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Progetto “Time for Needs: Listening, Healing, Protecting”

“Time for Needs: Listening, Healing, Protecting”

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Un’azione comune per una valutazione adeguata delle particolari necessità delle vittime di torture e violenze

HOME / 2014 / AMIF / AG / ASYL / 7836 - Co-finanziato dall'Unione Europea

Il Mar Mediterraneo è diventato una delle tratte più pericolose al mondo per i migranti: nel 2016 (dati OIM al 20 ottobre 2016) su 4.899 decessi di migranti registrati in tutto il mondo ben 3.654 persone sono morte nel Mediterraneo. Gli Stati con frontiere sul Mediterraneo sono ogni giorno sotto pressione a causa del gran numero di arrivi via mare. Arrivi che pongono sfide cruciali nel fornire adeguati servizi di accoglienza e garanzie procedurali per i richiedenti asilo vulnerabili. Tra i "boat people" c'è infatti un consistente numero di vittime di tortura e di violenze, atti subiti non solo nei paesi d'origine, ma anche durante il viaggio: nei Paesi di transito, nel deserto e nel mare. Si stima infatti che tra il 5 e il 35% dei richiedenti asilo siano sopravvissuti a tortura. Mentre i disturbi da stress post traumatico possono colpire tra il 20-40% dei rifugiati e la depressione il 30-70%.

Con il progetto Time for needsvogliamo contribuire ad identificare quelle particolari esigenze delle vittime di tortura e di violenza estrema, in particolare donne e bambini, collegate alle procedure di asilo e alle condizioni di accoglienza, nonchè sviluppare standard di protezione armonizzati e pratiche in tutta l'Unione europea che siano specifici per questo gruppo target.

Il progetto, che terminerà nel mese di luglio 2017, coinvolge 7 partner in 6 paesi: CIR in ITALIA (ente Coordinatore), ADITUS a Malta, CPRin PORTOGALLO, ECRE in Belgio, FTDA in Francia, il GCRin Grecia e Zentrum ÜBERLEBEN gGmbH in GERMANIA.

Con questo progetto vogliamo facilitare il miglioramento dell'efficienza e dell'equità sia del sistema d’asilo sia degli standard di protezione per le vittime di tortura e violenza estrema, rafforzando il livello delle garanzie procedurali e dei servizi specifici di accoglienza per il gruppo target.

Per raggiungere questo obiettivo, porteremo avanti un lavoro di ricerca, a livello nazionale e internazionale attraverso rapporti, focus group, interviste qualitative e riunioni di esperti. Sarà anche realizzata un’iniziativa pilota, volta a sviluppare e diffondere uno strumento pratico validato per la valutazione dei bisogni delle vittime di tortura e di violenza estrema. Per elaborare questo strumento sarà adottato un approccio incentrato sui sopravvissuti a violenza e tortura e sul genere, grazie al coinvolgimento attivo dei beneficiari finali in tutto il progetto.

Identificheremo anche le migliori pratiche in materia di disposizioni legislative e prassi sull'identificazione, sulle garanzie procedurali e sui servizi di accoglienza nei confronti del gruppo target nei 6 paesi coinvolti nel progetto. Andremo anche a individuare eventuali gap tra le direttive europee e le leggi nazionali.

Sulla base di queste pratiche e dei risultati della ricerca elaboreremo standard base comuni - applicabili in tutta l'UE - per la valutazione della vulnerabilità in termini di bisogni legati alla procedura e all’accoglienza.

Per massimizzare l'impatto condivideremo i nostri risultati con attività di sensibilizzazione e di advocacy, organizzando eventi e coinvolgendo attori chiave a livello nazionale ed europeo.

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