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Le conclusioni del Consiglio Europeo del 22-23 giugno in tema di migrazione

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Roma, 26 giugno 2017 - Tra i numerosi punti all'ordine del giorno nella seduta del 22 e 23 giugno 2017, il Consiglio Europeo ha affrontato anche il tema migratorio. In particolare, come far fronte ai flussi migratori e proteggere le frontiere esterne. Di seguito un breve resoconto delle conclusioni adottate in materia. 

Il Consiglio si è concentrato sui seguenti punti: 

1. CONTROLLI:  il Consiglio europeo ribadisce che la priorità in tema di migrazione è il controllo delle frontiere esterne dell’Unione da realizzarsi attraverso il rafforzamento delle misure di vigilanza su tutte le rotte migratorie. Ciò equivale anche ad un rafforzamento delle capacità operative della Guardia Costiera europea. Il controllo efficace delle frontiere esterne dell’Unione è imprescindibile al fine di rimuovere i controlli alle frontiere interne, osserva il Consiglio. Si conferma inoltre la necessità di proseguire con la piena attuazione dell’accordo UE-Turchia.

2. ROTTA MEDITERRANEA: i continui arrivi sulla rotta del Mediterraneo centrale una sfida strutturale per l’Unione. Anche in questo caso, al fine di arginare i flussi ed evitare tragedie in mare, i controlli sembrano essere l’unica vera soluzione per il Consiglio. A tale scopo, si invitano gli Stati membri ad intensificare il coordinamento e l’attuazione di tutti gli elementi contenuti nella dichiarazione di Malta, nel quadro di partenariato e nel piano d’azione comune de La Valletta. Di conseguenza si chiede un maggiore impegno nel portare avanti accordi con i paesi di origine e di transito, anche al fine di contenere la pressione migratoria alle frontiere terrestri della Libia. Il potenziamento della guardia costiera libica resta un elemento essenziale dell’approccio UE.

3. RIMPATRI: il Consiglio sottolinea la necessità di compiere ulteriori sforzi in materia di rimpatri attraverso accordi di riammissione efficaci con tutti i mezzi possibili, compreso un riesame della politica in materia di visti nei confronti dei paesi terzi.

4. RIFORMA CEAS: per quanto riguarda la riforma del CEAS, si conferma la necessità di una riforma in grado di garantire il giusto bilanciamento tra solidarietà e responsabilità. Il Consiglio sottolinea che il sistema deve essere in grado di:
- Sopportare la pressione migratoria;
- Eliminare i fattori di attrazione;
- Scoraggiare i movimenti secondari.
Si invita la Commissione a esplorare possibili soluzioni per alleviare la pressione che grava sugli Stati in prima linea. Il Consiglio chiede che il concetto di “paese terzo sicuro” sia allineato agli obblighi effettivi derivanti dalla Convenzione di Ginevra e dal diritto primario dell’UE e di procedere alla realizzazione di un elenco di paesi terzi sicuri. Tale elenco sarà poi parte del futuro accordo globale sul CEAS.

 

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