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Nord Africa

Il CIR è presente in Nord Africa a partire dal 2009 con l’obiettivo di contribuire all’identificazione, alla protezione e al miglioramento delle condizioni di vita dei richiedenti asilo e rifugiati, di promuovere la coesione sociale tra migranti e comunità ospitanti attraverso attività di monitoraggio, interventi umanitari, l’informativa sui diritti e diversi progetti di sviluppo.

In particolare in Libia, il CIR fornisce assistenza e protezione ai richiedenti asilo e rifugiati sia nel territorio che all’interno dei centri di detenzione. Consapevole delle gravi violazioni dei diritti umani e delle difficili condizioni in cui versa la popolazione migrante presente nei centri, il CIR si propone di identificare e segnalare a UNHCR i soggetti più vulnerabili per l’inserimento nel programma dei corridoi umanitari.

LIBIA

Il CIR è presente in Libia con un ufficio a Tripoli dove opera personale locale che lavora in stretto coordinamento con lo staff internazionale dell’Ufficio Regionale del CIR a Tunisi (Tunisia).

  • UNHCR Refugees

Il progetto, inziato a gennaio 2018 e della durata pari a un anno, è finanziato da UNHCR. L’obiettivo è quello di garantire l’accesso ai beni di prima necessità e a soluzioni durevoli per i rifugiati e richiedenti asilo che si trovano in Libia.
Per consultare la scheda progetto, clicca qui.

  • UNHCR IDPs

Il progetto, inziato a gennaio 2018 e della durata pari a un anno, è finanziato da UNHCR. L’obiettivo è quello di migliorare la protezione degli sfollati interni libici e favorire l’accesso a soluzioni efficaci e durature.
Per consultare la scheda progetto, clicca qui.

  • Progetto AICS per il sostegno al sistema socio-sanitario della città di Sebha

Da ottobre 2017, il CIR è impegnato nell’implementazione del progetto “Programma di emergenza in Libia per il miglioramento dei servizi sanitari e la protezione dei gruppi vulnerabili” in consorzio con il Comitato Europeo Formazione e Agricoltura, capofila e il COSPE (Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti).  Il progetto, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) è volto a favorire l’accesso dei gruppi vulnerabili alle cure di primo livello e all’accompagnamento psicosociale in tre strutture ospedaliere individuate nella provincia di Sebha.
Per consultare la scheda progetto, clicca qui.

  • Progetto AICS nel Centro di Tarek Al Matar

A partire dal 23 gennaio 2018 e per i successivi 4 mesi, il CIR in partenariato con CEFA (capofila) e l’Albero della Vita, realizza il progetto “Sostegno ai migranti del Centro Tarek al Matar e alla comunità ospitante” finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). L’iniziativa intende aumentare il livello di protezione della popolazione migrante del Centro di Tarek al Matar, con una particolare attenzione per le categorie più vulnerabili.
Il progetto prevede tre linee di intervento:

1. interventi diretti ai migranti: distribuzione di kit igienici e beni di prima necessità, monitoraggio, supporto medico e psicologico con particolare attenzione ai più vulnerabili;
2. interventi diretti al centro sia sotto il profilo strutturale che del personale impiegato: ristrutturazione dei servizi sanitari e l’installazione di caldaie, formazione rivolta al personale sulla gestione e sull’importanza del rispetto dei diritti umani che porti a un lavoro condiviso di first screening di tutti i migranti al fine di individuare soluzioni effettive per i singoli;
3. interventi diretti alla comunità locale: lavori di ristrutturazione e manutenzione dell’ospedale Tripoli Medical Center.

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  • Progetto UNICEF

Il CIR è impegnato in Libia come third party monitor per UNICEF, nell’ambito del progetto “Third Party monitoring and support of UNICEF Partnerships with Civil Society Organizations and relative programs in Libya”, iniziato nel marzo 2017 e che si concluderà a marzo 2018. Il progetto è implementato nelle regioni della Tripolitania e della Cirenaica. In particolare, il CIR effettua il monitoraggio delle attività svolte dalle organizzazioni locali con le quali l’UNICEF ha concluso accordi. Le attività di monitoraggio  sono realizzate attraverso un lavoro di reportistica a seguito di visite sul campo – volte ad assicurare che i programmi finanziati raggiungano le comunità di destinazione e che i beneficiari ottengano effettivamente l’assistenza prevista in base ai suddetti accordi.

  • UNHCR QIPs

Tra settembre e dicembre 2017 il CIR ha realizzato il progetto  “Reinforcement of the social cohesion within UNHCR’s persons of concern (PoCs) communities through the establishment of Quick Impact Projects (QIPs)” finanziato da UNHCR e volto a migliorare i servizi e gli standard di vita di diversi gruppi target – le comunità locali, la popolazione di rimpatriati, di sfollati (IDPs), di migranti – e a promuoverne la coesione sociale attraverso la realizzazione di progetti a rapido impatto.
Per maggiori informazioni, clicca qui.

 

TUNISIA

In Tunisia il CIR è presente con un Ufficio di Coordinamento Regionale a Tunisi e un ufficio a Medenine.

  • Progetto UNHCR Tunisia 

In Tunisia, il CIR, in partenariato con l’UNHCR Tunisia e in collaborazione con TRC, Consiglio Tunisino per i Rifugiati, ha attuato il progetto “Capacity building to authorities and local actors”, iniziato nel  febbraio 2017 e conclusosi a dicembre dello stesso anno.  Il progetto, finanziato dall’UNHCR, mira a  migliorare l’efficacia e l’efficienza dei meccanismi di salvataggio in mare nel sud della Tunisia, attraverso azioni di capacity building per le autorità che operano  nel settore.

Nell’ambito del progetto, il CIR ha aperto un ufficio a  Medenine, città a Sud della Tunisia dove, in due centri di accoglienza  (uno a responsabilità UNHCR ospitante i richiedenti protezione internazionale, l’altro a responsabilità della Mezzaluna Rossa tunisina ospitante i migranti il cui status non è ancora definito ) offre servizi di assistenza sociale, legale e psicologica, in favore di migranti e richiedenti asilo, inclusi i casi vulnerabili con bisogni specifici in materia di supporto medico e psicologico, il referral e la presa in carico dei migranti ancora non decisi sul percorso da seguire, attività ricreative.