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#NonEsisto, la campagna del CIR per i diritti degli apolidi con il sostegno di Open Society Foundations: la storia di Elena e Ramadan

apolidedonna7 febbraio 2016 - Oggi presentiamo la storia di Elena e Ramadan. Si sono innamorati appena si sono incontrati, molti anni fa. Elena vive accanto a Ramadan da 15 anni. Ufficialmente, il suo compagno non esiste. Nato in Macedonia e abbandonato dai genitori, non è mai stato registrato e non ha mai avuto documenti.

Foto/Video di Denis Bosnic per il progetto Listening to the Sun realizzato dal CIR
con il sostegno di Open Society Foundations

https://www.youtube.com/watch?v=8hyHq0IuPkg

Non può lavorare o avere accesso a cure mediche. Non ha nemmeno diritto a sposarsi ed essere genitore: solo Elena ha potuto riconoscere i loro figli. Tutte le responsabilità della famiglia ricadono su di lei.

Come Ramadan, sono circa 15mila gli apolidi in Italia. Spesso non hanno accesso ai diritti fondamentali, non possono studiare, sposarsi, lavorare. Non possono riconoscere i propri figli.

Sono apolide, non esisto?

Leggi tutta la loro storia su:

http://nonesisto.org/elena-e-ramadan-storia-apolidia-statelessness

Il progetto Listening to the sun, realizzato dal Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) con il sostegno della Open Society Foundations in Italia, ha l’obiettivo di realizzare una campagna di sensibilizzazione sulle difficoltà che incontrano le persone apolidi nella vita quotidiana, causate dall’impossibilità pratica di accedere a un riconoscimento legale della propria condizione.

La campagna #NonEsisto, www.nonesisto.org, attraverso video e le foto di Denis Bosnic ci racconta le storie di Nyima, Sandokan, Elena e Ramadan. Filo conduttore è l’idea di esistenza negata agli apolidi, laddove la loro condizione non viene riconosciuta e con essa tutti i loro diritti e le loro opportunità.

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