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Gruppi Vulnerabili

Kintsugi

Il progetto “Kintsugi: riparare con l’oro”: avviamento di percorsi di integrazione sostenibile dei rifugiati sopravvissuti a tortura e violenza estrema da realizzarsi nel territorio di Roma e provincia”, finanziato dall’otto per mille dell’ Irpef a diretta gestione statale per l’anno 2016 della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il Kinstugi è un’antica tecnica giapponese che consiste nel riparare con l’oro gli oggetti in ceramica che si sono rotti, impreziosendoli. Come quest’arte suggerisce, crediamo che dalla rottura, nel nostro caso rappresentata dagli esiti drammatici che la tortura e i traumi estremi producono sulla persona, possa nascere una nuova integrità e che il dolore possa pian piano trasformarsi in qualcosa di nuovo.

Da qui il Progetto “Kinstugi”, iniziato nel settembre scorso, per riabilitare, garantire protezione e avviare verso percorsi di inclusione sostenibile i richiedenti asilo, i beneficiari di protezione internazionale e umanitaria, sopravvissuti a tortura e traumi estremi, con particolare attenzione ai traumi da viaggio, attraverso servizi di supporto multidisciplinari in ambito legale, sociale e medico-psicologico. Ognuno di questi interventi è orientato a migliorare le condizioni di vita di queste persone e a prevenire il rischio di cronicizzazione degli esiti del trauma e derive quali l’emarginazione sociale.

Le attività progettuali sono realizzate nel Comune e nella Provincia di Roma.

Attività

Il percorso riabilitativo di tipo interdisciplinare rappresenta la prima tappa di una vera e sostenibile integrazione nel contesto socio-territoriale d’accoglienza attraverso interventi in ambito legale, medico-psicologico, lavorativo, alloggiativo, dell’alfabetizzazione, socio-culturale. Com’è noto, quanto più è profonda la ferita lasciata dal trauma subito dalla persona, tanto più difficile è per la stessa ripercorrere con la memoria il proprio vissuto. Questo può rischiare fortemente di pregiudicare una domanda d’asilo, dal momento che la normativa presuppone che la persona sia in grado di circostanziare i fatti e le ragioni alla base della propria richiesta di protezione.

►Assistenza legale. A tal fine è assicurata l’assistenza legale dei richiedenti asilo per assisterli nella procedura di riconoscimento della protezione internazionale (procedure burocratiche, accompagnamento in Questura, raccolta della memoria personale per circostanziare i fatti alla base della domanda d’asilo,….).

In favore dei beneficiari della protezione internazionale sono assicurati specifici servizi di assistenza legale, anche se in misura residuale, per garantire la fruizione di diritti fondamentali (diritto al ricongiungimento familiare, ottenimento della cittadinanza italiana…).

Per le persone già in possesso di una forma di protezione sono concordati progetti individuali.

►Servizi per l’integrazione volti a promuovere l’empowerment della persona, attraverso progetti di inclusione socio-economica condivisi con ciascun beneficiario.

Nello specifico, si declinano i principali ambiti di intervento dei servizi per l’integrazione:

•          L’inserimento lavorativo: le attività realizzate dagli operatori sociali del CIR vanno dai colloqui di orientamento, all’individuazione di opportunità formative, all’attivazione di tirocini, all’intermediazione diretta coi datori di lavoro.

Sono previsti specifici contributi a copertura di spese vive per: qualificazione e riqualificazione professionale, riconoscimento dei titoli di studio, erogazione di borse lavoro, buoni pasto e spese di spostamento per coloro che frequentano corsi di formazione/tirocini in azienda, acquisto di materiale propedeutico all’avvio di attività lavorative.

Le attività del CIR in questo ambito sono svolte capitalizzando la proficua collaborazione già in essere con i Centri di Orientamento al Lavoro – COL, gestiti dal Dipartimento Politiche delle Periferie, Sviluppo Locale, Formazione e Lavoro di Roma Capitale con il quale il CIR collabora proficuamente da molti anni ormai.

Il CIR ha altresì all’attivo collaborazioni dirette con soggetti economici privati per garantire interventi efficaci di inclusione lavorativa.

Inoltre, la Scuola di Italiano Scudit garantisce un’offerta formativa altamente qualificata a costi di favore, vista la consolidata collaborazione con il CIR, quali corsi di lingua italiana di livello avanzato, miranti a sviluppare abilità linguistiche sufficienti in ambito lavorativo.

•          L’inserimento abitativo: sia pur in misura residuale rispetto agli interventi per l’inclusione lavorativa, sono previste azioni mirate alla ricerca di soluzioni abitative che permettano agli utenti di trovare un alloggio idoneo alle proprie esigenze, guidandoli nell’espletare ogni adempimento richiesto per la stipula del contratto di locazione ed altre pratiche connesse. Sono effettuate attività di mediazione per garantire il rispetto dei diritti del beneficiario ed eventualmente per redimere conflitti fra le diverse parti, e di consulenza, per quanto riguarda le pratiche amministrative e contrattuali quali la stipula, registrazione, chiusura di contratti di locazione, allacciamento dei servizi. Inoltre, vengono valutate le opportunità di sostegno di  natura  economica che vada ad integrare temporaneamente le entrate individuali (contributo alle spese di gestione, alle utenze, all’ordinaria manutenzione, deposito cauzionale). Le attività di mediazione, informazione, orientamento e tutela legale vengono supportate dal Sindacato Inquilini che supporta il progetto.

•          L’inserimento socio-culturale: sono previsti fondi diretti per attività complementari al percorso di integrazione, quali attività sportive e ludico/ricreative (iscrizione/frequenza corsi sportivi, musicali…).

•          Supporto al nucleo familiare: sono previste azioni di supporto diretto all’intero nucleo familiare per rendere pienamente sostenibile l’integrazione in Italia. A tal fine, in misura residuale, sono previsti contributi per facilitare il ricongiungimento familiare e sostenere il nucleo familiare riunito, nella consapevolezza che, l’unità dello stesso rappresenti uno strumento cardine per promuovere l’integrazione della persona. La lontananza forzata genera, infatti, sentimenti di isolamento e  di perdita nei beneficiari della protezione internazionale, e questo è ancora più vero per persone altamente vulnerabili, sopravvissute a tortura e trauma estremo. 

Per supportare e rendere sostenibile il ricongiungimento familiare sono previsti interventi quali: informativa e supporto alla compilazione della documentazione burocratica; raccolta documentale circa la prova dei legami familiari; rapporto con i competenti uffici per il rilascio dei visti anche al fine di superare ostacoli e problematiche burocratiche, amministrative e legali; ottenimento documenti di viaggio.

Queste attività potranno essere coadiuvate da fondi a copertura delle spese di viaggio e/o per le analisi del DNA.

►Supporto medico psicologico per la presa in carico dei beneficiari o per un eventuale invio mirato ai servizi specialistici pubblici e privati.

►Realizzazione di un laboratorio musicale di riabilitazione psico-sociale il cui fattore terapeutico è legato alla scansione regolare del tempo, alla creazione di riferimenti spaziali e affettivi stabili e adeguati, all’impegno attorno a un progetto condiviso. Il lavoro svolto nel laboratorio mirerà al recupero del senso di fiducia in sé e negli altri e alla riacquisizione di una capacità progettuale. Sosterrà i processi tesi alla reintegrazione dell’identità, valorizzando gli aspetti positivi e vitali del sé, legati soprattutto alla sfera emotiva e affettiva e altrimenti scissi per effetto dei traumi subiti. Sono previsti incentivi di frequenza per i partecipanti al laboratorio.

Il progetto prevede di raggiungere un minimo di 250 di beneficiari in 18 mesi. Tutte le persone verranno in contatto con lo sportello di primo orientamento e informazione del CIR, presso la sua sede in Via del Velabro 5/A.

Possono beneficiare degli interventi del CIR anche eventuali vittime secondarie (quali coniugi e figli), che parimenti subiscono conseguenze a causa degli esiti traumatici legati alla tortura e che verranno indirettamente o direttamente supportate nel loro percorso di inclusione sociale.

 

Time For Needs: Listening, Healing, Protecting

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Co-funded by the European Union

Il Mar Mediterraneo è diventato una delle tratte più pericolose al mondo per i migranti: nel 2016 (dati OIM al 20 ottobre 2016) su 4.899 decessi di migranti registrati in tutto il mondo ben 3.654 persone sono morte nel Mediterraneo. Gli Stati con frontiere sul Mediterraneo sono ogni giorno sotto pressione a causa del gran numero di arrivi via mare. Arrivi che pongono sfide cruciali nel fornire adeguati servizi di accoglienza e garanzie procedurali per i richiedenti asilo vulnerabili. Tra i “boat people” c’è infatti un consistente numero di vittime di tortura e di violenze, atti subiti non solo nei paesi d’origine, ma anche durante il viaggio: nei Paesi di transito, nel deserto e nel mare. Si stima infatti che tra il 5 e il 35% dei richiedenti asilo siano sopravvissuti a tortura. Mentre i disturbi da stress post traumatico possono colpire tra il 20-40% dei rifugiati e la depressione il 30-70%.

Con il progetto Time for needs – co-finanziato dall’Unione Europea – vogliamo contribuire ad identificare quelle particolari esigenze delle vittime di tortura e di violenza estrema, in particolare donne e bambini, collegate alle procedure di asilo e alle condizioni di accoglienza, nonché sviluppare standard di protezione armonizzati e pratiche in tutta l’Unione europea che siano specifici per questo gruppo target.

Il progetto, che terminerà nel mese di ottobre 2017, coinvolge 7 partner in 6 paesi: CIR in ITALIA (ente Coordinatore), ADITUS a Malta, CPR in PORTOGALLO, ECRE in Belgio, FTDA in Francia, il GCR in Grecia e Zentrum ÜBERLEBEN gGmbH in GERMANIA.

Con questo progetto vogliamo facilitare il miglioramento dell’efficienza e dell’equità sia del sistema d’asilo sia degli standard di protezione per le vittime di tortura e violenza estrema, rafforzando il livello delle garanzie procedurali e dei servizi specifici di accoglienza per il gruppo target.

Per raggiungere questo obiettivo, porteremo avanti un lavoro di ricerca, a livello nazionale e internazionale attraverso rapporti, focus group, interviste qualitative e riunioni di esperti. Sarà anche realizzata un’iniziativa pilota, volta a sviluppare e diffondere uno strumento pratico validato per la valutazione dei bisogni delle vittime di tortura e di violenza estrema. Per elaborare questo strumento sarà adottato un approccio incentrato sui sopravvissuti a violenza e tortura e sul genere, grazie al coinvolgimento attivo dei beneficiari finali in tutto il progetto.

Identificheremo anche le migliori pratiche in materia di disposizioni legislative e prassi sull’identificazione, sulle garanzie procedurali e sui servizi di accoglienza nei confronti del gruppo target nei 6 paesi coinvolti nel progetto. Andremo anche a individuare eventuali gap tra le direttive europee e le leggi nazionali.

Sulla base di queste pratiche e dei risultati della ricerca elaboreremo standard base comuni – applicabili in tutta l’UE – per la valutazione della vulnerabilità in termini di bisogni legati alla procedura e all’accoglienza.

Per massimizzare l’impatto condivideremo i nostri risultati con attività di sensibilizzazione e di advocacy, organizzando eventi e coinvolgendo attori chiave a livello nazionale ed europeo

A Method for the Empowerment of Torture Survivors (METS)

Il Progetto Europeo “A Method for the Empowerment of Torture Survivors (METS)” si propone di sperimentare e promuovere interventi di sostegno medico-psicologici fondati sull’empowerment della persona. A tal fine, il CIR realizza laboratori di riabilitazione psicosociale per vittime di tortura.

Together with music

È un’attività finanziata dall’8 per mille della Tavola Valdese che prevede la realizzazione di un laboratorio di riabilitazione psico-sociale indirizzato a rifugiati sopravvissuti a tortura e violenza grave. Si tratta di un laboratorio artistico-espressivo che utilizza la musica e il teatro come veicolo espressivo e opzione terapeutica non convenzionale.

La performance, frutto del laboratorio, è  intitolata “Andata Semplice” e vede l’integrazione di musica e canto con la lettura di una selezione di pezzi di letteratura significativi sul tema dell’esilio con la regia di Stefano Cioffi. Presentato per la prima volta lo scorso 30 novembre e 1 Dicembre a Roma, alla Centrale Preneste Teatro e il 1° dicembre al Teatro di Ostia, all’interno della Rassegna Musicale “ Flautissimo”, lo spettacolo é stato portato in scena anche all’Ara Pacis di Roma in occasione della Notte dei Musei in musica.

Co-creating a Counselling Method for refugee women Gender-Based Violence victims

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati sta realizzando, in partenariato con SOLWODI (Germania) capofila, G.I.R.A.F.F.A. onlus (Italia), il Consiglio Greco per i Rifugiati, il Consiglio Cipriota per i Rifugiati, Suomen Setlementtiliitto (Finlandia), Jesuit Refugee Services (Croazia), il progetto “Co-creating a Counselling Method for refugee women Gender-Based Violence victims”.

Finanziato dal programma europeo “Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea” (2014-2020), il progetto è volto alla creazione di uno specifico modello di counselling per il sostegno a donne titolari di protezione internazionale e richiedenti, vittime di violenza e persecuzioni legate al genere. Obiettivo è altresì quello di contribuire al miglioramento delle competenze dei professionisti coinvolti a vario titolo nell’assistenza alle donne rifugiate vittime di violenza e persecuzione di genere attraverso un’adeguata formazione, il mutuo scambio di competenze e la creazione di un servizio di supporto specifico (metodo counselling). Il progetto ha una durata di due anni, da novembre 2017 a novembre 2019.

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Il Progetto è finanziato dal Programma Europeo “Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea” (2014-2020)