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La
mia nomina a Presidente del Consiglio Italiano per i Rifugiati si
inserisce in un momento politico fondamentale quale l'inizio di una
nuova legislatura che vede un esecutivo impegnato in un profondo
ripensamento della legislazione in materia di immigrazione. Una
revisione che sta toccando aspetti fondamentali della normativa vigente
ma che finora, almeno attenendosi alle dichiarazioni dei ministri
interessati, non ha ancora
interessato la materia dell'asilo. Credo fortemente che da questa
rielaborazione, e superamento, non possa essere escluso il diritto
d'asilo. Questo è un punto che voglio sia inequivocabilmente chiaro:
non può esistere nessuna revisione della normativa in materia di
immigrazione senza una contemporanea introduzione di una specifica legge
sull'asilo.
Una
legge sulla quale in Italia si continua a discutere in Parlamento da ben
7 anni e la cui assenza ci colloca in una posizione di assoluto
isolamento in Europa. Un'Europa che, al fine di raggiungere l'obiettivo
di costruire un comune sistema d'asilo, si sta dotando di una serie di
strumenti legislativi che definiscono in maniera sempre più precisa
diritti e doveri dei richiedenti asilo e rifugiati. Il nostro paese sta
rispondendo agli obblighi comunitari attraverso la trasposizione degli
atti europei in singole e disparate leggi. Non possiamo continuare a
recepire in maniera "casuale" tale insieme di nuove
disposizioni, che devono invece trovare la giusta ospitalità in una
norma unica, coerente ed esaustiva. Una legge che deve fare chiarezza in
materia, dando piena attuazione a tutti quei diritti previsti dalla
Convenzione di Ginevra, nonché dalla nostra Costituzione, che ancora
oggi trovano difficoltà ad essere pienamente riconosciuti in Italia.
Legge
che inevitabilmente dovrà, inoltre, prevedere una giusta copertura
finanziaria, una copertura che permetta di sviluppare una capillare
politica dell'accoglienza. Una politica che deve quindi tradurre il
cambiamento legislativo in una necessaria riprogrammazione delle
strategie economiche: liberare fondi dalle politiche di controllo per
utilizzarli nelle politiche di integrazione. Siamo infatti convinti che
solo una politica di chiara promozione dell'inclusione sociale, abbia
sicuri e duraturi effetti anche in termini di prevenzione.
In
questo momento storico il Consiglio Italiano per i Rifugiati non poteva
che rilanciare con forza la campagna per l'adozione della Legge organica
sull'asilo. Presentiamo quindi una proposta di legge organica che
abbiamo pensato, elaborato e finalizzato grazie al prezioso contributo
di molti "addetti del settore" e che qui abbiamo il piacere di
presentare nella sua forma approvata dal Comitato Direttivo del CIR.
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