| Napolitano:
"Senza il contributo dei nuovi cittadini anche il fardello del
debito pubblico sarebbe più difficile da sostenere”
"Sono convinto che i bambini e i ragazzi venuti con l'immigrazione
facciano parte integrante dell'Italia di oggi e di domani, e
rappresentino una grande fonte di speranza. Si tratta di una
presenza che concorre ad alimentare quell'energia vitale di cui oggi
l'Italia ha estremo bisogno". Lo ha detto il Presidente Napolitano
in occasione dell'incontro con i nuovi cittadini italiani celebrato
al Quirinale nell'ambito del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Per il Capo dello Stato, "non comprendere la portata del fenomeno
migratorio e non capire quanto sia necessario il contributo
dell'immigrazione per il nostro Paese significa semplicemente non
saper guardare alla realtà e al futuro. Senza il loro contributo
futuro alla nostra società e alla nostra economia, anche il fardello
del debito pubblico sarebbe ancora più difficile da sostenere".
"Negli ultimi 20 anni, tra il 1991 e il 2011, il numero dei
residenti stranieri è aumentato di 12 volte. Tuttavia gli immigrati
che sono diventati cittadini sono ancora relativamente pochi, anche
se negli ultimi 10 anni c'è stato un notevole incremento.
All'interno dei vari progetti di riforma delle norme sulla
cittadinanza, la principale questione aperta - ha ricordato il
Presidente della Repubblica - rimane oggi quella dei bambini e dei
ragazzi. Molti di loro non possono considerarsi formalmente nostri
concittadini perché la normativa italiana non lo consente, ma lo
sono nella vita quotidiana, nei sentimenti, nella percezione della
propria identità".
Per il Presidente Napolitano, "è opportuno tenere presente che i
ragazzi di origine immigrata nella scuola e nella società sono non
solo una sfida da affrontare, ma anche una fonte di stimoli
fruttuosi, proprio perché provengono da culture diverse. E non deve
preoccupare il fatto che la loro sia un'identità complessa, non
necessariamente unica, esclusiva. Se noi desideriamo che i figli e
persino i nipoti o pronipoti dei nostri cittadini emigrati
all'estero mantengano un legame con l'Italia e si sentano in parte
anche e ancora italiani, non possiamo chiedere invece ai ragazzi che
hanno genitori nati in altri paesi di ignorare le proprie origini.
L'importante - ha affermato - è che vogliano vivere in Italia e
contribuire al benessere collettivo condividendo lingua, valori
costituzionali, doveri civici e di legge del nostro paese".
Quindi, "dobbiamo essere fieri del fatto che, pur mantenendo un
legame con le origini, essi esprimano la volontà di diventare
italiani. Questo, infatti, rappresenta un'attestazione importante di
stima e fiducia nei confronti del nostro Paese. Dobbiamo sentire una
forte responsabilità e un preciso dovere di non deludere questa fede
nell'Italia".
E il Presidente ha auspicato che l'Italia diventi "il più
rapidamente possibile un paese aperto ai giovani: nel lavoro, nelle
professioni, nelle imprese, nelle istituzioni. Le classi dirigenti
italiane e quelle europee, non devono mai dimenticare la
responsabilità che hanno verso i giovani, verso il loro presente e
per il loro futuro. E dall'attenzione al destino dei giovani non
vanno esclusi i ragazzi stranieri, i futuri nuovi italiani ai quali,
qualunque sia la loro origine, bisogna offrire opportunità non
viziate da favoritismi. Occorre smontare la convinzione che la
nostra sia una società nella quale le occasioni sono riservate solo
a chi appartenga a certi ambienti, solo a chi abbia i contatti
giusti".
Bisogna, invece, "valorizzare il merito", "far funzionare
quell'ascensore sociale che è rimasto troppo a lungo bloccato";
mettere "il merito e l'impegno al centro delle politiche, perché
valorizzare il merito non significa solo promuovere equità,
significa promuovere crescita". Il Capo dello Stato ha concluso con
un caldo "benvenuto" nella nostra comunità ai nuovi cittadini
partecipanti alla cerimonia: "a tutti voi che vivete in Italia i più
sentiti auguri per un futuro sereno. A tutti gli adulti e, se mi
consentite, a tutti gli anziani, l'invito ad impegnarsi perché
questo futuro possiate averlo".
Tratto dal sito-web Quirinale.it
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