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#LockedInLimbo: è arrivato il momento di porre fine alla detenzione arbitraria di apolidi in Europa

Roma, 4 maggio 2017 - Nella Conferenza europea in corso a Budapest è stato presentato il nuovo rapporto dalla Rete europea sull’apolidia (ENS): “Protecting Stateless Persons from Arbitrary Detention: An Agenda for Change”. Il CIR, firmatario, insieme ad altre organizzazioni internazionali, avvocati e accademici di 30 Paesi europei chiede ai governi europei di intraprendere azioni urgenti per porre fine alla detenzione arbitraria di apolidi e di coloro che sono a rischio apolidia.

 

 

Si è consolidato un consenso generale in Europa sull’insostenibilità e illegalità del ricorso alla detenzione di migranti e apolidi. Il rapporto si basa sulle ricerche condotte in sei Paesi Europei e mette in luce sistemi e prassi in cui uomini, donne e bambini, privi di nazionalità, restano intrappolati. Molti di loro si trovano in uno stato di detenzione di lungo termine. Pochi di loro riescono a cambiare la loro situazione rimanendo bloccati in un limbo legale per diversi anni.

Sollecitiamo i Paesi ad attuare i loro obblighi internazionali verso le persone apolidi e quelle a rischio apolidia mettendo in pratica iniziative proattive per proteggerli dall’illegalità e dalla detenzione arbitraria garantendo l’esercizio dei loro diritti fondamentali. Soprattutto, è indispensabile che tutti i Paesi promuovano procedure efficaci per identificare e riconoscere l’apolidia, valutare e rispondere alle vulnerabilità in tutte la fasi delle procedure ed implementando urgentemente alternative alla detenzione. È necessario garantire agli apolidi un accesso equo alla sicurezza sociale, all’occupazione, all’istruzione e alla sanità.

Il rapporto presenta una serie di raccomandazioni concrete in 5 aree prioritarie affinché la normativa, le politiche e le prassi riflettano – e vengano applicate senza discriminazioni – gli standard internazionali sui diritti umani. Dunque chiediamo urgentemente di porre fine alla detenzione arbitraria di persone apolidi in Europa:

1. Proponendo alternative alla detenzione in linea con gli standard internazionali e le buone prassi, assicurando che l’apolidia venga considerata una questione rilevante quando si decide di procedere alla detenzione e che tali decisioni aderiscano agli standard internazionali sulla proibizione della detenzione arbitraria.

2. Sviluppando delle procedure per le determinazione dell’apolidia che rispecchino gli standard internazionali e le buone prassi e che siano totalmente accessibili a coloro che sono soggetti alla loro giurisdizione (inclusa la detenzione) e che permetta agli Stati di identificare e garantire protezione a coloro che sono considerati apolidi.

3. Mettendo in pratica dei meccanismi che proteggano i diritti degli individui, che rispondano alle loro vulnerabilità e che rispettino l’obbligo di non discriminazione, anche attraverso la proibizione della detenzione dei minori e combattendo la discriminazione di genere e la disabilità.

4. Facilitando l’integrazione nella comunità fornendo protezione dalla detenzione, l’accesso ai diritti fondamentali e la libertà per chi è in attesa della determinazione del loro status, la regolarizzazione e un percorso assistito per coloro che sono considerati apolidi.

5. Migliorando la registrazione e il reporting sull’apolidia, pubblicando statistiche disaggregate e facilitando l’accesso agli organi indipendenti di monitoraggio, avvocati e membri della società civile.

La Rete Europea sull’Apolidia (ENS) e i Paesi firmatari si impegnano a lavorare costruttivamente insieme ai governi, agli organi delle Nazioni Unite e agli altri stakeholders per aiutare a trasformare queste raccomandazioni in riforme effettive e durature.

Per conoscere i firmatari, clicca qui

 

Per informazioni ulteriori rivolgersi a:
Daniela Di Rado
Sezione Legale CIR tel: + 39 06 69200114 (ext 223)
Maria Valentina Tora
Ufficio Stampa CIR tel: + 39 06 69200114 (ext 216)

 

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