REPUBBLICA DEMOCRATICA del CONGO
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| Forma di Governo: | Repubblica |
| Capitale: | Kinshasa |
| Superficie: | 2.344.885 km ² |
| Densità: | 20 ab./km |
| Popolazione: | 50 milioni |
| Religione: | cattolici 48%,protestanti29%, musulmani 1,4% |
| Unità monetaria: | franco congolese |
Confini e territorio:
La Repubblica De-mocratica del Congo confina a nord con la Repubblica Centro africana e il Sudan, a nord est con l'Uganda, ad est con il Ruan-da, il Burundi e la Tanzania, a sud est con la Zambia, a sud ancora con la Zambia e l'Angola ed a Ovest con la Repubblica del Congo. Inoltre si affaccia, sempre ad Ovest e per un piccolo tratto, sull'Oceano Atlanti-co. Il territorio corrisponde più meno al ba-cino del fiume Congo, conca vastissima coperta dalla foresta equatoriale e dalla sa-vana, limitata a sud dalle terre dell'Africa australe, ad est dall'altopiano dei Grandi Laghi, a nord dai paesi della fascia sudane-se. La parte centro occidentale è costituita da una pianura percorsa dal fiume Congo. Ad est il rilievo assume aspetti alpestri e l'altopiano è rotto da fosse occupate in par-te dai laghi Tanganica e Kivu.
Popolazione:
L'indice di fecondità (6,7‰) è elevatissimo, come anche quello di mortalità (17,1‰), soprattutto per quanto riguarda i bambini (110,2‰). La speranza di vita è bassa: gli uomini arrivano in media a 45 anni e le donne a 48. Il principale gruppo etnico è costituito dai Bantu, un insieme di più sottogruppi (Luba, Lunda, Kongo, Mongo, ecc.) caratterizzati da culture e strutture sociali diverse. Un'esigua minoranza di pigmei vive nel cuore della foresta tropicale.
Cenni storici:
Gli
europei
vennero
a
sapere
dell'esistenza
dello
Zaire
dai
resoconti
del-le
esplorazioni
effettuate
da
Livingstone
tra
il
1840
e
il
1870.
Nel
1876
il
re
del
Belgio
Leopoldo
II,
fondò
l'Associazione
Interna-zionale
Africana
allo
scopo
di
finanziare
le
spedizioni
dell'avventuriero
Henry
Stanley.
La
Conferenza
di
Berlino
riconobbe
il
pae-se
africano
come
proprietà
del
re
belga.
Il
Belgio
acquisì
poi
il
Congo
come
sua
colo-nia
nel
1908.
Sin
dai
primi
anni
la
colonia
congolese
venne
sistematicamente
sfruttata
per
le
ricche
miniere
di
rame
e
per
gli
altri
metalli
del
Katanga.
Per
reprimere
le
nume-rose
rivolte
anticoloniali
si
fece
sempre
ri-corso
all'uso
della
forza.
Le
prime
norme
liberalizzatrici
furono
in-trodotte
nella
colonia
solo
nel
1957.
Queste
permisero
la
nascita
dei
primi
partiti
politici
africani.
Nacquero
alcuni
movimenti
indipendentisti.
Nel
1960
il
Congo
riuscì
ad
ottenere
l'indipendenza.
Joseph
Kasavubu
fu
eletto
presidente.
Patrice
Lumumba,
che
tanto
a-veva
dato
alla
causa
dell'indipendenza
con
il
suo
Movimento
Nazionale
congolese
fu
proclamato
primo
ministro.
Lumunba
ven-ne
poi
assassinato
dopo
un
colpo
di
stato.
Ne
seguì
una
guerra
civile
durata
fino
al
1963.
L'ex
comandante
dell'esercito
Sese
Seko
Mobutu
prese
il
potere
nel
1965
cam-biando
il
nome
al
paese
in
Zaire.
Fino
alla
fine
degli
anni
'70
l'ex
colonia
belga
era
il
maggior
esportatore
mondiale
di
cobalto,
il
quarto
produttore
al
mondo
di
diamanti
e
tra
i
primi
dieci
per
la
produzio-ne
di
uranio,
rame,
manganese
e
stagno.
Il
cobalto
utilizzato
dall'industria
aereounati-ca
e
spaziale
degli
Stati
Uniti
proveniva
per
la
maggior
parte
dallo
Zaire.
Questo
spiega
perché
nel
1980
le
potenze
occidentali
de-cisero
di
intervenire
negli
affari
interni
del
paese
per
garantirsi
il
controllo
dei
giacimenti
minerari
strategici.
L'economia
del
paese
passò
di
fatto
sotto
il
controllo
diretto
del
Fondo
Monetario
Internazionale
i
cui
esperti
da
Kinshasa
ne
supervisionava-no
tutta
la
contabilità.
Mobutu
nel
1990
decretò
la
fine
del
sistema
monopartitico,
introdusse
il
pluralismo
e
promise
elezioni
libere
entro
un
anno.
Cen-tinaia
di
associazioni
e
di
gruppi
etnici
chiesero
di
essere
legalizzati.
Gli
studenti,
delusi
dal
suo
operato,
chiesero
le
sue
di-missioni.
La
rivolta
fu
repressa
nel
sangue
dalla
guardia
presidenziale.
Nel
1994
si
creò
un
focolaio
di
tensioni,
nell'est
dello
Zaire,
per
l'afflusso
massiccio
di
rifugiati
provenienti
dal
Ruanda
a
causa
del
genoci-dio
in
corso
in
quel
paese.
La
salita
al
pote-re
in
Ruanda
del
Fronte
Patriottico
Ruande-se
indusse
vari
paesi
occidentali
a
diminui-re
la
pressione
nei
confronti
di
Mobutu,
di
nuovo
considerato
come
un
potenziale
alle-ato.
Nel
1996
le
milizie
ruandesi
unite
a
quelle
zairesi
cominciarono
un'opera
di
pulizia
etnica
nella
regione
ad
est
del
Masisi,
ucci-dendo
i
rifugiati
hutu
presenti
in
quella
zo-na.
Il
regime
di
Mobutu
fu
seriamente
minac-ciato
nel
momento
in
cui
si
unirono
varie
fazioni
in
un'alleanza
guidata
dal
leader
guerrigliero
Laurent-Désiré
Kabila.
Nel
1997
Kabila
e
gli
altri
oppositori
di
Mobutu
conquistano
con
facilità
quasi
tutto
il
paese.
Iniziò
una
mediazione
internazionale
della
quale
facevano
parte
Sud
Africa,
Stati
Uni-ti,
Francia
e
Belgio.
Lo
stesso
Nelson
Mandela
si
interessò
alla
questione
e
propose
un
incontro
diretto
fra
Mobutu
e
Kabila
su
una
nave
in
acque
internazionali.
Nello
stesso
anno
però
Kabila
si
auto-proclamò
presidente
costringendo
Mobutu
a
fuggire
in
Marocco.
Il
nuovo
governo
cambiò
il
nome
del
paese
trasformandolo
in
quello
di
Repubblica
Democratica
del
Congo.
Alla
fine
del
1997
uno
studio
dell'associazione
umanitaria
Medici
senza
frontiere
documentò
i
massacri
commessi
dalle
forze
di
Kabila
e
dalle
truppe
ruandesi
che
avevano
appoggiato
la
deposizione
di
Mobutu.
Nell'aprile
del
1998
Kabila
si
disse
disposto
a
permettere
l'ingresso
degli
ispettori
ONU
per
indagare
sulle
atrocità,
pur
dichiarandosi
in
disaccordo
con
i
meto-di
usati
dall'or-ganismo
internazionale.
Situazione attuale:
Attualmente
il
Congo
è
ancora
in
piena
guerra.
Il
sanguinoso
con-flitto
iniziato
nel
1996
coinvolge
anche
e-serciti
stranieri.
Il
16
gennaio
2001
Lau-rent-Désirée
Kabila
è
stato
assassinato
da
una
sua
guardia
del
corpo.
Il
potere
è
passa-to
in
mano
al
figlio
Joseph
Kabila
che
deve
fronteggiare
truppe
ribelli
sia
nel
nord
che
nell'est
del
paese.
Il
leader
congolese
ucciso
era
appoggiato
nella
sua
guerra
da
Uganda
e
Ruanda.
Ora
le
alleanze
sono
mu-tate
ed
il
Congo
è
in
guerra
con
gli
alleati
di
un
tempo.
Anche
lo
Zimbawe
ed
altri
paesi
africani
sono
coinvolti
nel
conflitto.
Alcuni
osservatori
e
studiosi
hanno
definito
questo
conflitto
come
"la
prima
guerra
mondiale
africana".
Una
delle
cause
che
ha
scatenato
la
guerra
in
Congo
è
la
lotta
per
il
possesso
delle
ricche
miniere
di
diamanti
del
Kisan-gani.
Inoltre,
le
ingenti
risorse
minerarie
del
paese
hanno
da
sempre
fatto
gola
a
molte
nazioni,
incluse
quelle
occidentali,
le
quali
con
le
loro
ingerenze
negli
affari
interni
congolesi
hanno
frequentemente
condizio-nato
le
scelte
politiche
dello
Stato
africano.
L'elezione
di
Joseph
Kabila
quale
capo
del-lo
Stato
avviene
nel
contesto
di
un
signifi-cativo
impegno
per
la
conclusione
della
guerra
civile.
A
fine
marzo
è
partita
la
mis-sione
dei
110
osservatori
militari
delle
Na-zioni
Unite
provenienti
dall'Uruguay.
Han-no
il
compito
di
verificare
l'osservanza
dell'Accordo
di
Lusaka
dell'estate
1999
da
parte
degli
eserciti
dei
due
schieramenti
in
conflitto,
Ruanda,
Uganda
e
Burundi
con
i
ribelli,
Angola,
Zimbawe
e
Namibia
con
Joseph
Kabila.
La condizione umanitaria:
Negli
ultimi
22
mesi
di
guerra
si
contano
purtroppo
oltre
3.000.000
morti.
In
aumento
gli
scontri
ar-mati,
con
maltrattamenti,
torture,
stupri,
uccisioni
extragiudiziali,
molte
delle
quali
a
danno
di
civili
disarmati.
Del
tutto
violate
le
libertà
di
associazione
ed
espressione.
Un
rapporto
Unicef
afferma
che
un
bambi-no
su
tre
è
rimasto
orfano
di
uno
o
entrambi
i
genitori;
in
alcune
zone
questa
percentuale
sale
al
44%.
Un
altro
triste
capitolo
è
quello
della
situa-zione
dei
rifugiati.
Oltre
330
mila
si
trova-no
nella
Repubblica
Democratica
del
Con-go.
Di
questi,
175
mila
provengono
dall'Angola,
70
mila
dal
Sudan,
50
mila
dal
Ruanda
e
altre
decine
di
migliaia
dal
Bu-rundi,
Uganda
e
Repubblica
del
Congo.
Le
persone
sfollate
all'interno
del
paese
sareb-bero
circa
200mila.
Inoltre
sono
circa
350
mila
i
rifugiati
pro-venienti
dalla
Repubblica
Democratica
del
Congo
che
hanno
cercato
asilo
nei
paesi
limitrofi.
Oltre
110
mila
sono
in
Tanzania,
circa
100
mila
in
Zambia.