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Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura

 

Nelle piazze di Roma la tortura, per far riflettere.

E all'Ambra Jovinelli una performance, per curare.

 

Domenica 26 giugno dalle ore 17.00 alle 22.00 porteremo in due piazze di Roma la tortura, per scuotere e far riflettere: statue umane raffiguranti le vittime di Abu Ghraib e simboleggianti altre vittime di torture saranno alle 17.00 a Campo de Fiori e alle 19.00 a Santa Maria in Trastevere.

 

Lunedì 27 giugno alle 21.00 saremo all’Ambra Jovinelli (ingresso gratuito) per ridare voce a chi la tortura ha cercato di far tacere, ridurre a cosa. La performance Sulle tracce delle conchiglie. In memoria di Ken Saro Wiwa vede protagonisti un gruppo di 12 rifugiati del laboratorio teatrale di riabilitazione psicosociale, condotto da Nube Sandoval e Bernardo Rey, che il CIR realizza da anni nell’ambito dei suoi progetti di accoglienza e cura per le vittime di tortura. Lo spettacolo va in scena in una data non casuale: il 26 giugno si celebra infatti la Giornata Internazionale a Sostegno delle Vittime di Tortura, indetta dalla Nazioni Unite nel 1997.

 

 

 

La presenza in scena di questi testimoni è un modo per rompere il complotto del silenzio e invisibilità che da sempre circonda la tortura e le sue vittime, e un’occasione per ridare loro voce e legittimità. Presenterà la serata l’On. Jean-Léonard Touadi e ci sarà la partecipazione straordinaria di Moni Ovadia. In occasione dello spettacolo verrà anche trasmesso il video realizzato da Artigiani Digitali che raccoglie testimonianze di rifugiati.

 

Ken Saro Wiwa ha usato come strumento principale della sua lotta la parola: i suoi discorsi hanno la capacità di mobilitare gli animi e le masse. Per noi utilizzarli come sfondo del nostro lavoro ha una forte valenza simbolica. Ogni volta che un uomo o una donna difendono una giusta causa, ogni volta che uomini e donne sono perseguitati, incarcerati o torturati per le proprie idee, ogni qualvolta nel mondo qualcuno si batte per la propria dignità e quella del suo popolo, tornano a risuonare chiare e pulite le parole di Ken Saro Wiwa. Proprio “Sulle Tracce delle Conchiglie”, vuole rendere omaggio a un grande uomo del nostro tempo. Ricordare Ken Saro Wiwa è ricordare le grandi e piccole battaglie che per la dignità, giorno dopo giorno, si portano avanti in modo visibile o invisibile nel nostro pianeta. Allo stesso tempo "Sulle tracce delle conchiglie" è stato per noi il pretesto per intraprendere un viaggio insieme ai nostri ‘attori-rifugiati e attrici-rifugiate’ verso la loro identità culturale. Un viaggio attraverso la metafora della conchiglia, elemento che intreccia tutta la storia: da una parte la conchiglia come logo di una multinazionale del petrolio, presenza costante nella vicenda di Saro Wiwa, dall’altra oggetto pregno di significati simbolici, in grado di facilitare quel percorso che ci ha portato a ritrovare canti, danze e racconti che svelano lo spirito autentico delle culture dei nostri “attori e attrici”.

 

I testi presenti nello spettacolo appartengono alle lettere che Ken Saro Wiwa ha inviato dal carcere a familiari e amici, durante gli ultimi mesi, prima dell’impiccagione.

 

La tortura e i progetti di riabilitazione per le vittime di tortura del CIR

 

Il 26 giugno viene celebrata in tutto il mondo la Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura. Nonostante l’assoluto divieto legislativo, la tortura non é ancora stata sconfitta e continua a infliggere indicibili sofferenze fisiche e psichiche. Metà della popolazione mondiale vive infatti in paesi che ancora la praticano. E un rifugiato su quattro, di quelli che arrivano in Italia, è vittima di tortura.

 

Le vittime di tortura sono segnate da ferite e traumi che richiedono risposte specifiche, in grado di ricostruire ciò che la violenza della tortura e dell’esilio hanno distrutto: la loro identità familiare, legale, economica, politica, culturale, sociale. Proprio per dare risposte a questi bisogni il Consiglio Italiano per i Rifugiati gestisce dal 1996 progetti (attualmente con il sostegno del Fondo Europeo per i Rifugiati, della Commissione Europea e del Fondo Volontario delle Nazioni Unite per le Vittime di Tortura) che mettono in atto azioni mirate alla riabilitazione dei sopravvissuti a tortura. I nostri progetti prevedono una prospettiva di lavoro multidisciplinare: gli interventi di tipo sociale, legale, medico, psicologico e i laboratori di riabilitazione si uniscono concorrendo alla realizzazione di un positivo percorso di riabilitazione e integrazione. Nel corso di 15 anni abbiamo assistito 2.800 persone sopravvissute a torture.