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I NOSTRI PROGETTI

mediterraneo

Progetti del CIR in Paesi terzi

In Italia circa il 75% dei richiedenti asilo (fonte commissione nazionale diritto d’asilo anno 2011) arriva dall’Africa Sub-sahariana e si stima che il 90% di questi abbiano affrontato lunghi viaggi prima di imbarcarsi dalle coste del Nord Africa. E molti di loro subiscono violazioni dei loro diritti umani anche nei Paesi di transito.

Per tutelare i diritti dei richiedenti asilo e rifugiati anche durante i loro viaggi prima di un loro possibile arrivo in Italia o in Europa, il CIR realizza iniziative in Nord Africa che hanno l’obiettivo di rafforzare la protezione dei migranti e la capacità di gestione dei flussi migratori misti e sostenere le organizzazioni della società civile che si occupano di diritti umani. Attualmente lavoriamo in Algeria e in Libia con progetti che includono:

  • Attività di assistenza diretta ai rifugiati e ai richiedenti asilo dal punto di vista legale e sociale,
  • Attività di studio e ricerca sul quadro legislativo in materia di rifugiati e sulla sua concreta attuazione i termini di diritti e servizi,
  • Attività di informazione ed educazione sul tema dei rifugiati rivolte alla società civile,
  • Attività di advocacy rivolte a istituzioni e policy maker per la realizzazione di un sistema equo ed efficace di protezione dei rifugiati, in linea con gli standard internazionali.

           

images2Accesso al territorio

Le misure introdotte dal regime europeo di controllo delle frontiere ha reso impossibile per la maggioranza dei richiedenti asilo di raggiungere il territorio dell’Unione in modo legale. Una stima del 90% dei richiedenti asilo in Europa sono entrati in maniera illegale.

 

Secondo i dati di Fortress Europe dal 1988 sino a Novembre 2012 circa 18.673 sono morte nel tentativo di raggiungere l’Europa.

 

Le persone che arrivano nel contesto dei flussi misti sono soggette all’intercettazione in mare e in diverse occasioni non hanno, o nel passato non hanno avuto, l’opportunità di chiedere asilo in Europa, con la violazione del principio di non refoulement.

 

I flussi migratori misti dalla Libia e dai paesi vicini ci obbligano ad adottare appropriati meccanismi di protezione per rispondere ai bisogni di centinaia di migliaia di persone che vivono in questi paesi transfrontalieri e per favorire una migliore cooperazione e un meccanismo di burden-sharing.

 

Partendo da queste considerazioni il CIR realizza interventi per promuovere l’adozione di misure di ingresso protetto nel territorio dell’Unione Europea.

 

omini-ingranaggiLe frontiere

Il diritto di una persona di chiedere asilo alla frontiera è uno delgi aspetti centrali della protezione dei rifugiati, per questo è necessario assicurarsi che l’accesso alla procedura venga garantito. Per questo motivo il CIR ha da sempre investito sull’informazione alle frontiere per i migranti che entravano in maniera regolare e irregolare sul territorio.

Il CIR gestisce servizi al valico di Brindisi dove garantisce servizi di assistenza, informazione legale e orientamento al territorio per richiedenti asilo. Questo servizi sono realizzati attraverso accordi speciali con le Prefetture-U.T.G, come previsto dalla legge italiana.  

 

Progetti del CIR in Italia

imagesIl CIR gestisce servizi in 10 regioni Italiane al fine di tutelare l’accesso alla protezione dei richiedenti asilo che arrivano nel nostro paese e favorire l’integrazione dei rifugiati.

 

Per raggiungere questi obiettivi lavoriamo con equipe multidisciplinari (operatori sociali, legali, medici e psicologi ecc.) e in stretto raccordo coi servizi territoriali per attività di informazione, orientamento e presa in carico della persona.

 

La presa in carico si sviluppa secondo un approccio olistico, volto a sostenere la persona nel percorso che, partendo dall’iter per il riconoscimento dello status di protezione, conduce verso una piena e sostenibile autonomia e integrazione nel paese d’accoglienza.

 

Creare modelli di “buona accoglienza”, rispettosi di elevati standard qualitativi, assicurando che l’accoglienza prepari il processo di integrazione, è uno dei nostri principali obiettivi.

  • Servizi di informazione, orientamento e presa in carico socio/legale presso la sede centrale.
  • Servizi specifici per l’integrazione socio-lavorativa
  • Servizi di informazione e orientamento socio/legale alle Frontiere e presso le zone di ingresso aeroportuali e terrestri
  • Servizi di informazione e orientamento socio/legale nei centri di prima accoglienza e nei CIE
  • Servizi di informazione e orientamento socio/legale nei centri del Sistema SPRAR
  • Gestione di centri di accoglienza SPRAR

 

Inoltre sviluppiamo interventi rivolti a categorie particolarmente vulnerabili di rifugiati e richiedenti asilo (ad esempio le vittime di tortura, i minori, i genitori singoli con bambini ecc.)

  - Progetti di integrazione:

PROGETTO ROSARNO E POI?

PROGETTO "ROMA CITTA' APERTA"

PROGETTO "ORDINARIA INTEGRAZIONE"

- Interventi per categorie vulnerabili:

FRONTIERE MINORI

PROGETTO TIME FOR NEEDS: LISTENING, HEALING, PROTECTING

PROGETTO STARING AT THE SUN

PROGETTO RIGHT TO JUSTICE

PROGETTO RINNOVARE IN.VITO

PROGETTO "RIGHT TO REHABILITATION"

PROGETTO VI.TO Hospitality and Care of Victims of Torture

 

 

Informare la società per promuovere una cultura d’asiloomino3

Il CIR lavora attraverso attività di sensibilizzazione e informazione per promuovere tra gli italiani una migliore comprensione della condizione del rifugiato. Attraverso iniziative sociali e culturali vogliamo far capire chi sono le persone che arrivano nel nostro paese in cerca di protezione, quali i problemi che hanno e le risorse di cui sono portatori, per creare un ambiente sociale dove sia possibile una vera integrazione. Collaboriamo con i media e informiamo costantemente sulle nostre attività e sulle novità più rilevanti in materia d’asilo attraverso il nostro sito web e la nostra rivista mensile CIRnotizie.

 

400 F 15305491 dhqgNbVtOK2072Ac003hOOH9jHDRPBntIl ritorno volontario assistito

Sono sempre più i migranti che ritornano volontariamente nei Paesi di origine, spinti dalla crisi economica ma anche dalla nostalgia o dal voler reinvestire il capitale umano ed economico acquisito. Il ritorno volontario dimostra che le migrazioni non sono ad una sola direzione, ma sono fatte anche di ripartenze, di circolarità.

 

Dobbiamo anche ricordare che la Convenzione di Ginevra prevede il ritorno volontario come una delle 3 soluzioni durevoli di protezione, che evidentemente può interessare i rifugiati solamente nel momento in cui sono cessate le cause di persecuzione e si è manifestata la volontà spontanea di ritornare nel paese da cui si è stati costretti a fuggire.

 

La scelta volontaria del migrante di ritornare è l’imprescindibile premessa dello strumento del Ritorno Volontario Assistito. Il sostegno e l'assistenza, dalla preparazione del viaggio sino all’avvio di un processo di reintegrazione socio-lavorativa nel Paese di origine, ne sono necessario corollario al fine di promuovere un ritorno sicuro, dignitoso e sostenibile.

 

Il ritorno un processo complesso che si sviluppa in almeno tre fasi:

 

  1. 1.la decisione di tornare che deve essere presa consapevolmente e in maniera informata;
  2. 2.il rientro effettivo;
  3. 3.il processo di reintegrazione e normalizzazione nel Paese di origine.

 

 

Il CIR vuole migliorare la sostenibilità e l'efficacia del ritorno considerato come processo multidimensionale e olistico ed è attualmente il CIR è impegnato nell'implementazione di 3 differenti progetti:

  

 

 

Progetti del CIR con EU

Per tutelare i diritti dei rifugiati è essenziale il lavoro in una dimensione europea. Primo perché le normative comunitarie stanno ridisegnando il nostro sistema di protezione. In secondo luogo perché lo scambio di pratiche e attività svolte parallelamente e insieme ad altre organizzazioni di Paesi europei può favorire l’innalzamento degli standard di accoglienza e protezione, raggiungendo obiettivi altrimenti non raggiungibili con attività nazionale. Il CIR da sempre realizza progetti transazionali e partecipa a network europei per raggiungere questi obiettivi.