PAKISTAN
| Forma di Governo: | Repubblica Islamica del Pakistan |
| Capo di Stato e del governo: | Generale Pervez Musharrah |
| Capitale: | Islamabad.
|
| Popolazione: | 165,5 milioni |
| Lingue ufficiali: | urdu, inglese, panjabi, pashto, sindhi, baluchi. |
| Religione: | musulmani, cristiani ed induisti. |
| Gruppi etnici: | Punjabi
48,2%,
Pashtu
13,1%,
Sindi
11,8%,
Saraiki
9,8%,
Undu
7,6%. |
| Reddito pro capite: | 475 dollari all’anno. |
Cenni storici
Il paese è diventato indipendente nel 1947, in seguito alla separazione dell'Impero Britannico delle Indie, in due domini: il Pakistan (a maggioranza islamica) e l'Unione Indiana ( a maggioranza induista). Questa separazione ha determinato sanguinosi scontri, ed ingenti spostamenti di popolazione (10 milioni di indù dal Pakistan in India e 7 milioni di musulmani in senso inverso). La separazione del Pakistan dal Bangladesh - avvenuta nel 1971 - è stata determinata da una sanguinosa guerra civile. Nel 1977 il generale Mohammed Zia ul-Haq ha spodestato il governo di Zufilkar Ali Bhutto, divenuto premier nel 1970 dopo le prime elezioni federali. Le nuove elezioni del 1988, hanno portato al potere Benazir Bhutto, figlia di Ali, ma il suo governo è caduto ben presto a causa di contrasti etnici nella regione del Sind che hanno altresì prodotto la crisi dei governi successivi. In questa situazione di instabilità permanente, i militari hanno mostrato di essere la forza determinante per la vita del Paese.
Situazione attuale
Nell'ottobre
del
1999,
un
colpo
di
Stato
militare
ha
portato
al
potere
il
generale
Perez
Musharraf
che,
dopo
aver
destituito
il
primo
ministro
Mian
Nawaz
Sharif,
ha
decretato
lo
stato
di
emergenza
e
sospeso
la
Costituzione,
sciogliendo
il
Parlamento
e
le
assemblee
nazionali
e
provinciali.
Il
generale
nel
1999
nominò
un
consiglio
nazionale
di
sicurezza
di
tipo
consultivo.
Nel
maggio
2000,
La
Corte
suprema
ha
decretato
legittimo
il
colpo
di
Stato
militare
dell'ottobre
99'
sotto
la
dottrina
della
necessità
,
ed
ha
dato
al
governo
tre
anni
di
tempo
per
completare
i
suoi
obiettivi
dichiarati,
scaduto
il
quale,
nel
paese
dovrebbero
tenersi
libere
elezioni.
In
più
occasioni
il
presidente
Musharraf,
ha
annunciato
di
voler
rimanere
in
carica
anche
dopo
le
elezioni
nazionali
e
provinciali
programmate
nel
periodo
tra
il
1
e
l'11
ottobre
2002.
Il
meccanismo
che
consente
al
presidente
di
rimanere
in
carica
è
tuttora
poco
chiaro.
Il
governo
ha
anche
cercato
di
riservare
un
terzo
dei
seggi
nelle
assemblee
locali
alle
donne,
e,
malgrado
i
tentativi
del
presidente,
ancora
dilaga
fortemente
il
fenomeno
della
corruzione.
Nel
1998
la
Camera
bassa
ha
approvato
un
emendamento
alla
Costituzione
che
pone
la
sharia
(legge
coranica)
e
la
sunna
(tradizione)
come
leggi
supreme
dello
Stato.
La
posizione
di
Musharraf
si
è
molto
rafforzata
dopo
l'11
settembre
2001,
appoggiando
la
politica
statunitense
di
intervento
in
Afghanistan,
contro
il
regime
talebano.
Situazione umanitaria
Nonostante
i
provvedimenti
governativi
per
la
salvaguardia
dei
diritti
umani,
nel
corso
del
2000
sono
aumentate
le
torture
ed
i
decessi
in
detenzione.
Malgrado
si
siano
registrati
alcuni
miglioramenti,
con
particolare
riguardo
alla
protezione
delle
minoranze
religiose,
rimangono
seri
problemi;
numerosi,
inoltre,
sono
gli
abusi
commessi
dalla
polizia:
violenze,
omicidi,
arresti
arbitrali
e
maltrattamenti.
Gli
ufficiali
responsabili
di
simili
azioni
sono
stati
trasferiti
o
sospesi,
ma
mai
arrestati
e
condannati.
La
tortura
da
parte
della
polizia
nel
corso
delle
custodie
cautelari,
spesso
contro
persone
detenute
ingiustamente,
continua
ad
essere
un
fenomeno
diffuso
ed
ha
provocato
la
morte
in
carcere
di
almeno
25
persone
nel
2000.
Il
Pakistan
è
ancora
un
paese
molto
povero.
Durante
il
2001,
il
governo
ha
cercato
di
attuare
una
serie
di
riforme
economiche,
per
cercare
di
cambiare
questa
situazione
anche
attraverso
il
sostegno
di
organizzazioni
non
governative
ed
aiuti
internazionali.
Donne e bambini
Il governo pakistano non protegge adeguatamente le donne dalle violenze, siano esse perpetrate in ambito domestico, all'interno della loro comunità o nelle carceri. Lo denuncia Amnesty International nel suo quinto rapporto sulle donne pakistane, spiegando che nel paese sono ampiamente diffuse le violenze domestiche. L'orrenda pratica di sfregiare il volto delle donne con gli acidi, rivela Amnesty, è purtroppo in aumento e Islamabad finora non ha fatto abbastanza per limitare la vendita di questi pericolosi prodotti o punire quegli uomini che intenzionalmente sfigurano le donne fino ad ucciderle. L'organizzazione per i diritti umani rivela inoltre che sopravvive la pratica dei "matrimoni obbligati", così come il traffico di donne, destinate a confluire nel mercato dei lavori domestici o della prostituzione. Non sono cessati nemmeno i delitti "d'onore", che anzi si verificano con cadenza quasi quotidiana, mentre emerge l'inquietante fenomeno dei "falsi delitti d'onore", compiuti sotto l'egida e l'alibi dell'onore, ma in realtà attuati per mere ragioni economiche. Il marito accusa la moglie di averlo disonorato frequentando un altro uomo molto ricco. La donna è dichiarata "Kari" (colei che reca vergogna) e viene uccisa, mentre il presunto amante, per essere perdonato, dovrà versare un cospicuo risarcimento al marito. Nonostante le promesse di una riforma della polizia, gli agenti continuano ad utilizzare la tortura per intimidire ed umiliare le recluse allo scopo di ricavarne denaro o informazioni utili. Continuano ad essere riferiti abusi su bambini in custodia di polizia. Alcuni membri dell'Associazione avvocati dell'Alta Corte di Lahore, che hanno visitato il campo di detenzione, hanno riferito di casi di abusi sessuali sui minori, da parte di membri dello staff e di altri compagni di detenzione. Nella prigione centrale di Hyderabad, sono stati scoperti dalla nuova amministrazione penitenziaria circa 50 minorenni, che erano state regolarmente oggetto di abusi sessuali da parte di detenuti adulti. Questi minorenni sono stati trasferiti in appositi istituti di pena per minori ed un'azione giudiziaria è stata annunciata contro il personale della prigione.