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"Teddy Bear", dal concorso "Fammi Vedere" all'Italian Contemporary Film Festival: intervista al regista ad Hermes Mangialardo

Roma, 9 giugno 2017 - Dal concorso Fammi Vedere all’Italian Contemporary Film Festival di Toronto, passando per il Capodarco Film Festival e altre prestigiose rassegne internazionali. Prosegue il successo del corto di animazione Teddy Bear, scelto dal Consiglio Italiano per i Rifugiati come spot ufficiale della campagna di raccolta fondi 2017 #ANomeTuo. Un video che racchiude in se tutto ciò che vorremmo fosse tradotto in politiche di protezione e accoglienza, raccontandolo con il linguaggio lieve e meraviglioso del cinema d’animazione. L’intervista al regista Hermes Mangialardo.

Hermes, da dove nasce la tua passione per l'animazione?

A differenza di quanto si possa immaginare, la mia passione per l'animazione non nasce dai cartoon (da piccolo non ne vedevo tanti) ma dai fumetti, passione che ho avuto da ancora prima di saper leggere, e che coltivo ancora adesso. Quando poi ho avuto un computer tra le mani ho capito che i miei fumetti potevano prender vita.

 

Ci racconti come è nata l’idea del corto “Teddy Bear”?

Quando si parla di video con un tema sociale, il rischio di cadere nella retorica è molto alto. Con Teddy Bear volevo evitare toni tragici e, soprattutto, pensavo a qualcosa che potesse essere apprezzato anche dai bambini. Per questo ho voluto spostare l'attenzione su un oggetto, che nel video diventa "simbolo" e collante tra le scene: un orsacchiotto di pezza.

 

Da Frontiers a Teddy Bear, opere diverse ma accomunate dalla partecipazione al concorso Fammi Vedere. Ci tracci un un bilancio della tua esperienza?

Il mio bilancio non può che essere altamente positivo. Fammi Vedere è un festival che applica "sul campo" i suoi risultati, in quanto organizzato da chi in prima linea si muove a sostegno dell'integrazione. Inoltre, personalment,e mi ha dato grandi occasioni di visibilità e di crescita. Infine il formato "breve" a metà tra spot e cortometraggio consente una fruizione più dinamica dei video in concorso ed una sfida in più per chi partecipa.

 

Cosa sentiresti di consigliare agli aspiranti concorrenti della nuova edizione?

Il consiglio è di evitare luoghi comuni e di concentrarsi molto sull'idea di base, sull'espediente narrativo, questo perché il pubblico è bombardato da video, spot e corti di qualsiasi tipo e serve quel qualcosa in più perché il messaggio rimanga in mente allo spettatore, offrendogli un punto di vista diverso e originale sulla tematica del diritto d’asilo.

 

Un breve bilancio della collaborazione con il Consiglio Italiano per i Rifugiati?

Anche qui un bilancio molto positivo, i miei due corti sono diventati oggetto delle campagne TV a sostegno delle attività dell’organizzazione a favore dell’integrazione e dell’accoglienza. Questo anche grazie a uno staff che mi ha supportato a livello tecnico e organizzativo e, soprattutto, al Presidente Roberto Zaccaria. Ovviamente spero che la nostra collaborazione continui nel tempo.

 

Prossime tappe del corto?

Il cortometraggio Teddy Bear sta riscuotendo un buonissimo riscontro a livello internazionale e non solo in festival dedicati al sociale. Sarà presente all' Italian Contemporary Film Festival, il più grande festival italiano fuori dall'Italia, ed è inoltre in nomination in festivals in Spagna, India, Serbia, Francia. E ovviamente Italia!

 

Qualche anticipazione sui tuoi prossimi progetti?

Ho scritto la sceneggiatura di un nuovo cortometraggio dove anche in questo caso il protagonista sarà un oggetto: un carillion. Spero che veda la luce prima della fine dell'anno. 

 

Per vedere il corto, clicca qui.

Per rivedere lo spot #ANomeTuo, qui

 Ph: Stephanie Hill

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