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CONSIGLIO ITALIANO PER I RIFUGIATI: NEL 2011 FORTE AUMENTO DI UTENTI SU ROMA

13 gennaio 2012- Vogliamo innanzitutto constatare che il numero di persone che si sono rivolte al CIR di Roma si sono quasi triplicate nel 2011 rispetto all’anno 2010: da 1.835 persone assistite nell’anno precedente a 5.179 persone nel 2011. Effettivamente ci sono state molte giornate negli ultimi mesi dove la sede del CIR di Via del Velabro ha visto più di 50 persone in una mattinata.

Come si spiega questo forte aumento? Sicuramente riflette l’incremento complessivo del numero dei richiedenti asilo in Italia che è passato da un numero relativamente basso di circa 10.000 unità nel 2010 ad oltre 30.000 nel 2011 – non disponiamo ancora del dato statistico complessivo per l’anno che si è appena concluso.

Dall’altra parte rispecchia il fatto che il CIR Roma ha avuto in gestione alcuni progetti che prevedono contributi e sostegno diretto a rifugiati riconosciuti e a richiedenti asilo nell’ambito delle iniziative per favorire la loro integrazione. Effettivamente il 21% di tutte le persone che si sono rivolte al nostro sportello ha ricevuto un contributo materiale, anche se in alcuni casi si è trattato solo di una tessera mensile per i trasporti urbani per alcuni mesi.

Circa un terzo delle persone ha avuto colloqui approfonditi con le sezioni sociale e legale, e nel caso di un 2%, ovvero più di 100 persone, è stata considerata la necessità di inserirle in percorsi di riabilitazione psico-sociale all’interno dei progetti VI.TO. – trattandosi di persone che hanno subito un trauma estremo a causa di torture o violenze.

Le persone assistite dal CIR Roma nel 2011 provengo da ben 65 diversi paesi. Le nazionalità più numerose sono state: Eritrea (22% del totale); Etiopia ( 10%); Afghanistan (10%) e Somalia (8%).

Un altro aspetto rilevante è che più della metà delle persone che hanno beneficiato di un servizio da parte del CIR sono rifugiati riconosciuti (2.747); mentre meno di un quinto sono ancora richiedenti asilo.

Questo dato riflette, da un lato, la carenza di un programma nazionale per l’integrazione di rifugiati e, dall’altro, il fatto che il CIR già da tempo ha dato priorità a interventi volti a garantire l’accesso al mercato del lavoro e alla casa.

Non si può non menzionare in questo contesto l’importante progetto “Ritrovarsi per Ricostruire” che – con un fondo consistente dell’otto per mille dell’Irpef devoluto dai cittadini italiani alla diretta gestione statale per l’anno 2009 – è potuto intervenire, e non solo a Roma, precisamente in questi ambiti, per gettare le basi socio-economiche per il ricongiungimento familiare dei titolari di protezione internazionale e umanitaria. Tuttavia, la continuità di questo progetto adesso non è più garantita a causa della decisione del governo di non finanziare alcuna attività di assistenza ai rifugiati con il programma dell’otto per mille 2011; questo fatto, molto grave, secondo noi costituisce anche una violazione della legge.