| Apolide
Persona che nessuno
Stato considera come suo cittadino (Convenzione di New York, 1954).
Clandestini
Sono clandestini gli
stranieri presenti sul territorio privi di regolare permesso di
soggiorno; per lo Stato, ufficialmente non esistono. Sono anche coloro
che, in fuga da guerre e persecuzioni, giungono senza documenti o con
documenti falsi.
Eco-profugo
Colui che è costretto
a lasciare il proprio paese per cause ambientali che rendono impossibile
(temporaneamente o definitivamente) la permanenza nel luogo di abituale
residenza.
Extracomunitario
Persona non in possesso
della cittadinanza di uno dei 15 Paesi che attualmente compongono
l'Unione Europea. Quindi, contrariamente all’accezione corrente, sono
extracomunitari anche gli Svizzeri e gli Statunitensi.
Migrante
Termine generico che
indica chi sceglie di lasciare il proprio Paese per stabilirsi,
temporaneamente o permanentemente, in un altro Stato. Tale decisione ha
carattere volontario, anche se spesso dipende da ragioni economiche,
avviene cioè quando una persona cerca in un altro paese un lavoro e
migliori condizioni per vivere o sopravvivere.
Profugo
Termine generico che
indica chi lascia il proprio paese a causa di eventi esterni (guerre,
invasioni, rivolte, catastrofi naturali).
Regolari/irregolari
Gli immigrati regolari
sono coloro che risiedono in uno Stato con un permesso di soggiorno
rilasciato dall'autorità competente. Gli irregolari sono gli immigrati
con permesso di soggiorno scaduto e non rinnovato; sono anche coloro
che, entrati ad esempio per motivi di studio, svolgono di fatto altre
attività.
Richiedente
asilo
Colui che fugge dal
proprio paese e inoltra, in un altro Stato, una domanda di asilo per il
riconoscimento dello status di rifugiato. La sua domanda viene poi
esaminata dalle autorità competenti di quel paese (in Italia, la
Commissione Centrale per il Riconoscimento dello Status di Rifugiato).
Fino al momento della decisione in merito alla domanda, egli è un
richiedente asilo.
Rifugiato
Il rifugiato è colui
che è costretto a lasciare il proprio paese a causa di persecuzione per
motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato
gruppo sociale o per le opinioni politiche (Convenzione di Ginevra,
1951). A differenza del migrante, egli non ha scelta: non può tornare
nel proprio paese d’origine se non a scapito della propria sicurezza e
incolumità. Dal punto di vista giuridico-amministrativo, un rifugiato
è una persona cui è riconosciuto lo status di rifugiato.
Sfollato
In alcuni contesti, si
parla genericamente di sfollato come di chi fugge a causa di catastrofi
naturali o guerre e viene accolto temporaneamente sul territorio di un
paese estero, con un soggiorno per "protezione umanitaria".
Spesso, il termine è usato come traduzione dall’inglese: "Internally
Displaced Person" (IDP), colui che abbandona la propria dimora per
gli stessi motivi del rifugiato, ma non oltrepassa un confine
internazionale, restando dunque all'interno del proprio paese. |