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ASSISTENZA SANITARIA

assistenza-sanitaria-stranieri-comunitari-19Quali sono i miei diritti per l’assistenza sanitaria? 

I richiedenti asilo, i rifugiati, i beneficiari di protezione sussidiaria e internazionale godono della parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai cittadini italiani per quanto concerne l’assistenza sanitaria.

 

L’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale è obbligatoria e permette di ottenere la tessera sanitaria con indicazione del il medico di base (e del pediatra per i figli), le cure ambulatoriali e specialistiche, nonché i ricoveri in ospedale. L’assistenza sanitaria spetta altresì ai familiari a carico regolarmente soggiornanti

L’assistenza sanitaria, per tutti gli stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno (ovvero di lunga durata e con validità nell’area Schengen), è valida anche negli altri paesi dell’UE.

Nota bene:  i richiedenti  asilo  e  i loro familiari, inseriti nei servizi del sistema di protezione sono iscritti, a cura del gestore del servizio di accoglienza, al Servizio sanitario nazionale.

Come posso iscrivermi al servizio sanitario nazionale?

L’iscrizione avviene presso la A.S.L. territorialmente competente rispetto al domicilio riportato nel permesso di soggiorno. I documenti necessari sono: il permesso di soggiorno ( in alcune regioni viene anche accettato il cedolino) e il codice fiscale (che deve essere richiesto prima all’Agenzia Entrate territorialmente competente).

Se sei un richiedente asilo nei primi sei mesi dalla presentazione della domanda d’asilo non devi pagare il “Ticket”, perché non sei autorizzato a svolgere attività lavorativa.

Dopo 6 mesi, quando hai l’autorizzazione a lavorare, devi pagare il ticket a meno che non sei registrato come disoccupato alle liste del Centro per l’Impiego. L’iscrizione alle liste anagrafiche del CPI è fondamentale anche per i rifugiati e le persone sotto protezione umanitaria e protezione sussidiaria, i quali segnalando il loro stato di disoccupazione e la loro disponibilità a svolgere attività lavorativa, possono godere di tale esenzione.

Fonti legali

Art. 34 T.U. 286/98

Art. 27 D.lgs 19 novembre 2007, n. 251

Art. 10 D.lgs 140/2005

Circolare del Ministero della Sanità n. 5 del  24.3.2000

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