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Tutela Legale

Il CIR, oltre ad essere presente in 7 regioni italiane (Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Puglia,  Sicilia) con sportelli informativi, è impegnato in specifici progetti relativi alla tutela legale dei richiedenti asilo e rifugiati.

Sherpa

Budget: 240.171,14 euro
Ente finanziatore: Ministero dell’Interno – FAMI
Periodo di implementazione: Luglio 2019 – Giugno 2020
Capofila: Prefettura di Verona
Partner: CIR e Coop. Sociale Servizi e Accoglienza “Il Samaritano” onlus – Caritas diocesana veronese.

Obiettivo: Costruzione e rafforzamento di reti networking tra enti pubblici e privati per il miglioramento dei livelli di gestione ed erogazione dei servizi amministrativi rivolti ai cittadini di paesi terzi, per garantire una reale integrazione un’effettiva partecipazione alla vita politica e sociale del Paese e il rafforzamento degli strumenti finalizzati al monitoraggio dei servizi di accoglienza finanziati dalla Prefettura stessa.

Risultati: Il progetto ha sviluppato nuovi modelli per i servizi per i cittadini di paesi terzi per accrescere l’efficacia, l’efficienza e l’impatto dei servizi amministrativi erogati. Sin dall’attivazione del progetto si è provveduto a implementare le azioni previste. Inizialmente si sono avuti incontri tra gli operatori selezionati per condividere gli obiettivi generali e specifici e tra gli stessi e i funzionari della Prefettura per cercare di organizzare le attività progettuali e predisporre le modalità di affiancamento e supporto. Si è iniziato a comprendere le prassi operative e il funzionamento delle attività prefettizie interessate dal progetto. Si sono avuti, poi, incontri di rilevazione dei bisogni e prime forme operative di intervento. In particolare si è disposto l’affiancamento degli operatori nel controllo della documentazione amministrativa delle associazioni che gestiscono i CAS sul territorio e nelle visite ispettive di monitoraggio. Si è avuto accesso alle convenzioni con le associazioni di accoglienza e la relativa documentazione.
Gli incontri e le attività di affiancamento hanno permesso di avere uno sguardo attento e analitico sulle modalità operative per evidenziare punti di forza e criticità presenti e per poter iniziare a condividere eventuali elementi di risoluzione, per poter specificare al meglio l’azione di capacity building, in accordo e compartecipazione con i beneficiari stessi dell’azione. Abbiamo inoltre rafforzato delle attività di monitoraggio delle strutture di accoglienza temporanea realizzando il monitoraggio di 66 CAS. Abbiamo inoltre garantito un supporto nelle pratiche burocratiche –amministrative in Prefettura rivolte a cittadini di paesi terzi e fornito un servizio di orientamento e accompagnamento con riferimento alla prassi e alla pratiche amministrative degli immigrati affiancando 7 funzionari.

 

Crossing

Valore complessivo del progetto: 249.499 euro
Budget CIR: 25.096 euro
Ente Finanziatore: FSE – Regione Lazio
Periodo di implementazione: Novembre 2018 – Maggio 2020
Capofila: Speha Fresia Società Cooperativa
Partner: A Buon Diritto, Baobab, Diritti in Movimento, Asinitas, CIR, K_Alma, Medu. 

Obiettivo del progetto: supportare, tramite lo sviluppo di una rete di servizi integrati linguistico-culturali, legali, sanitari, psicologici e di orientamento professionale, i migranti transitanti che, come progetto migratorio, hanno quello di raggiungere altri Paesi o altre città e che si trovano a Roma come tappa di transito del loro “viaggio”.
Ruolo del CIR e degli altri partner: Per rispondere alle esigenze di questa particolare tipologia di utenti, il progetto realizza un articolato insieme di attività:
 – Servizi di orientamento, informazione e presa in carico socio-legale presso un polo diurno/unità mobile (CIR, ABD, Baobab)
– Rafforzamento delle competenze del gruppo target sia professionali che trasversali (Speha Fresia)
– Alfabetizzazione alla lingua italiana e esperienze professionalizzanti con corsi di formazione e tirocini (Asinitas)
– Riconoscimento titoli di studio e validazione delle competenze (Speha Fresia)
– Screening sanitario e referral ai servizi specialistici sul territorio (Baobab)
– Individuazione delle vulnerabilità dei soggetti più deboli (donne e neomaggiorenni) (Baobab)
– Servizi di orientamento sanitario e prima assistenza medica (MEDU)
– Servizi di supporto psicologico (CIR)
– Narrazione e dialogo interculturale (Diritti in Movimento)

Risultati: nell’ambito del progetto sono state riscontrate differenti problematiche sia in termini di accesso ai diritti che in termini di mancanza di servizi propedeutici all’integrazione.
Difficoltà nell’accesso alla procedura per il riconoscimento della protezione internazionale per cui sono stati presentati ricorsi d’urgenza ex art. 700 cpc.
– Mancato accesso alla procedura e all’accoglienza per le persone in attesa di individuazione dello Stato competente all’esame della domanda di asilo ai sensi del Regolamento Dublino III (i cd. “Casi Dublino”), provenienti da Roma- Fiumicino, Venezia- Marco Polo e Napoli – Capodichino.
– Lunghi tempi di attesa – circa un anno e mezzo – si registrano anche per i cd. “Casi Dublino in uscita”, ossia per coloro i quali lo Stato competente non sia l’Italia e per cui è stato necessario presentare ricorso presso il Tribunale di Roma contro l’Unità Dublino.
– Difficoltà nel rinnovo del permesso di soggiorno per richiesta asilo nei casi in cui il richiedente sia senza dimora e si avvalga della domiciliazione presso associazioni di settore. In alcuni casi e in maniera discrezionale la Questura – Ufficio immigrazione di Roma ritiene valido esclusivamente il domicilio presso una struttura di accoglienza.
– Difficoltà nel ricevere le notifiche di convocazione per l’audizione presso la Commissione territoriale e di decisione della CT. In alcuni casi l’ufficio postale competente non riesce a procedere alla notifica e, pertanto, il richiedente si rivolge alle associazioni per contatti diretti con la Commissione territoriale e la Questura – Ufficio Immigrazione di Roma.
– Sistemazione alloggiativa inadeguata o assente a causa del mancato accesso alle misure di accoglienza o alla revoca delle stesse.
– Esclusione dal mercato del lavoro e dall’integrazione abitativa, spesso riconducibile al tipo di permesso di soggiorno in possesso.
Per rispondere a questo insieme di problematiche il progetto ha assistito 299 persone (42 persone sono state assistite dal servizio legale del CIR). Inoltre sono state realizzate attività di screening psicologico e di individuazione di categorie vulnerabili, in particolare le vittime della tratta di esseri umani, le persone con disturbi psichici, le persone che hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale nel paese di origine e /o quello di transito) ai fini del referral.
La psicologa ha affiancato l’operatore legale nel raccogliere la storia personale e preparare il beneficiario al colloquio in Commissione, rilevando eventuali vulnerabilità e fragilità. Laddove siano individuati, durante gli incontri, casi particolarmente complessi che richiedano una presa in carico psicologica, si procede al referral alla psicologa del CIR Monica Luci. Allo stato attuale sono stati assistiti 14 beneficiari, tutti richiedenti protezione internazionale, di cui 4 donne e 10 uomini. Tre persone sono state oggetto di tre incontri consecutivi volti a sostenerli durante il recupero delle esperienze passate.
Dei 14 beneficiari, due sono stati indirizzati alla psicologa del CIR per una loro presa in carico, in quanto erano risultati particolarmente vulnerabili e con un intensa fragilità emotiva. Quattro persone sono state indirizzate al settore sociale del CIR per questioni relative alla ricerca i alloggio, all’ inserimento in corsi di formazione di lingua italiana e alla riqualificazione professionale.

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