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CIR
sui gravissimi episodi di violenza e razzismo a Torino e Firenze
15 dicembre 2011- I
fatti di Torino e Firenze ci raccontano quali sono gli esiti sociali
della paura dell’altro, dell’emergenza e dell’allarme su cui, in
questo Paese, si sono basate la politica e la comunicazione sulle
migrazioni negli ultimi anni.
Fenomeni mossi
sicuramente da disagi personali, ma che trovano terreno fertile in
un contesto in cui lo scontro culturale e sociale - all’interno del
quale le migrazioni sono state costrette e interpretate - ha
generato sacche di razzismo. Non si devono assolutamente
sottovalutare le radici che hanno portato a gesti di una violenza
inimmaginabile.
E’ indispensabile
cambiare il modo in cui i temi migratori sono governati e
comunicati. Se non si passa dalle politiche dell’allarme alle
politiche dell’accoglienza, saremo costretti a vivere in un paese in
cui la necessaria convivenza civile non sarà possibile. Se non si
comincia a vedere nell’altro una risorsa e un confronto, ma lo si
continuerà a relegare al ruolo del nemico, il razzismo e la violenza
saranno le cifre del futuro.
In questo momento di
discontinuità politica vogliamo sperare in un cambiamento di rotta.
L’istituzione del Ministero per l’Integrazione e la Cooperazione,
come la Circolare del Ministro Cancellieri che ha revocato il
divieto di ingresso nei centri per i migranti alla stampa, ci
sembrano due passi nella giusta direzione.
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