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Rapporto SPRAR - Dati e cifre sull’accoglienza, oggi a Roma presentazione biennio 2009/2010

 

17 dicembre 2010- Oggi a Roma è stato presentato il Rapporto Annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati 2009/2010, realizzato dall’Anci in collaborazione con il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, e curato da Cittalia Fondazione Anci Ricerche.

A dieci anni dall’avvio del Sistema di protezione nazionale per richiedenti asilo e rifugiati il Rapporto intende analizzare l’evolversi dello SPRAR avvenuto nell’arco del decennio, i progetti per l’accoglienza, la rete degli attori locali coinvolti, i soggetti beneficiari e le risorse finanziarie impegnate per costruire il sistema italiano di accoglienza. Lo studio passa poi a considerare il biennio 2009/2010, i dati relativi all’arrivo, i percorsi dei beneficiari dei progetti SPRAR: sono gli interventi realizzati dagli enti locali per l’accoglienza e l’integrazione di quanti sono arrivati in Italia per cercare protezione, in fuga da persecuzioni, conflitti, violazioni di diritti umani.

Oggi alla presentazione del Rapporto sono stati invitati a parlare Flavio Zanonato sindaco di Padova e Vice Presidente Anci, Alessandro Gargani Vice segretario generale Anci, Angela Pria Capo Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, gli assessori alle Politiche sociali dei Comuni di Roma Sveva Belviso, Ragusa Rocco Bitetti e Torino Marco Borgione, il responsabile Area Welfare Anci Luca Pacini, la direttrice del Servizio Centrale SPRAR Daniela Di Capua e il delegato regionale di UNHCR per il Sud Europa Laurens Jolles.

I lavori della sessione pomeridiana saranno introdotti da Luca Menesini responsabile Consulta immigrazione Anci Toscana cui seguiranno Oliviero Forti responsabile Area immigrazione Caritas italiana, Filippo Miraglia responsabile Immigrazione ARCI nazionale, Christopher Hein Direttore CIR e Gianfranco Schiavone Consigliere nazionale ASGI. (fr)

 

Rapporto SPRAR in allegato


LEGGI DI SEGUITO LE NEWS DEDICATE ALLA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO

TRATTE DAL SITO WWW.ANCI.IT

 

Rapporto SPRAR - Cir, Arci e Asgi: “La Rete ottimo sistema, venga potenziata”

Nella conclusione di presentazione del Rapporto sono intervenuti Cristopher Hein, direttore del Cir, Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’Arci e Gianfranco Schiavone dell’Asgi


[17-12-2010] “Potenziamento dello SPRAR, diminuzione dell’impatto dei mega centri C.A.R.A. in favore del sistema SPRAR, creazione di una cabina unica di regia, che includa in questa le Regioni e un programma di re-inserimento dei rifugiati”. Questa la sintesi proposta da Cristopher Hein, direttore di CIR, organismo che ha voluto promuovere fortemente negli ultimi anni il sistema SPRAR. Nel suo intervento Hein sottolinea “l’enorme sviluppo ed evoluzione dell’andamento del trattamento dei rifugiati in Italia”. “Dieci anni fa sarebbe stato inimmaginabile avere una vastità di voci degli enti locali riuniti per parlare di rifugiati - spiega. Questo però comporta la responsabilità di garantire ai rifugiati il diritto d’asilo e un’accoglienza con livelli e costi standard. Io penso – conclude Hein - che dobbiamo promuovere programmi collegati con lo SPRAR, che necessitano però certamente di mezzi e risorse supplementari”. Sulla stessa lunghezza d’onda Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci, che ha voluto innanzitutto ringraziare l’Anci per “aver dato la parola all’Arci, considerando il fatto che i luoghi dove la mia associazione può esprimere la propria opinione sono sempre di meno”. Miraglia ha sottolineato come lo SPRAR “rappresenti uno di quei sistemi che anche le organizzazioni sociali hanno promosso con un lavoro di ‘persuasione’ presso gli enti locali e con un forte radicamento territoriale”. Ma non mancano le note dolenti: “Al momento c’è poca omogeneità nella gestione delle risorse, determinati progetti costano di più e offrono meno servizi di quelli che invece costano meno e presentano più servizi”. Inoltre per Miraglia è necessario “che sia riconosciuta l’esperienza degli enti di tutela, di certi enti di tutela, spesso questo nel nostro Paese non avviene, dando ad enti totalmente diversi e con livelli di esperienza molta distante tra loro la stessa importanza”. Infine Gianfranco Schiavone, consigliere nazionale ASGI che si è soffermato più che altro sul futuro dello SPRAR: ‘Nel giugno del 2011 ci sarà la presentazione di una ricerca prevista dal fondo FER che prevede l’analisi del sistema d’asilo nel suo complesso in Italia. Una ricerca che ad oggi non esiste, ma che con l’aiuto della base di dati raccolti anche dallo SPRAR possiamo presentare. Il sistema è una sperimentazione di successo, che cresce nel tempo e che nessuno vuole togliere. Il punto su cui mi interrogo è se possiamo pensare di andare verso il prossimo decennio solo con un ampliamento del quantitativo, senza un ‘ampliamento normativo’”. Per Schiavone “va definito un piano nazionale di accoglienza che chiarisca le competenza delle responsabilità locali, e garantisca il diritto a godere di un programma individuale di sostegno all’inclusione sociale”. (am/mb)


 

Rapporto SPRAR - Dal 2002 oltre 26mila i richiedenti asilo e rifugiati accolti nel sistema di protezione

In aumento il numero dei minori non accompagnati richiedenti asilo, nel 2006 gli accolti erano 31, nel 2009 sono stati 320

[17-12-2010] Dal 2002 al 2009 sono stati accolti nella rete SPRAR oltre 26mila richiedenti asilo e rifugiati. Più alta la percentuale degli uomini (74%) rispetto alle donne (26%). Inoltre, in totale sono oltre 500 i bambini che dal 2005 al 2009 sono nati da una mamma accolta nei progetti SPRAR.
I paesi del Corno d’Africa e l’Afghanistan rappresentano la principale area di origine dei beneficiari accolti, in particolare figurano Eritrea (17%), Somalia (9,6%), Afghanistan (8,4%) ed Etiopia (5,8%). In prevalenza si tratta di giovani uomini singoli (la percentuale maschile è nettamene superiore rispetto a quella femminile) piuttosto che nuclei familiari. Tuttavia dai dati si evince che il numero di famiglie accolte nei centri SPRAR è in crescita rispetto al 2003, un segno del cambiamento nella programmazione dei servizi erogati dai centri.
Inoltre, dal 2001 al 2009 si è assistito ad una modifica della tipologia di status degli accolti: se infatti nei primi anni del sistema di accoglienza predominava la categoria dei richiedenti asilo (74%), successivamente, a seguito di innovazioni di carattere normativo, hanno prevalso altre forme di protezione (status di rifugiato, protezione umanitaria e sussidiaria). Si ricorda infatti che “con il recepimento delle direttive europee e l’adozione del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251, la domanda di riconoscimento dello status di rifugiato viene di fatto sostituita con la domanda di protezione internazionale intesa come istanza diretta ad ottenere lo status di rifugiato o lo status di protezione sussidiaria”.
Infine, uno sguardo alle categorie vulnerabili accolte nei centri SPRAR: da una prima analisi dei dati si rileva che nel caso delle donne in stato di gravidanza o con figli le cifre sono abbastanza equilibrate negli anni, anche se si riscontra una minima flessione dal 2007, un dato che conferma la tendenza ad una diminuzione del numero di donne accolte nei centri.  
Diverso lo scenario per i minori non accompagnati: tra il 2006 e il 2009 si registra un sostanziale aumento delle presenze dei minori all’interno dei progetti SPRAR, si passa da 0,6% a punte pari al 4,1%, segno anche della conseguente necessità di rafforzare i progetti di accoglienza specifici per i minori. (fr)  

Rapporto SPRAR - Dal 2003 cresce il numero degli enti locali che hanno aderito alla rete di accoglienza

Negli ultimi anni si è registrato un incremento dei progetti rivolti all’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, ma anche alla integrazione attraverso azioni rivolte all’inserimento scolastico, lavorativo, abitativo e alla cura dei più vulnerabili

[17-12-2010] Comuni in prima linea sul fronte dell’accoglienza. Lo dimostrano i dati del Rapporto annuale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Anno 2009/2010 dove, oltre ai numeri e alle cifre relativi all’ultimo biennio, vengono anche definiti gli interventi realizzati dagli Enti locali per dare concretezza al diritto di asilo negli ultimi dieci anni.
Una cifra vale per tutte: in crescita il numero degli enti locali che ha aderito alla rete SPRAR, infatti, gli enti locali titolari di progetti territoriali erano 50 nel 2003 e sono diventati 123 nel 2009. Stessa sorte quella toccata a regioni e province dove si è registrato un incremento dei centri SPRAR. Dal Rapporto si evince che i Comuni sono piuttosto “fedeli” al sistema: dei 50 enti locali presenti nel 2003, il 72% ne fa ancora parte. In generale quelli presenti nella rete sono i Comuni di dimensione medio-grande, tra i 30mila e i 100mila abitanti, distribuiti su tutto il territorio nazionale per garantire una copertura totale del servizio.
Dal 2003 si è anche registrato un rafforzamento un incremento dei progetti presentati negli interventi destinati alla integrazione attraverso azioni rivolte all’inserimento scolastico, lavorativo, abitativo e alla cura delle persone più vulnerabili. Tra i servizi attivati dagli enti locali, con percentuale crescente dal 2003 ad oggi, figurano assistenza legale e sanitaria, assistenza sociale, mediazione linguistico-culturale, attività multiculturali, inserimento scolastico dei minori, servizi per l’alloggio e servizi per l’inserimento lavorativo. (fr)     

 

Rapporto SPRAR - Minori: nel 2009 circa 300 gli accolti nel sistema di protezione. Solo il 6% sono di genere femminile

Rispetto al 2008 non si sono registrate modifiche sulle nazioni di provenienza dei minori. Il primato spetta all’Afghanistan seguito da Somalia, Eritrea, Costa d’Avorio e Nigeria

[17-12-2010] Nel 2009 sono stati 320 i minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo accolti nello SPRAR. Di questi 132 sono stati finanziati dal Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’asilo (FNPSA) per il biennio 2009/2010, 63 posti sono stati invece attivati dagli enti locali con parte dei finanziamenti Otto per mille assegnati all’Anci dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e i restanti 34 posti sono stati attivati in via straordinaria nell’agosto 2008. Nel biennio 2009/2010 si è verificata una disponibilità complessiva pari a 229 posti.
Rispetto allo scorso anno non si sono registrate modifiche sulle nazioni di provenienza dei minori. Il primato spetta all’Afghanistan (115 accolti) seguito da Somalia (53), Eritrea (36), Costa d’Avorio (16) e Nigeria (16). Anche nel 2009, seppure con percentuali più basse rispetto al 2008, si registra una bassissima percentuale di ragazze rispetto ai coetanei di sesso maschile, solo il 6% delle femmine accolte nello SPRAR rispetto al 94% dei maschi. Anche per i minori l’ingresso nel nostro Paese avviene principalmente via mare (86,5%) rispetto ad altre tipologie di ingresso. (fr)

Rapporto SPRAR - Nel 2009 accolti circa 8mila richiedenti e titolari di protezione internazionale


Il primato dell’accoglienza spetta al Lazio con quasi un quarto delle accoglienze totali. Seguono Sicilia, Lombardia, Puglia e Calabria

[17-12-2010] Nel 2009 il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati si è fondato su 138 progetti di accoglienza che hanno messo a disposizione circa 3000 posti per un totale di 7.845 beneficiari tra richiedenti e titolari di protezione internazionale.
Il primato dell’accoglienza spetta al Lazio (1.950 accoglienze) con quasi un quarto delle accoglienze totali (la differenza è creata dalla città di Roma), a seguire Sicilia (1.297 accoglienze), Lombardia (1.008), Puglia (625) e Calabria (511). I dati sono contenuti nel Rapporto annuale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Anno 2009/2010. Tornando al prospetto regionale dell’accoglienza SPRAR il divario è netto tra le regioni italiane in quanto netta è anche la differenza dei progetti e dei posti messi a disposizione: 25 i progetti nella regione Lazio a fronte dei due progetti riscontrati in Molise, Sardegna e Basilicata.
Nel 2009 i 138 progetti di accoglienza vedono coinvolti 123 enti locali (103 Comuni, 17 province e 3 Unioni di Comuni) per un totale di 68 (su 109) province interessate e di 19 regioni.
Quest’anno si è verificato un parziale cambiamento rispetto alla nazionalità maggiormente rappresentata nel Sistema di protezione: più alta la percentuale delle persone che hanno beneficiato dell’accoglienza provenienti dalla Somalia (15%), Eritrea (14%), Afghanistan (13%), Nigeria (10%) e Costa d’Avorio (5%). E’ evidente la netta prevalenza di persone provenienti dal Corno d’Africa, regione dalla quale è costante il flusso delle migrazioni forzate. 
Il tragitto per raggiungere il nostro Paese avviene attraverso il Mediterraneo. Come si evince dai dati il 67,4% dei beneficiari SPRAR risulta essere entrato in Italia via mare, soltanto il 12,4% attraverso la frontiera aeroportuale e il 6,6% attraverso una frontiera terrestre. 
Tra i beneficiari predominano gli uomini (75%) rispetto alle donne (25%) e i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni (40%) seguiti dalla classe di età 26-30 (22%) e 31-40 (19%). Più bassa la percentuale riferita alla classi di età 0-17 (14%) e 41-60 (5%). Inoltre, nel 2009 complessivamente sono state accolte 715 famiglie composte per lo più da due componenti (50%).
Rispetto al 2008 si riscontrano differenze anche per quanto riguarda lo status giuridico delle persone accolte. La percentuale più alta (32%) resta quella dei richiedenti asilo, comunque in diminuzione rispetto al 2008 (43%), sono aumentati i beneficiari con la protezione sussidiaria (27% nel 2009 rispetto all’11% del 2008), e sono invece in calo i titolari di protezione umanitaria (23% nel 2009 rispetto al 33% nel 2008). (fr)

Rapporto SPRAR - Minori: nel 2009 circa 300 gli accolti nel sistema di protezione. Solo il 6% sono di genere femminile


Rispetto al 2008 non si sono registrate modifiche sulle nazioni di provenienza dei minori. Il primato spetta all’Afghanistan seguito da Somalia, Eritrea, Costa d’Avorio e Nigeria

[17-12-2010] Nel 2009 sono stati 320 i minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo accolti nello SPRAR. Di questi 132 sono stati finanziati dal Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’asilo (FNPSA) per il biennio 2009/2010, 63 posti sono stati invece attivati dagli enti locali con parte dei finanziamenti Otto per mille assegnati all’Anci dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e i restanti 34 posti sono stati attivati in via straordinaria nell’agosto 2008. Nel biennio 2009/2010 si è verificata una disponibilità complessiva pari a 229 posti.
Rispetto allo scorso anno non si sono registrate modifiche sulle nazioni di provenienza dei minori. Il primato spetta all’Afghanistan (115 accolti) seguito da Somalia (53), Eritrea (36), Costa d’Avorio (16) e Nigeria (16). Anche nel 2009, seppure con percentuali più basse rispetto al 2008, si registra una bassissima percentuale di ragazze rispetto ai coetanei di sesso maschile, solo il 6% delle femmine accolte nello SPRAR rispetto al 94% dei maschi. Anche per i minori l’ingresso nel nostro Paese avviene principalmente via mare (86,5%) rispetto ad altre tipologie di ingresso. (fr)

Rapporto SPRAR - Quasi la metà delle persone uscite dai progetti ha conseguito abitazione o lavoro, ruolo donne sempre più strutturale


[17-12-2010] Circa la metà degli adulti usciti per integrazione dallo SPRAR ha un’età compresa tra i 18 e i 27 anni, più del 36% tra i 28 e i 37 anni, con il 12% segue la fascia di età compresa tra 38 e 47 anni e infine circa il 2% ha più di 48 anni. E’ quanto emerge dal rapporto SPRAR 2009-10. Nella maggior parte si tratta di persone single (84,2%), viceversa i nuclei familiari rappresentano l’8,6% e i nuclei monoparentali il 7,2%. Quasi la metà delle persone uscite dai progetti SPRAR nel corso dell’anno 2009 ha conseguito un’abitazione autonoma o un lavoro, il profilo che emerge delle persone uscite per integrazione conferma le aspettative: uomini single provenienti soprattutto dall’Eritrea, dalla Somalia e dall’Afghanistan, specialmente giovani tra i 18 e i 27 anni. Dal rapporto si nota inoltre il ruolo sempre più strutturale delle donne, che seppur numericamente minoritarie, hanno maggiori possibilità di inserimento lavorativo rispetto agli uomini, questo perché la capacità di trovare un lavoro per le donne è aumentata parallelamente alla crescita di lavori femminili quali colf o baby-sitter. L’analisi riguarda le donne prevalentemente single, differente la situazione di quelle migrate a seguito del marito per le quali spesso il proprio futuro è orientato entro le mura domestiche e caratterizzato dalla difficoltà di confronto con il nuovo contesto.
E’ nel territorio di accoglienza che i progetti SPRAR possono sviluppare una rete di conoscenze e di opportunità, sia lavorative che abitative, affinché i migranti trovino nel territorio concrete possibilità di inserimento. I risultati dell’indagine confermano questo trend, oltre i due terzi delle persone infatti che escono per inserimento socio-economico trova, nel territorio del proprio progetto di accoglienza, il lavoro, la casa o entrambi. Altro fattore da evidenziare è quello relativo al fatto che in Italia le politiche per l’immigrazione hanno un carattere ancora fortemente emergenziale, le istituzioni sono quindi portate a dare poco rilievo alle politiche sociali per l’integrazione dei migranti, più attenti alla gestione dell’inserimento si sono rivelati invece gli enti locali con l’attuazione di politiche sociali che compensano in parte i limiti di quelle nazionali. (am)

Rapporto SPRAR - Rifugiati, cambiati nell’ultimo decennio i paesi di provenienza e le rotte utilizzate per giungere in Italia


[17-12-2010] I rifugiati in Italia, alla fine del 2009, erano circa 55mila, mentre il numero delle nuove istanze di asilo presentate alle commissioni territoriali sono state 17.603, quasi la metà in meno rispetto al 2008 (-42,3%). E’ quanto emerge dal rapporto SPRAR 2009-10 in relazione al fenomeno delle migrazioni forzate. La caduta significativa dei numeri relativi ai migranti giunti via mare sulle coste italiane nel corso del 2009 (-90%) hanno influito sul decremento nelle domande di asilo, interrompendo un trend positivo che continuava ininterrottamente dal 2004.
L’andamento delle domande presentate in Italia nel corso degli ultimi 10 anni ha presentato un ritmo discontinuo, in diminuzione dal 2000 al 2005 dopo l’alto numero di istanze presentate nel ’99 da cittadini provenienti dall’ex Yugoslavia, e in aumento significativo sino al 2008, per poi fare ritorno nel 2009 ad un livello simile a quello registrato nel 2001. Dal rapporto emerge come nell’ultimo decennio il fenomeno, pur registrando delle oscillazioni notevoli, non ha registrato una variazione significativa dal punto di vista quantitativo, modificazioni profonde invece sono state osservate per quanto riguarda i paesi di provenienza e le rotte utilizzate per giungere in Italia.
Alla fine del decennio scorso la maggior parte delle domande di asilo erano presentate da cittadini provenienti dalla ex Jugoslavia o curdi provenienti dall’Iraq e dalla Turchia che giungevano via mare o via terra attraverso il confine italo-sloveno, nell’ultimo biennio la maggior parte delle istanze è stata avanzata da cittadini in fuga da Africa e Asia, percorrendo la rotta balcanica settentrionale, quella turca o greca, o  sperimentando nuove rotte (come ad esempio dalla Tunisia verso la Sardegna). Il maggior numero di riconoscimento dello status di rifugiato ha riguardato, per l’anno 2009, cittadini provenienti da Eritrea (411), Somalia (252), e Afghanistan (214), che risultano i maggiori destinatari anche della concessione di protezione sussidiaria, ma in tale contesto la Somalia ha superato di gran lunga (2193) l’Eritrea (914) e l’Afghanistan (501). (am)

Rapporto SPRAR - Zanonato: “Esercitiamo azione prevista dalla Costituzione, la rete si è dimostrata efficiente, efficace e di estrema elasticità”


Sono le parole espresse dal vicepresidente dell’Anci durante la presentazione del Rapporto Annuale del Sistema per i richiedenti asilo e rifugiati 2009/10

[17-12-2010] “Esercitiamo un’attività prevista dalla Carta costituzionale che all’articolo 10, comma 3, della Costituzione fa riferimento proprio al diritto di asilo nel territorio della Repubblica italiana, questa attività da dieci anni la svolgiamo attraverso lo Sprar, con risultati ottimi e direi di estrema importanza”. Sono le parole di Flavio Zanonato, delegato Anci all’immigrazione e vicepresidente dell’associazione dei Comuni, durante la presentazione del rapporto annuale del Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati in corso a Roma. Zanonato ha ricordato “come il numero delle persone che si sono rivolti alla Rete negli anni sia aumentato, ma che il numero delle persone che riusciamo ad accogliere è ancora al di sotto delle persone che le varie situazioni lo richiederebbe”. Per il vicepresidente Anci “la rete fornisce di anno in anno ottimi risultati riguardo alle procedure di inserimento e integrazione, nel rapporto sono presenti vari esempi, ed inoltre lo Sprar si è dimostrato un modello molto elastico rispetto all’evolversi delle storie relative all’immigrazione in Italia negli ultimi dieci anni”. Infine il sindaco di Padova, che ha voluto ringraziare il dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, nella persona del prefetto Angela Pria, “ha ricordato come attualmente sono centoventitre i Comuni presenti nella Rete e che il Rapporto presentato presenta dati di estremo interesse dai quali si può partire per effettuare diverse analisi sul tema”. (am)


 

Rapporto SPRAR - Il sistema d’accoglienza come strumento per la costruzione di cittadinanza, alcuni esempi


[17-12-2010] “L’opportunità di interpretare il sistema di accoglienza come una strategia d’investimento, orientato su un modello di matrice territoriale di servizi per l’accoglienza in grado di operare con logiche sistemiche, così da confrontarsi in modo costruttivo con la complessità di fattori che caratterizzano le problematiche dei rifugiati”. E’ questa una delle analisi finale contenute nel rapporto SPRAR 2009-10 che sottolinea quanto importante sia la funzione fondamentale che i progetti d’accoglienza svolgono per l’inserimento in società dei rifugiati, concentrando l’attenzione sulla centralità di attuare i giusti percorsi formativi e di dotare con adeguati strumenti educativi le persone durante la loro permanenza nei centri. 
I progetti d’accoglienza aspirano a valorizzare le potenzialità delle persone, fornendo strumenti di supporto per sviluppare competenze. L’utilità sociale di questi programmi appare evidente nelle dichiarazioni di un giovane etiope 19 enne, riprese dal rapporto: “ Arrivato in Italia l’accoglienza era umana, hai il diritto di chiedere quello vuoi, sei libero, nessuno ti perseguita e non hai problemi di chiedere vestiti, cibo, per fare degli esempi”.
Lo studio, inoltre, pone l’accento sull’opportunità di interpretare il sistema d’accoglienza come una strategia d’investimento in grado di supportare i rifugiati nel crearsi le basi per un futuro autonomo, come testimoniano le parole di un altro rifugiato: “Sì c’era questa aspettativa, arriverò lì e la situazione sarà differente, non sarà da paragonare alla situazione in Etiopia o in altri paesi, l’Italia è l’Italia, l’Italia è in Europa. Sono arrivato qua e le situazioni erano oltre la possibilità dell’offerta presente. Ho imparato che dopo la prima accoglienza, per esempio qui, senza trascurare nessuna parte della situazione, parliamo con italiani, eccetera, senza riserva ci sono persone che solidarizzano con noi, e comunque è tutto alla luce del sole, questa libertà non è minima, è massima, ci incoraggia pure e ho imparato un’altra cosa, quest’accoglienza che ti dà fiducia c’è, tutto dipende dalla persona, quindi mi devo muovere ecco, devo cercare di inserirmi e devo fare qualcosa”. Lo studio, in conclusione, porta alla luce un rapporto tra la costruzione di una cittadinanza e la possibilità di instaurare una relazione tra la persona e il contesto. I progetti d’accoglienza aspirano a valorizzare le potenzialità delle persone, fornendo strumenti di supporto per sviluppare competenze e costruire reti interpersonali. (mb)

Rapporto SPRAR - Prefetto Pria: “Ministero Interno assicura piena collaborazione ai Comuni impegnati in accoglienza”


Parla il Capo Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione del ministero “Lo SPRAR è un servizio che funziona, ora però serve tutto l’impegno per incrementare il servizio, a cominciare dal numero di posti a disposizione per l’accoglienza”

[17-12-2010] “I Comuni sono il front office per gli stranieri che entrano nel nostro Paese e che richiedono asilo. Gli enormi tagli ai bilanci comunali imposti dalla manovra hanno reso ancora più difficili le operazioni per l’accoglienza. Da parte nostra assicuriamo tutto l’impegno per essere più vicini alle figure dei sindaci impegnati nei progetti territoriali avviati per assicurare asilo”.

Così Angela Pria, Capo Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno nel suo intervento al convegno in corso di svolgimento a Roma per la presentazione del Rapporto Annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati 2009/2010.

“In questi dieci anni di attività - ha detto – il sistema è risultato vincente, i dati e le cifre che abbiamo a disposizione lo dimostrano. Ora però – ha aggiunto - serve tutto l’impegno per incrementare il servizio di accoglienza. Per cominciare sarebbe utile aumentare i posti a disposizione dello SPRAR perché è un sistema che funziona, ma per farlo – ha aggiunto il Prefetto - dovremo anche fare i conti con le risorse a disposizione”.

Un’altra importante esigenza è quella di “far conoscere lo SPRAR. Oggi – ha denunciato il Prefetto Pria - il servizio è più legato al quotidiano, è conosciuto da chi ci lavora e meno diffuso dalla società civile”.

Ma come si raccorda lo SPRAR con le altre misure di accoglienza sostenute dal ministero dell’Interno? Per la responsabile il raccordo “è più che positivo, perché è un’attività che si svolge sul territorio, vicina soprattutto a chi arriva nel nostro paese dove trova un punto di riferimento da dove riuscirà a costruirsi una nuova vita”. (fr)
 

Rapporto SPRAR - Jolles (UNHCR): “Rafforzare risorse destinate per garantire ai rifugiati miglior inserimento nel tessuto sociale”

[17-12-2010] “Il rapporto menziona come le reti degli enti locali si siano estese, presentando nel complesso un risultato molto promettente e positivo. Allo stesso tempo, però,  vorrei incoraggiare un potenziamento e ampliamento delle risorse destinate allo SPRAR, perché rappresenta una parte indispensabile del sistema di supporto ai rifugiati.” Queste le parole di Laurens Jolles, delegato regionale di UNHCR per il Sud Europa durante la presentazione del Rapporto Annuale 2009/2010 dello SPRAR, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati che si è tenuto a Roma. Nel suo intervento Jolles ha voluto sottolineare come “una politica d’integrazione positiva possa promuovere l’inserimento dei rifugiati e prevenire il rischio di intolleranza e discriminazione. È in questo contesto che la rete SPRAR ha voluto incentrare i propri sforzi sul ruolo degli enti locali. Risulta indispensabile potenziare ancora di più questo strumento, valorizzando quegli attori e quelle reti che funzionano. La dimensione locale va rafforzata perché è il contesto in cui il rifugiato costruirà il proprio futuro”. Il delegato di UNHCR, ha riconosciuto anche come molto positiva la recente attivazione di 3000 nuovi posti per i rifugiati che aderiscono al progetto SPRAR, in particolare dei 500 destinati a categorie particolari, 50 dei quali riservati a persone con disagi e problematiche psicologiche. L’accento è stato posto anche sull’opportunità di garantire ai rifugiati un futuro dignitoso in Italia: ”Attualmente i rifugiati che devono lasciare i C.A.R.A, il più delle volte si trovano in una situazione di vuoto. Secondo noi  - conclude Laurens Jolles -  bisogna rafforzare e mettere in atto nella prima parte dell’accoglienza,ovvero subito dopo il riconoscimento anagrafico dei rifugiati,una forma di assistenza mirata che metta i neo riconosciuti in grado di inserirsi meglio nel tessuto sociale”. (mb)

Rapporto SPRAR - Saggion (Comune Roma): “Co-progettare e coordinare istituzioni territoriali per creare struttura operativa leggera”

[17-12-2010] “Oggi è diventato obbligatorio saper lavorare insieme e due sono i concetti fondamentali nella gestione dei progetti d’accoglienza: la necessità di una co-progettazione e co-programmazione tra gli attori locali. Nell’ultimo anno, si è provato a coinvolgere i soggetti istituzionali con un protocollo tra tutte le istituzioni territoriali, ovvero Comuni, Province, Regione e Anci”. Questo l’intervento di Maurizio Saggion, rappresentante del Comune di Roma, durante la conferenza tenutasi a Roma, per la discussione del rapporto SPRAR 2009/2010, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, portato avanti dal Ministero dell’interno, dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, e Anci. “Attualmente a Roma sono cinque le committenze istituzionali coinvolte, per un totale di 22 centri d’accoglienza presenti sul territorio. Il coordinamento interistituzionale in materia territoriale appare necessario, affinchè tutti i soggetti si adoperino per valorizzare le proprie competenze e vocazioni territoriali”. Saggion conclude il suo intervento mettendo in evidenza l’opportunità di “creare una struttura operativa leggera, che cessi di avere un’ottica auto-referenziale, che sappia piuttosto relazionarsi e confrontarsi con altri sistemi, quali quello della formazione e del lavoro”. (mb)

Rapporto SPRAR - Di Capua: “Positivo il bilancio dei dieci anni di sistema di accoglienza, ora è necessario ampliare la rete”

[17-12-2010] “Ampliare la rete di accoglienza e il numero di posti disponibili è il nostro punto di arrivo per garantire a tutti gli aventi diritto di essere ammessi, senza distinzione”.

Parole di Daniela Di Capua, direttrice del Servizio Centrale SPRAR nel suo intervento al convegno per la presentazione del Rapporto annuale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati dove ha espresso piena soddisfazione per l’annuncio del Prefetto Pria di garantire la massima disponibilità da parte del ministero dell’Interno per i Comuni impegnati nelle operazioni di assistenza.

Presentando sinteticamente i numeri più significativi contenuti nel Rapporto, Di Capua ha spiegato che lo studio, “rispetto alle versioni precedenti è più diversificato”, e ha annunciato che “la novità introdotta quest’anno è che non si limita ai dati, ma intende offrire spunti di riflessione che saranno utili punti di partenza su alcuni temi importanti, quello dell’integrazione e della programmazione futura”.

Obiettivo della giornata di oggi era quello di presentare i numeri e fare un bilancio di dieci anni di sistema di accoglienza per l’integrazione: oltre 26mila i richiedenti e titolari di protezione internazionale che sono stati accolti dallo SPRAR, 123 Comuni, Province e Unioni di Comuni coinvolti nel servizio di assistenza, e 130 progetti territoriali per circa 3mila posti di accoglienza.

Parlando dei dieci anni dello SPRAR Di Capua ha detto: “in questo decennio i progetti territoriali sono quasi triplicati, passando da un numero pari a 50 progetti a 138. Il numero dei minori accolti è salito dai 31 del 2006 ai 320 accolti nel 2009”.

Infine, uno sguardo alle risorse: in dieci anni di sistema italiano di accoglienza sono stati stanziati 170 milioni di euro. Per lo Stato si è trattato di un costo medio di 17 euro per persona accolta. Gli enti locali hanno contributo con un co-finanziamento di almeno 35milioni di euro. (fr)