Protezione

Garantiamo protezione attraverso attività di orientamento, assistenza legale e ricerca. 

Il concetto di protezione che promuoviamo è qualcosa di più di uno status giuridico dichiarato su un pezzo di carta.  Sottintende il riconoscimento di una condizione di esilio forzato, la necessità di assicurare alla persona un vero rifugio, dove i diritti civili e politici, i diritti economici, sociali e culturali di un individuo possano essere sempre rappresentati e tutelati e dove la dignità e libertà della persona possa essere promossa. Per questo realizziamo progetti che hanno l’obiettivo di migliorare il livello dei diritti e della loro fruizione da parte di richiedenti asilo e rifugiati.

Siamo presenti in 7 regioni italiane (Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Puglia, Sicilia) con sportelli informativi per assistenza legale e sociale, finanziati attraverso apposite convenzioni con gli Enti locali e nell’ambito di specifici progetti.

A Gorizia siamo presenti con uno sportello legale realizzato in collaborazione con la Caritas Diocesana di Gorizia, che si rivolge a richiedenti asilo e titolari di protezione.

A Bergamo il CIR gestisce in collaborazione e presso i locali della cooperativa Ruah uno sportello di assistenza socio-legale con specifici servizi di accompagnamento per vulnerabili. Gli utenti, sia richiedenti asilo che rifugiati, vengono accompagnati nel loro percorso di tutela anche grazie alla collaborazione con una rete di avvocati.

A Verona gestiamo uno sportello informativo aperto 2 volte a settimana presso i Servizi Comunali. Diamo assistenza a una media di 40 richiedenti asilo e rifugiati ogni settimana.

A Bologna realizziamo insieme alla CGIL uno sportello di consulenza socio-legale nel quale facilitiamo l’accesso al sistema di accoglienza.

A Roma abbiamo uno sportello di carattere sociale e legale aperto al territorio. Nel corso del 2019 abbiamo realizzato 1.739 colloqui di assistenza, di cui 96 per vittime di tortura, 269 di carattere legale, 693 di carattere sociale, 657 di prima assistenza e24 di carattere burocratico-amministrativo.

A Lecce dal 1997 è attivo lo sportello CIR per la consulenza legale in favore di migranti, richiedenti e titolari di protezione internazionale.L’utenza manifesta istanze di viario genere che attengono l’avvio della procedura per il riconoscimento dello status di Rifugiato e delle altre forme di protezione previste, l’accompagnamento presso la locale Questura, la richiesta di inserimento presso strutture governative di prima e seconda accoglienza, l’individuazione e la segnalazione agli enti preposti dei casi particolarmente vulnerabili (sia di persone con situazioni psichiche particolari sia di donne che cercano di allontanarsi dalla condizione di tratta e sfruttamento, sia ancora minori stranieri non accompagnati). 

A Nardò- attività di consulenza legale e mediazione linguistica in favore dei lavoratori migranti stagionali delle campagne salentine.  Dal 2014 il CIR è presente nel supporto dei lavoratori migranti stagionali presenti nelle campagne del Salento. Un cospicuo numero di lavoratori giunge difatti nel mese di giugno e fino al mese di settembre –ottobre nelle campagne neretine per occuparsi della raccolta delle angurie e dei pomodori. Il lavoro svolto è faticoso e scarsamente retribuito, spesso soggetto alle regole del reclutamento just in time. In questa zona d’Italia, come in molte altre, a presenza di gravi situazioni di sfruttamento e del caporalato rappresentano purtroppo ancora una caratteristica quasi strutturale di questo comparto produttivo.

A Catania gestiamo uno sportello di assistenza legale e sociale aperto ai richiedenti asilo e rifugiati presenti sul territorio e ospiti di altri centri d’accoglienza presenti in città e in provincia. Abbiamo quest’anno gestito 224 richieste di assistenza provenienti da persone fuori del sistema SPRAR.

È interessante notare che a seguito dell’approvazione del D.L. 113/2018, abbiamo implementato numerose pratiche di conversione di permesso di soggiorno per motivi umanitari in permesso per lavoro autonomo o subordinato, organizzando appositamente sessioni informative presso alcune strutture SPRAR attive sul territorio. Lo Sportello nel 2019 ha seguito 458 utenti e si sono registrati 1285 interventi.

I NOSTRI PROGETTI LEGALI

Progetto Crossing

Valore complessivo del progetto:249.499 euro

Budget CIR:25.096 euro

Ente Finanziatore:FSE – Regione Lazio

Periodo di implementazione:Novembre 2018 – Maggio 2020

Capofila:Speha Fresia Società Cooperativa

Partner:A Buon Diritto, Baobab, Diritti in Movimento, Asinitas, CIR, K_Alma, Medu

Obiettivo del progetto:Supportare, tramite lo sviluppo di una rete di servizi integrati linguistico-culturali, legali, sanitari, psicologici e di orientamento professionale, i migranti transitanti che, come progetto migratorio, hanno quello di raggiungere altri Paesi o altre città e che si trovano a Roma come tappa di transito del loro “viaggio”.

Ruolo del CIR e degli altri partner:Per rispondere alle esigenze di questa particolare tipologia di utenti, il progetto realizza un articolato insieme di attività:

  • Servizi di orientamento, informazione e presa in carico socio-legale presso un polo diurno/unità mobile (CIR, ABD, Baobab)
  • Rafforzamento delle competenze del gruppo target sia professionali che trasversali (Speha Fresia)
  • Alfabetizzazione alla lingua italiana e esperienze professionalizzanti con corsi di formazione e tirocini (Asinitas)
  • Riconoscimento titoli di studio e validazione delle competenze (Speha Fresia)
  • Screening sanitario e referral ai servizi specialistici sul territorio (Baobab)
  • Individuazione delle vulnerabilità dei soggetti più deboli (donne e neomaggiorenni) (Baobab)
  • Servizi di orientamento sanitario e prima assistenza medica (MEDU)
  • Servizi di supporto psicologico (CIR)
  • Narrazione e dialogo interculturale (Diritti in Movimento)

Risultati: Nell’ambito del progetto sono state riscontrate differenti problematiche sia in termini di accesso ai diritti che in termini di mancanza di servizi propedeutici all’integrazione.

Per rispondere alle complesse problematiche emerse il progetto ha assistito 299 persone (42 persone sono state assistite dal servizio legale del CIR). Inoltre sono state realizzate attività di screening psicologico e di individuazione di categorie vulnerabili, in particolare le vittime della tratta di esseri umani, le persone con disturbi psichici, le persone che hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale nel paese di origine e /o quello di transito) ai fini del referral.

La psicologa ha affiancato l’operatore legale nel raccogliere la storia personale e preparare il beneficiario al colloquio in Commissione, rilevando eventuali vulnerabilità e fragilità. Laddove siano individuati, durante gli incontri, casi particolarmente complessi che richiedano una presa in carico psicologica, si procede al referral alla psicologa del CIR.

Progetto Sherpa

Obiettivo: Costruzione e rafforzamento di reti networking tra enti pubblici e privati per il miglioramento dei livelli di gestione ed erogazione dei servizi amministrativi rivolti ai cittadini di paesi terzi, per garantire una reale integrazione un’effettiva partecipazione alla vita politica e sociale del Paese e il rafforzamento degli strumenti finalizzati al monitoraggio dei servizi di accoglienza finanziati dalla Prefettura stessa.

Budget:240.171,14 euro

Ente finanziatore: Ministero dell’Interno – FAMI

Periodo di implementazione:Luglio 2019 – Settembre 2020

Capofila:Prefettura di Verona

Partner:CIR e Coop. Sociale Servizi e Accoglienza “Il Samaritano” onlus – Caritas diocesana veronese.

Risultati:Il progetto ha sviluppato nuovi modelli per i servizi per i cittadini di paesi terzi per accrescere l’efficacia, l’efficienza e l’impatto dei servizi amministrativi erogati. Sin dall’attivazione del progetto si è provveduto a implementare le azioni previste. Inizialmente si sono avuti incontri tra gli operatori selezionati per condividere gli obiettivi generali e specifici e tra gli stessi e i funzionari della Prefettura per cercare di organizzare le attività progettuali e predisporre le modalità di affiancamento e supporto. Si è iniziato a comprendere le prassi operative e il funzionamento delle attività prefettizie interessate dal progetto. Si sono avuti, poi, incontri di rilevazione dei bisogni e prime forme operative di intervento. In particolare si è disposto l’affiancamento degli operatori nel controllo della documentazione amministrativa delle associazioni che gestiscono i CAS sul territorio e nelle visite ispettive di monitoraggio. Si è avuto accesso alle convenzioni con le associazioni di accoglienza e la relativa documentazione.

Gli incontri e le attività di affiancamento hanno permesso di avere uno sguardo attento e analitico sulle modalità operative per evidenziare punti di forza e criticità presenti e per poter iniziare a condividere eventuali elementi di risoluzione, per poter specificare al meglio l’azione di capacity building, in accordo e compartecipazione con i beneficiari stessi dell’azione. Abbiamo inoltre rafforzato delle attività di monitoraggio delle strutture di accoglienza temporanea realizzando il monitoraggio di 66 CAS. Per motivi di sicurezza sanitaria l’attività è stata sospesa fino alla scadenza del Progetto. Abbiamo inoltre garantito un supporto nelle pratiche burocratiche –amministrative in Prefettura rivolte a cittadini di paesi terzi e fornito un servizio di orientamento e accompagnamento con riferimento alla prassi e alla pratiche amministrative degli immigrati affiancando 7 funzionari.

 

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