diversità e il pluralismo
nelle loro società, promuovere la tolleranza tra i diversi gruppi
esistenti nella società e lottare contro le manifestazioni di
intolleranza, di razzismo e di xenofobia; i partecipanti
sottolineano l'importanza di un'adeguata formazione in materia di
diritti dell'uomo e libertà fondamentali;
o rispettare la loro uguaglianza sovrana e tutti i diritti inerenti
alla loro sovranità e adempiere in buona fede gli obblighi assunti a
norma del diritto internazionale;
o rispettare l'uguaglianza dei diritti dei popoli e il loro diritto
all'autodeterminazione, operando sempre in conformità degli scopi e
principi della Carta delle Nazioni Unite e delle pertinenti norme di
diritto internazionale, comprese quelle relative all'integrità
territoriale degli Stati, come risulta da accordi conclusi tra le
parti interessate;
o astenersi, in conformità delle norme del diritto internazionale,
da ogni intervento diretto o indiretto negli affari interni di un
altro partner; rispettare l'integrità territoriale e l'unità di
ciascuno degli altri partner;
o risolvere le loro controversie con mezzi pacifici, invitare tutti
i partecipanti a rinunciare alla minaccia o all'uso della forza
contro l'integrità territoriale di un altro partner, compresa
l'acquisizione di territorio mediante forza, e ribadire il diritto
al pieno esercizio della sovranità mediante mezzi legittimi in
conformità della Carta delle Nazioni Unite e del diritto
internazionale;
o rafforzare la loro cooperazione per prevenire e combattere il
terrorismo, in particolare attraverso la ratifica e l'applicazione
di strumenti internazionali da essi sottoscritti, mediante
l'adesione a tali strumenti come pure con altre misure appropriate;
o lottare insieme contro l'espansione e la diversificazione della
criminalità organizzata e combattere il flagello della droga in
tutti i suoi aspetti;
o promuovere la sicurezza regionale adoperandosi, tra l'altro, a
favore della non proliferazione chimica, biologica e nucleare
mediante l'adesione e l'ottemperanza ai regimi di non proliferazione
sia internazionali sia regionali, nonché agli accordi sul disarmo e
il controllo degli armamenti, quali Tnp, Cwc, Bwc, Ctbt e/o accordi
regionali quali quelli concernenti aree demilitarizzate, compresi i
relativi sistemi di controllo, nonché mediante il rispetto in buona
fede degli impegni assunti nel quadro delle convenzioni in materia
di controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione.
Le parti perseguono
l'obiettivo di fare del Medio Oriente un'area reciprocamente ed
efficacemente controllabile, priva di armi di distruzione di massa,
nucleari, chimiche e biologiche, compresi i relativi vettori.
Inoltre le parti:
o studieranno iniziative pratiche per prevenire la proliferazione
delle armi nucleari, chimiche e biologiche nonché l'eccessiva
accumulazione di armi convenzionali;
o si asterranno dallo sviluppare un potenziale militare superiore
alle loro esigenze di legittima difesa, riaffermando nel contempo la
volontà di pervenire al medesimo livello di sicurezza e fiducia
reciproca con il minor numero possibile di truppe e di armamenti e
aderendo alla Ccw;
o promuoveranno condizioni atte a sviluppare stabilità, sicurezza,
prosperità e cooperazione regionale e subregionale;
o studieranno le misure comportanti fiducia e sicurezza che si
dovrebbero adottare tra le parti al fine del consolidamento di uno
"spazio di pace e stabilità nel Mediterraneo", inclusa la
possibilità a termine di attuare, a tal fine, un patto
euromediterraneo.
PARTENARIATO
ECONOMICO E FINANZIARIO:
CREAZIONE DI UNA ZONA DI PROSPERITÀ CONDIVISA
I partecipanti
mettono in rilievo l'importanza che annettono ad uno sviluppo
sociale ed economico sostenibile ed equilibrato finalizzato al
conseguimento del loro obiettivo di creare una zona di prosperità
condivisa.
I partner riconoscono le difficoltà che la questione del debito può
creare per lo sviluppo economico dei Paesi della regione
mediterranea. Data l'importanza delle loro relazioni, essi
convengono di continuare il dialogo allo scopo di compiere progressi
nelle sedi competenti.
Rendendosi conto che i partner devono far fronte a sfide comuni,
sebbene in diversa misura, i partecipanti si prefiggono i seguenti
obiettivi a lungo termine:
o accelerare il
ritmo di uno sviluppo socio-economico sostenibile;
o migliorare le condizioni di vita delle loro popolazioni, aumentare
il livello di occupazione e ridurre le disparità di sviluppo nella
regione euromediterranea;
o incoraggiare la cooperazione e l'integrazione regionale.
Per il conseguimento di tali obiettivi, i partecipanti convengono di
istituire un partenariato economico e finanziario che, tenendo conto
dei diversi gradi di sviluppo, sia volto a:
o instaurare gradualmente una zona di libero scambio;
o attuare un'opportuna cooperazione economica e un'azione concertata
nei settori pertinenti;
o potenziare sostanzialmente l'assistenza finanziaria dell'Unione
Europea ai suoi partner.
a) Zona di libero
scambio
La zona di libero scambio sarà instaurata grazie ai nuovi accordi
euromediterranei e agli accordi di libero scambio tra i partner
dell'Unione Europea. Le parti hanno fissato la data del 2010 come
meta per la graduale realizzazione di questa zona che coprirà la
maggior parte degli scambi, nel rispetto degli obblighi risultanti
dall'Omc.
Allo scopo di sviluppare gradualmente il libero scambio in questa
zona: saranno progressivamente eliminati gli ostacoli tariffari e
non tariffari al commercio per quanto riguarda i prodotti manufatti,
secondo scadenzari che saranno negoziati tra i partner; partendo dai
flussi tradizionali e nella misura permessa dalle differenti
politiche agricole e tenendo debitamente conto dei risultati
raggiunti nel quadro dei negoziati GATT, il commercio dei prodotti
agricoli sarà progressivamente liberalizzato mediante l'accesso
preferenziale e reciproco tra le parti; gli scambi in materia di
servizi, incluso il diritto di stabilimento, saranno
progressivamente liberalizzati tenendo conto dell'accordo Gatt.
I partecipanti decidono di facilitare la progressiva realizzazione
di questa
zona di libero scambio grazie:
o all'adozione di misure adeguate in materia di norme d'origine, di
certificazione, di tutela dei diritti di proprietà intellettuale e
industriale, di concorrenza;
o al proseguimento e allo sviluppo di politiche fondate sui principi
dell'economia di mercato e dell'integrazione delle loro economie,
tenendo conto dei rispettivi bisogni e livelli di sviluppo;
o all'andamento e ammodernamento delle strutture economiche e
sociali, accordando priorità alla promozione ed allo sviluppo del
settore privato, al miglioramento del settore produttivo ed alla
creazione di un opportuno contesto istituzionale e regolamentare per
un'economia di mercato; analogamente, si sforzeranno di attenuare le
conseguenze sociali negative che possono risultare da tale
adattamento, incoraggiando programmi a favore delle popolazioni più
povere;
o alla promozione di meccanismi volti a sviluppare i trasferimenti
di tecnologia.
b) Cooperazione
economica ed azione concertata
La cooperazione sarà sviluppata in particolare nei settori elencati
più
avanti e a tal fine i partecipanti:
o riconoscono che lo sviluppo economico deve essere sostenuto dal
risparmio interno, base dell'investimento, e dagli investimenti
stranieri diretti; sottolineano l'importanza di creare un ambiente
propizio agli investimenti, in particolare eliminando
progressivamente gli ostacoli agli investimenti, cosa che potrebbe
condurre al trasferimento di tecnologia e all'aumento della
produzione e delle esportazioni;
o affermano che la cooperazione regionale, realizzata su base
volontaria, segnatamente al fine di sviluppare gli scambi tra gli
stessi partner, costituisce un fattore chiave per favorire la
creazione di una zona di libero scambio;
o incoraggiano le imprese a concludere accordi tra loro e si
impegnano a promuovere tale cooperazione e l'ammodernamento
industriale offrendo un ambiente e un contesto regolamentare
favorevoli; ritengono necessarie l'adozione e l'attuazione di un
programma di sostegno tecnico per le Pmi;
o sottolineano la loro interdipendenza in materia di ambiente, il
che richiede un'impostazione regionale e una cooperazione
rafforzata, nonché un migliore coordinamento dei programmi
multilaterali esistenti, ribadendo l'importanza attribuita alla
Convenzione di Barcellona e al Pam; riconoscono la necessità di
conciliare lo sviluppo economico con la protezione dell'ambiente, di
integrare le preoccupazioni ambientali negli aspetti pertinenti
della politica economica e di attenuare le conseguenze negative che
lo sviluppo potrebbe arrecare all'ambiente; si impegnano a stabilire
un programma di azioni prioritarie a breve e medio termine, anche in
relazione alla lotta contro la desertificazione, e di concentrare
adeguati aiuti tecnici e finanziari su queste azioni;
o riconoscono il ruolo chiave della donna nello sviluppo e si
impegnano a promuovere la partecipazione attiva delle donne nel
campo economico e sociale e nella creazione di posti di lavoro;
o sottolineano l'importanza della conservazione e della gestione
razionale delle risorse alieutiche e del rafforzamento della
cooperazione nel settore della ricerca sulle risorse, compresa
l'acquacoltura, e si impegnano a facilitare la formazione e la
ricerca scientifica e a progettare la creazione di strumenti comuni;
o riconoscono il ruolo centrale del settore energetico nel
partenariato economico euromediterraneo e decidono di rafforzare la
cooperazione e di intensificare il dialogo nel settore delle
politiche energetiche; decidono inoltre di creare adeguate
condizioni quadro per gli investimenti e le attività delle società
operanti nel campo dell'energia, cooperando per creare condizioni
che permettano a tali società di estendere le reti energetiche e
promuovere le interconnessioni;
o riconoscono che l'approvvigionamento idrico, unitamente
all'opportuna gestione e all'adeguato sviluppo delle risorse, sono
questioni prioritarie per tutti i partner mediterranei e che la
cooperazione in questi settori dovrebbe essere sviluppata;
o convengono di cooperare per l'ammodernamento e la ristrutturazione
dell'agricoltura e di favorire uno sviluppo rurale integrato; tale
cooperazione punterà in particolare sull'assistenza tecnica e sulla
formazione, sul sostegno alle politiche seguite dai partner per
diversificare la produzione, sulla riduzione della dipendenza in
campo alimentare e sulla promozione di un'agricoltura rispettosa
dell'ambiente; essi convengono altresì di cooperare all'estirpazione
delle colture illecite ed allo sviluppo delle regioni da ciò
interessate.
I partecipanti convengono inoltre di cooperare in altri settori e,
in proposito:
o sottolineano l'importanza di sviluppare e migliorare le
infrastrutture, fra l'altro attraverso la creazione di un sistema
efficace di trasporti, lo sviluppo delle tecnologie
dell'informazione e l'ammodernamento delle telecomunicazioni;
convengono di elaborare un programma di priorità in tal senso;
o si impegnano a rispettare i principi del diritto marittimo
internazionale e, in particolare, la libera prestazione di servizi
nel settore dei trasporti internazionali e il libero accesso ai
carichi internazionali; si terrà conto dei risultati cui perverranno
i negoziati commerciali multilaterali sui servizi di trasporto
marittimo, attualmente in corso nell'ambito dell'Omc;
o si impegnano ad incoraggiare la cooperazione tra collettività
locali ed a favore della pianificazione regionale;
o riconoscendo che la scienza e la tecnologia hanno un considerevole
influsso sullo sviluppo socio-economico, convengono di rafforzare le
proprie capacità di ricerca e di sviluppo scientifico, di
contribuire alla formazione di personale scientifico e tecnico e di
promuovere la partecipazione a progetti di ricerca congiunti a
partire dalla creazione di reti scientifiche;
o convengono di promuovere la cooperazione nel settore statistico ai
fini di un'armonizzazione dei metodi e di uno scambio di dati.
c) Cooperazione
finanziaria
I partecipanti considerano che la realizzazione di una zona di
libero scambio e il successo del partenariato euromediterraneo
poggiano su un potenziamento sostanziale dell'assistenza finanziaria
che deve favorire in via prioritaria uno sviluppo endogeno
sostenibile e l'intervento attivo degli operatori economici locali.
A questo proposito constatano:
o che il Consiglio Europeo di Cannes ha convenuto di prevedere per
tale assistenza finanziaria stanziamenti per un importo pari a 4.685
milioni di ecu per il periodo 1995-1999 sotto forma di fondi
disponibili del bilancio comunitario: a ciò si aggiungono
l'intervento della BEI, sotto forma di prestiti di importo più
elevato, e i contributi finanziari bilaterali degli Stati membri;
o che è necessaria una cooperazione finanziaria efficace, gestita
nel quadro di una programmazione pluriennale, tenuto conto delle
specificità di ciascuno dei partner; che una sana gestione
macroeconomica riveste un'importanza fondamentale per il successo
del loro partenariato; a tal fine, essi convengono di favorire il
dialogo sulle rispettive politiche economiche e sui metodi per
ottimizzare la cooperazione finanziaria.
PARTENARIATO NEI
SETTORI SOCIALE, CULTURALE E UMANO: SVILUPPO DELLE RISORSE UMANE,
PROMOZIONE DELLA COMPRENSIONE TRA LE CULTURE E DEGLI SCAMBI TRA LE
SOCIETÀ CIVILI
I partecipanti
riconoscono che le tradizioni di cultura e civiltà in tutta la
regione mediterranea, il dialogo tra queste culture e gli scambi a
livello umano, scientifico e tecnologico costituiscono un fattore
essenziale per avvicinare i popoli dei rispettivi paesi, favorire la
comprensione tra di essi e migliorare la percezione reciproca.
In quest'ottica i partecipanti convengono di creare un partenariato
nei
settori sociale, culturale e umano. A tal fine:
o riaffermano che il dialogo e il rispetto tra culture e religioni
sono condizioni necessarie per il riavvicinamento dei popoli; in
proposito, sottolineano l'importanza del ruolo che i mezzi di
comunicazione di massa possono svolgere ai fini di una conoscenza e
comprensione reciproca delle culture, come fonte di arricchimento
reciproco;
o insistono sul carattere essenziale dello sviluppo delle risorse
umane, sia per quanto concerne l'istruzione e la formazione dei
giovani, sia nel settore della cultura; manifestano la volontà di
promuovere gli scambi culturali e la conoscenza di altre lingue,
rispettando l'identità culturale di ciascun partner, e di instaurare
una politica duratura di programmi educativi e culturali; in questo
contesto, i partner si impegnano a adottare misure per facilitare
gli scambi a livello umano, in particolare mediante il miglioramento
delle procedure amministrative;
o sottolineano l'importanza che il settore sanitario riveste per uno
sviluppo sostenibile e dichiarano l'intenzione di promuovere
l'effettiva partecipazione della comunità a iniziative volte a
migliorare la salute ed il benessere;
o riconoscono l'importanza dello sviluppo sociale che, a loro
parere, deve andare di pari passo con qualsiasi sviluppo economico;
assegnano particolare priorità al rispetto dei diritti sociali
fondamentali, tra cui il diritto allo sviluppo;
o riconoscono il contributo essenziale che la società civile può
fornire nello sviluppo del partenariato euromediterraneo e come
fattore essenziale per maggior comprensione e ravvicinamento tra i
popoli;
o di conseguenza, convengono di attuare e/o potenziare gli strumenti
necessari a una cooperazione decentrata per favorire gli scambi tra
gli attori dello sviluppo, nel contesto delle legislazioni
nazionali: responsabili della società politica e civile, del mondo
culturale e religioso, della università, della ricerca, dei mezzi di
comunicazione di massa, delle associazioni, i sindacati e le imprese
pubbliche e private;
o su questa base, riconoscono l'importanza di incoraggiare i
contatti e gli scambi tra i giovani nel contesto dei programmi di
cooperazione decentrata;
o incoraggiano azioni di sostegno per le istituzioni democratiche e
per il rafforzamento dello stato di diritto e della società civile;
o riconoscono che l'attuale evoluzione demografica rappresenta una
sfida prioritaria cui si deve far fronte con politiche appropriate
per accelerare il decollo economico;
o riconoscono l'importante ruolo svolto dalle migrazioni nelle loro
relazioni; convengono di accrescere la loro cooperazione per ridurre
le pressioni migratorie ricorrendo, tra l'altro, a programmi di
formazione professionale e di assistenza per la creazione di posti
di lavoro. Si impegnano a garantire la protezione di tutti i diritti
riconosciuti, ai sensi della legislazione vigente, ai migranti
legalmente residenti nei rispettivi territori;
o nel settore dell'immigrazione clandestina, decidono di instaurare
una più stretta cooperazione; in questo contesto le parti,
consapevoli delle loro responsabilità per quanto riguarda la
riammissione, convengono di adottare le pertinenti disposizioni e
misure, mediante accordi o regimi bilaterali, per riammettere i loro
cittadini che si trovino in situazione irregolare. A tal fine, per
gli Stati membri dell'Unione Europea, saranno considerati
"cittadini" i cittadini degli Stati membri così come definiti ai
fini comunitari;
o convengono di rafforzare la cooperazione con varie misure volte a
prevenire e combattere in modo più efficace il terrorismo:
o ritengono del pari necessario lottare congiuntamente e
efficacemente contro il traffico di droga e la criminalità
internazionale, nonché contro la corruzione;
o sottolineano l'importanza di attuare una decisa campagna contro il
razzismo, la xenofobia e l'intolleranza e convengono di cooperare a
tal fine.
SEGUITO DELLA
CONFERENZA
I partecipanti
o considerando che la Conferenza di Barcellona getta le basi di un
processo aperto e destinato a svilupparsi;
o riaffermando la loro volontà di creare un Partenariato basato sui
principi e gli obiettivi definiti dalla presente dichiarazione;
o decisi a dare un'espressione concreta a tale Partenariato
euromediterraneo;
o convinti che per conseguire tale obiettivo è necessario portare
avanti il dialogo globale così avviato e realizzare una serie di
azioni specifiche,
adottano il
programma di lavoro qui allegato:
I Ministri degli
Affari Esteri si riuniranno periodicamente per verificare
l'applicazione della presente dichiarazione e definire azioni che
consentano di conseguire gli obiettivi del Partenariato.
Le diverse azioni saranno oggetto di verifica attraverso riunioni
tematiche ad hoc di ministri, alti funzionari e esperti, scambi di
esperienze, scambi di informazioni, contatti tra i partecipanti
della società civile, o con qualsiasi altro mezzo appropriato.
Saranno incoraggiati i contatti a livello di parlamentari, autorità
regionali
e parti sociali.
Un "Comitato euromediterraneo per il processo di Barcellona" a
livello di alti funzionari, composto dalla troika dell'Unione
Europea e da un rappresentante di ciascun partner mediterraneo, si
riunirà periodicamente per preparare le riunioni dei Ministri degli
Affari Esteri, fare il punto e dare una valutazione del seguito del
processo di Barcellona e di tutte le sue componenti, ed aggiornare
il programma di lavoro.
I servizi della Commissione assicureranno i lavori necessari per la
preparazione e il seguito delle riunioni risultanti dal programma di
lavoro di Barcellona e dalle conclusioni del "Comitato
euromediterraneo per il processo di Barcellona".
La prossima riunione a livello di ministri degli Affari Esteri si
terrà nel primo semestre del 1997 in uno dei dodici Partner
mediterranei dell'Unione Europea, da determinare dopo ulteriori
consultazioni.
ALLEGATO: PROGRAMMA
DI LAVORO
I. Introduzione
Scopo di questo
programma è il conseguimento degli obiettivi della Dichiarazione di
Barcellona e il rispetto dei principi ivi enunciati, attraverso
azioni regionali e multilaterali. Esso è complementare sia alla
cooperazione bilaterale, attuata in particolare con gli accordi
conclusi tra l'Unione Europea e i suoi Partner mediterranei, sia
alla cooperazione già esistente in altri contesti multilaterali.
La preparazione e il seguito delle varie azioni avranno luogo in
base ai principi e meccanismi istituiti nella Dichiarazione di
Barcellona.
Le azioni prioritarie per un'ulteriore cooperazione sono indicate di
seguito. Ciò non esclude che la cooperazione euromediterranea si
estenda ad altre azioni, qualora i partner decidano in tal senso.
Le azioni possono applicarsi agli Stati, ai loro enti locali e
regionali, nonché agli operatori delle loro società civili.
Con il consenso dei partecipanti, altri Paesi o organizzazioni
possono essere coinvolti nelle azioni previste nel programma di
lavoro. L'attuazione deve aver luogo in modo flessibile e
trasparente.
Con il consenso dei partecipanti, la futura cooperazione
euromediterranea terrà conto, se del caso, delle opinioni e delle
raccomandazioni risultanti dalle pertinenti discussioni svoltesi a
vari livelli nella regione.
L'attuazione del programma dovrebbe cominciare non appena possibile
dopo la conferenza di Barcellona. Essa formerà oggetto di esame
nella prossima Conferenza euromediterranea sulla base di una
relazione che dovrà essere elaborata dai servizi della Commissione
Europea, tenendo conto in particolare delle relazioni delle varie
riunioni e dei gruppi indicati in appresso, ed approvata dal
"Comitato euromediterraneo per il processo di Barcellona" istituito
dalla Dichiarazione di Barcellona.
II. Partenariato
politico e di sicurezza:
definire uno spazio comune di pace e stabilità
Al fine di
contribuire all'obiettivo di creare progressivamente una zona di
pace, stabilità e sicurezza nel bacino mediterraneo si terranno
incontri periodici di alti funzionari, a cominciare dal primo
trimestre del 1996. Questi funzionari:
o procederanno a un dialogo politico per esaminare i mezzi e metodi
più appropriati per l'attuazione dei principi contenuti nella
Dichiarazione di Barcellona
o presenteranno concrete proposte in tempo utile per la prossima
riunione euromediterranea dei Ministri degli Esteri.
I centri studi che si occupano di politica estera nella regione
euromediterranea saranno incoraggiati a creare una rete per una più
intensa cooperazione che potrebbe divenire operativa dal 1996.
III. Partenariato
economico e finanziario:
creazione di una zona di prosperità condivisa
Si terranno
riunioni periodiche a livello di ministri, funzionari o esperti, se
del caso, per promuovere la cooperazione nei settori indicati in
appresso. Tali riunioni potranno essere affiancate, se del caso, da
conferenze o seminari in cui sarà coinvolto anche il settore
privato.
Creazione di una
zona di libero scambio euromediterranea
La creazione di una
zona di libero scambio in conformità dei principi contenuti nella
Dichiarazione di Barcellona è un elemento essenziale del
Partenariato euromediterraneo.
La cooperazione si concentrerà su misure pratiche intese a
facilitare l'instaurazione del libero scambio e le sue conseguenze,
e comprendenti:
o l'armonizzazione di regole e procedure in campo doganale, intesa
in particolare alla graduale introduzione del cumulo dell'origine;
nel frattempo si prenderà in considerazione in uno spirito positivo
l'eventualità di trovare, se del caso, soluzioni ad hoc in casi
specifici;
o l'armonizzazione di norme, soprattutto mediante riunioni convocate
dalle organizzazioni europee di normalizzazione;
o l'eliminazione di indebiti ostacoli tecnici agli scambi di
prodotti agricoli e l'adozione di misure attinenti alle norme
fitosanitarie e veterinarie, nonché di altre norme legislative sui
prodotti alimentari;
o la cooperazione tra uffici statistici affinché forniscano dati
affidabili sulla base di metodi tra loro compatibili;
o possibilità di cooperazione regionale e subregionale (fatte salve
iniziative prese in contesti differenti).
Investimenti
L'obiettivo della
cooperazione sarà la creazione di un clima favorevole
all'eliminazione degli ostacoli agli investimenti, rivolgendo
particolare attenzione alla definizione di siffatti ostacoli e ai
mezzi, compresi quelli del settore bancario, per promuovere tali
investimenti.
Industria
L'ammodernamento
dell'industria e l'aumento della sua competitività saranno fattori
determinanti per il successo del Partenariato euromediterraneo.
In questo contesto il settore privato svolgerà un ruolo più
importante per lo sviluppo economico della regione e la creazione di
posti di lavoro. La cooperazione sarà concentrata:
o sull'adattamento della struttura industriale all'evoluzione
dell'ambiente internazionale, in particolare all'emergere di una
società dell'informazione:
o sull'inquadramento e sulla preparazione della modernizzazione e
ristrutturazione delle imprese esistenti, specialmente nel settore
pubblico, compresa la privatizzazione;
o sull'uso di norme internazionali o europee e sulla modernizzazione
di test di conformità, di procedure di certificazione, di
riconoscimento e di qualità.
Verrà rivolta particolare attenzione a mezzi che permettano di
incoraggiare la cooperazione tra piccole e medie imprese e di creare
le condizioni per il loro sviluppo, compresa la possibilità di
organizzare seminari, tenendo conto dell'esperienza acquisita con
Med-Invest e all'interno dell'Unione.
Agricoltura
Pur evidenziando
che le questioni attinenti all'agricoltura rientrano principalmente
nelle relazioni bilaterali, la cooperazione in questo settore sarà
concentrata:
o sul sostegno alle politiche attuate dai partner per diversificare
la produzione;
o sulla riduzione della dipendenza alimentare;
o sull'incentivazione di un'agricoltura rispettosa dell'ambiente;
o sul potenziamento delle relazioni tra imprese, gruppi ed
organizzazioni che rappresentano i settori commerciali e
professionali negli Stati partner, su base volontaria;
o sul sostegno alla privatizzazione;
o sull'armonizzazione delle norme fitosanitarie e veterinarie;
o sullo sviluppo rurale integrato, inclusi il miglioramento dei
servizi di base e lo sviluppo di attività economiche connesse;
o sulla cooperazione tra regioni rurali, sullo scambio di esperienze
e di know-how in materia di sviluppo rurale;
o sullo sviluppo delle regioni interessate dallo sradicamento di
colture illecite.
Trasporti
Efficienti vie di
trasporto interoperabili tra l'Unione Europea e i suoi Partner
mediterranei e tra gli stessi partner, nonché il libero accesso al
mercato dei servizi nel settore dei trasporti marittimi
internazionali, sono essenziali per lo sviluppo di modelli di
commercio e per un agevole funzionamento del Partenariato
euromediterraneo.
I Ministri dei Trasporti dei Paesi dell'Est del Mediterraneo si sono
riuniti due volte nel corso del 1995 e, a seguito della conferenza
regionale per lo sviluppo dei trasporti marittimi nel Mediterraneo,
il gruppo "Trasporti marittimi mediterranei" ha adottato un
programma di lavoro pluriennale.
La cooperazione
sarà concentrata:
o sullo sviluppo di
un efficiente sistema multimodale transmediterraneo di trasporti
combinati via mare/via aerea attraverso il miglioramento e
l'ammodernamento dei porti e degli aeroporti, la soppressione delle
indebite restrizioni, la semplificazione delle procedure, il
miglioramento della sicurezza marittima e aerea, l'armonizzazione ad
alto livello delle norme ambientali - compreso un più efficiente
controllo dell'inquinamento marittimo - e lo sviluppo di sistemi
integrati di gestione del traffico;
o sullo sviluppo di collegamenti terrestri Est/Ovest sulle sponde
meridionali e orientali del Mediterraneo;
o sulla connessione delle reti di trasporto mediterranee alla rete
di trasporto transeuropea per assicurarne l'interoperabilità.
Energia
Nel 1995 ha avuto
luogo in Tunisia una conferenza ad alto livello; il seguito di tale
conferenza è stato assicurato da una riunione svoltasi ad Atene e da
una conferenza sull'energia svoltasi a Madrid in data 20 novembre
1995.
Nella prospettiva di creare condizioni appropriate per gli
investimenti e le attività delle imprese operanti nel settore
dell'energia, la futura cooperazione si concentrerà, fra l'altro:
o sulla promozione dell'associazione dei Paesi mediterranei al
trattato sulla Carta europea per l'energia;
o sulla pianificazione energetica;
o sull'incoraggiamento del dialogo tra produttori e consumatori;
o sull'esplorazione, raffinazione, trasporto, distribuzione e
commercio regionale e transregionale di petrolio e gas;
o su produzione e trattamento del carbone;
o sulla generazione e trasmissione di energia elettrica e
sull'interconnessione e sviluppo di reti;
o sull'efficienza energetica;
o sulle fonti di energia nuove e rinnovabili;
o su problemi ambientali connessi con l'energia;
o sullo sviluppo di programmi comuni di ricerca;
o sulle attività di formazione e di informazione nel settore
dell'energia.
Telecomunicazioni e
tecnologia dell'informazione
Al fine di attivare
una rete moderna ed efficiente di telecomunicazioni, la
cooperazione si concentrerà:
o sulle infrastrutture di informazione e telecomunicazione (quadro
regolamentare minimale, norme, prove di conformità, interoperabilità
delle reti, ecc.); su infrastrutture regionali, compresi i
collegamenti con reti europee;
o sull'accesso ai servizi;
o su nuovi servizi in campi prioritari d'applicazione.
L'intensificazione
degli scambi euromediterranei e l'accesso alla società
dell'informazione che sta muovendo i primi passi saranno facilitati
da una più efficiente infrastruttura per informazioni e
comunicazioni.
È prevista per il 1996 una conferenza regionale intesa a spianare la
via a progetti pilota che mostrino i concreti vantaggi della società
dell'informazione.
Gestione del
territorio
La cooperazione si
concentrerà:
o sulla definizione di una strategia di pianificazione regionale per
la zona euromediterranea, rispondente alle esigenze e alle
specificità dei paesi;
o sulla promozione di una cooperazione transfrontaliera in settori
di reciproco interesse.
Turismo
I Ministri del
Turismo, riuniti a Casablanca, hanno adottato nel 1995 la Carta del
turismo mediterraneo. Le azioni di cooperazione che saranno
intraprese verteranno in particolare su informazione, promozione e
formazione.
Ambiente
La cooperazione si
concentrerà:
o sulla valutazione
dei problemi ambientali nella regione mediterranea e sulla
definizione, se del caso, delle iniziative da adottare;
o sulla presentazione di proposte miranti alla elaborazione e alla
realizzazione di un programma di azione ambientale prioritaria a
breve e medio termine, coordinato dalla Commissione Europea e
completato da azioni a lungo termine; esso dovrebbe includere tra i
principali campi di azione: gestione integrata di acque, terreni e
zone costiere; gestione dei rifiuti; prevenzione e lotta contro
l'inquinamento atmosferico e marino nel Mediterraneo; conservazione
e gestione del patrimonio naturale nonché di territori e siti;
protezione, conservazione e ripristino della macchia mediterranea,
in particolare mediante la prevenzione e il controllo dell'erosione,
del degrado dei terreni e degli incendi boschivi; lotta alla
desertificazione; trasferimento dell'esperienza della Comunità in
tecniche di finanziamento, legislazione e controllo ambientale;
integrazione delle considerazioni ambientali in tutte le politiche;
o sull'instaurazione di un dialogo regolare per controllare
l'esecuzione del programma di azione;
o sul rafforzamento della cooperazione regionale e subregionale e
del coordinamento con il piano d'azione mediterraneo;
o sulla promozione del coordinamento di investimenti provenienti da
varie fonti e sull'attuazione delle convenzioni internazionali
pertinenti;
o sulla promozione dell'adozione e attuazione delle disposizioni
legislative e regolamentari, eventualmente necessarie, con
particolare riguardo a misure preventive e ad adeguate norme di
livello elevato.
Scienza e
tecnologia
La cooperazione si
concentrerà:
o sulla promozione di azioni di ricerca e sviluppo e sulla ricerca
di soluzioni al problema del crescente divario tra prestazioni
scientifiche, tenendo conto del principio del reciproco vantaggio;
o sull'intensificazione degli scambi di esperienze nel settore
scientifico e sulle politiche che permetterebbero nel modo più
efficace ai Partner mediterranei di ridurre il divario rispetto ai
loro vicini europei e di promuovere il trasferimento di tecnologia;
o sull'incentivazione della formazione del personale scientifico e
tecnico mediante una maggiore partecipazione a progetti comuni di
ricerca.
A seguito della riunione ministeriale tenutasi a Sophia Antipolis
nel marzo 1995 è stato istituito un comitato di sorveglianza; esso
terrà la sua prima riunione immediatamente dopo la conferenza di
Barcellona. Come compito principale, dovrà formulare raccomandazioni
per l'attuazione congiunta delle priorità politiche convenute a
livello ministeriale.
Acqua
La Carta
mediterranea sull'acqua è stata adottata a Roma nel 1992.
L'acqua costituisce un problema prioritario per tutti i Partner
mediterranei e diverrà sempre più importante via via che la penuria
si farà maggiormente sentire. La cooperazione in questo campo sarà
volta a:
o fare il punto della situazione alla luce delle esigenze presenti e
future;
o individuare i mezzi atti a rafforzare la cooperazione regionale;
o presentare proposte per la razionalizzazione della programmazione
e gestione delle risorse idriche, se del caso, su base comune;
o contribuire alla creazione di nuove risorse idriche.
Pesca
In considerazione
dell'importanza della conservazione e gestione razionale delle
risorse ittiche del Mediterraneo, si rafforzerà la cooperazione nel
quadro del Consiglio generale della pesca per il Mediterraneo.
Nel 1996 si organizzeranno riunioni per dar seguito alla conferenza
ministeriale sulla pesca tenutasi a Heraklion nel 1994, con
un'appropriata azione in campo giuridico.
Si intensificherà
la cooperazione nel campo della ricerca sulle risorse ittiche,
compresa l'acquacoltura, nonché sulla formazione e nella ricerca
scientifica.
IV. Partenariato
nei settori sociale, culturale e umano: sviluppo delle risorse
umane, promozione della comprensione tra le culture e degli scambi
tra le società civili
Sviluppo delle
risorse umane
Il Partenariato
euromediterraneo deve contribuire a migliorare i livelli di
istruzione in tutta la regione, con particolare riguardo ai partner
mediterranei. A tal fine si procederà a un regolare dialogo sulle
politiche dell'istruzione, partendo da formazione professionale,
tecnologie nell'insegnamento, università e altri istituti di
istruzione superiore, ricerca. In questo contesto, come pure in
altri settori, si rivolgerà particolare attenzione al ruolo delle
donne. La Scuola euroaraba di amministrazione aziendale di Granada e
la Fondazione europea di Torino contribuiranno anch'esse a tale
cooperazione.
Verrà organizzata una riunione dei rappresentanti del settore della
formazione professionale (responsabili delle decisioni, professori
universitari, formatori, etc.) al fine di confrontare le moderne
concezioni in materia di gestione.
Avrà luogo una riunione di rappresentanti delle università e di
altri istituti di istruzione superiore. La Commissione Europea
rafforzerà il suo attuale programma Med-Campus.
Si organizzerà inoltre una riunione sulle tecnologie applicate
all'insegnamento.
Comuni e regioni
Le autorità
comunali e regionali devono essere strettamente coinvolte nel
funzionamento del Partenariato euromediterraneo. Rappresentanti
delle città e delle regioni saranno invitati a incontrarsi ogni anno
per fare il bilancio delle comuni sfide e scambiarsi le loro
esperienze. Queste riunioni saranno organizzate dalla Commissione
Europea mettendo a frutto l'esperienza acquisita.
Dialogo tra culture
e civiltà differenti
Data l'importanza
di un miglioramento della mutua comprensione mediante la promozione
di scambi culturali e la conoscenza delle lingue, funzionari e
esperti si riuniranno per fare concrete proposte di azione, in
particolare nei seguenti campi: patrimonio culturale e artistico,
avvenimenti culturali e artistici, coproduzioni (teatro e cinema),
traduzioni e altri mezzi per la diffusione della cultura,
formazione.
Una maggiore comprensione tra le grandi religioni presenti nella
regione euromediterranea faciliterà una maggior tolleranza e
cooperazione reciproca. Allo scopo di superare pregiudizi, ignoranza
e fanatismo e di promuovere la cooperazione di base, si appoggeranno
riunioni periodiche di rappresentanti delle religioni e delle
istituzioni religiose, nonché di teologi, professori universitari e
altre persone interessate. Le conferenze tenutesi a Stoccolma (15-17
giugno 1995) e a Toledo (4-7 novembre 1995) possono servire da
esempio in questo contesto.
Media
Una stretta
interazione tra i media favorirà una migliore comprensione
culturale. L'Unione Europea promuoverà attivamente siffatta
interazione, in
particolare con l'attuale programma Med-Media. In questo contesto
sarà organizzata, ogni anno, una riunione di rappresentanti dei
media.
Giovani
Gli scambi di
giovani dovrebbero servire a preparare le future generazioni a una
più stretta cooperazione tra i partner mediterranei. Si dovrebbe
quindi stabilire un programma euromediterraneo di scambi di giovani,
basato sull'esperienza acquisita in Europa e modulato sui bisogni
dei partner: detto programma dovrebbe tenere conto dell'importanza
della formazione professionale, specialmente per i giovani privi di
qualifiche, e della formazione degli organizzatori e degli
assistenti sociali operanti tra i giovani. La Com-missione Europea
presenterà le necessarie proposte prima della prossima sessione dei
Ministri degli Esteri euromediterranei.
Scambi tra
esponenti della società civile
Alti funzionari si
incontreranno periodicamente per discutere misure atte ad agevolare
gli scambi umani risultanti dal Partenariato euromediterraneo - con
particolare riguardo a funzionari, scienziati, docenti universitari,
im-prenditori, studenti e sportivi - e comportanti anche il
miglioramento e la semplificazione delle procedure amministrative,
laddove queste creassero ostacoli non necessari.
Sviluppo sociale
Il Partenariato
euromediterraneo deve contribuire al miglioramento delle condizioni
di vita e all'elevazione del livello occupazionale della popolazione
negli Stati Partner mediterranei, soprattutto delle donne e degli
strati sociali più bisognosi. In questo contesto i partner annettono
particolare importanza al rispetto e alla promozione dei diritti
sociali fondamentali. A tal fine si organizzeranno riunioni
periodiche, nelle sedi appropriate, di persone operanti nel campo
delle politiche sociali.
Sanità
I Partner
convengono di concentrare la cooperazione in questo settore su:
o azioni volte ad accrescere la consapevolezza, l'informazione e la
prevenzione;
o sviluppo di servizi sanitari pubblici, in particolare assistenza
sanitaria, servizi di "primo livello", servizi per la maternità e
l'infanzia, pianificazione familiare, sistemi di controllo
epidemiologico e misure di controllo per le malattie infettive;
o formazione del personale sanitario e del personale con funzioni
amministrative nel settore;
o cooperazione sanitaria in caso di calamità naturali.
Migrazioni
Data l'importanza
del problema della migrazione per le relazioni euromediterranee, si
incoraggeranno incontri per l'elaborazione di proposte concernenti
flussi e pressioni migratori. Vi si terrà conto dell'esperienza
acquisita tra l'altro con il programma Med-Migrazione, specialmente
per quanto riguarda il miglioramento delle condizioni di vita dei
migranti residenti legalmente nell'Unione.
Terrorismo,
traffico di droga, criminalità organizzata
La lotta contro il
terrorismo dovrà essere una priorità per tutti i partner. In
proposito si terranno periodiche riunioni di funzionari per
rafforzare la cooperazione tra autorità di polizia, giudiziaria e di
altro tipo. In questo contesto si studierà in particolare il modo di
accrescere gli scambi di informazioni e di migliorare le procedure
di estradizione.
Si avranno riunioni periodiche di funzionari per discutere le misure
pratiche che possono essere prese per migliorare la cooperazione tra
autorità di polizia, giudiziarie, doganali, amministrative o di
altro tipo nella lotta, in particolare, contro il traffico di droga
e la criminalità organizzata, compreso il contrabbando.
Tutte queste riunioni saranno organizzate tenendo debito conto della
necessità di un approccio differenziato che prenda in considerazione
la diversità della situazione in ciascun Paese.
Immigrazione
illegale
Si avranno riunioni
periodiche per discutere le misure pratiche che possono essere prese
per migliorare la cooperazione tra autorità di polizia, giudiziarie,
doganali, amministrative o di altro tipo nella lotta contro
l'immigrazione illegale. Queste riunioni saranno organizzate tenendo
debito conto della necessità di un approccio differenziato che
prenda in considerazione la diversità della situazione in ciascun
Paese.
V. Contatti
istituzionali
Dialogo
parlamentare euromediterraneo
Una conferenza interparlamentare sulla sicurezza e la cooperazione
nel Mediterraneo si è tenuta a La Valletta dal 1° al 4 novembre
1995.
Il Parlamento Europeo è invitato a prendere, presso altri
Parlamenti, l'iniziativa di un futuro dialogo parlamentare
euromediterraneo, che potrebbe permettere a rappresentanti eletti
degli Stati Partner di scambiare idee su un'ampia gamma di problemi.
Altri contatti
istituzionali
Regolari contatti tra altri organi europei, in particolare tra il
Comitato Economico e Sociale della Comunità Europea e i loro
omologhi mediterranei contribuirebbero a una migliore comprensione
dei principali problemi attinenti al Partenariato euromediterraneo.
A tal fine il Comitato Economico e Sociale è invitato a prendere
l'iniziativa di instaurare relazioni con i propri omologhi e con
organismi equivalenti dei Paesi mediterranei. In questo contesto, il
12 e 13 dicembre 1995 si terrà a Madrid una riunione
euromediterranea dei Comitati Economici e Sociali e organismi
equivalenti. |