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Rifugiati del Corno
d’Africa nel Sinai, continua la tragedia.
Sottosegretario
Mantica risponde su profughi eritrei
4 novembre 2011- Sulla
drammatica vicenda della questione dei profughi e rifugiati eritrei
in Egitto è intervenuto il Sottosegretario agli Esteri Alfredo
Mantica, rispondendo ad un'interrogazione del deputato Pdl Renato
Farina. La posizione del CIR
AGENZIA
AGENPARL SU SOTTOSEGRETARIO AGLI
ESTERI ALFREDO MANTICA
(AGENPARL) - Roma, 03
nov - "Il Governo italiano è pienamente consapevole della questione
dei profughi e rifugiati eritrei in Egitto, anche sulla base dei
rapporti che il Ministero degli esteri, riceve periodicamente
dall'Agenzia Habeshia per la cooperazione allo sviluppo. Il Governo
si è ripetutamente attivato - anche al più alto livello - con le
autorità egiziane, rappresentando l'attenzione e la sensibilità con
cui le istituzioni italiane e l'opinione pubblica internazionale
guardano alla vicenda, ed esprimendo il vivo auspicio che si possa
arrivare entro tempi brevi ad una soluzione positiva". Così ieri il
Sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, rispondendo ad
un'interrogazione del deputato Pdl Renato Farina.
"Nonostante la crisi
politica in Egitto - prosegue Mantica - la nostra Ambasciata al
Cairo ha continuato a seguire la questione con la massima
attenzione, mantenendo contatti con le autorità egiziane, con le
Organizzazioni Internazionali competenti e con le ONG più coinvolte
nella vicenda, oltre che con la Delegazione dell'Unione Europea,
ricordando il forte interesse italiano nei confronti della
situazione degli eritrei e per chiedere aggiornamenti su eventuali
sviluppi o nuove notizie sulla loro sorte. Nei contatti intercorsi,
le autorità egiziane hanno sempre evidenziato come il Governo e le
forze di sicurezza siano impegnati nel contrasto dei traffici di
esseri umani condotti dai beduini nel Sinai, ed in generale nella
lotta ad ogni forma di sfruttamento e di abuso nei confronti della
persona umana. Le autorità del Cairo hanno inoltre confermato la
presenza di Eritrei in alto Egitto (Aswan e Luxor in particolare),
affermando peraltro che essi ricevono assistenza dall'UNHCR venendo
in alcuni casi trasferiti in Etiopia, su base volontaria, per essere
accolti nei due campi dell'Alto Commissariato. Come noto, il Sinai,
anche per le clausole di pace con Israele (che prevedono divieto di
introdurre armi pesanti e blindati nella zona di frontiera), rimane
una zona difficile da monitorare e particolarmente esposta ai colpi
di mano delle tribù beduine più instabili e riottose, i cui traffici
e azioni illecite Il Cairo cerca di contrastare da anni. La
situazione di sicurezza della zona è peraltro andata peggiorando in
questa delicata fase di transizione, rendendo più arduo il compito
delle autorità egiziane che ritengono di essere «vittime» e non
responsabili di queste incresciose vicende. A livello UE, dopo aver
sensibilizzato la Commissione sull'importanza da noi attribuita alla
vicenda, abbiamo segnalato la questione alla Delegazione dell'Unione
Europea al Cairo, che ha anch'essa effettuato un passo presso il
Ministero degli esteri egiziano al fine di ottenere informazioni ed
avviare possibili iniziative, cui da parte italiana non si
mancherebbe di concorrere. Anche il Parlamento Europeo è intervenuto
a più riprese sulla questione. L'Italia ha intrapreso contatti anche
con le principali organizzazioni internazionali competenti, ed in
particolare con l'Alto Commissariato per i Diritti Umani (UNHCR),
l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e le ONG più
direttamente interessate".
"Da questi contatti -
conclude il Sottosegretario - è emerso che le autorità egiziane
abbiano consentito loro di visitare i centri di Luxor ed Aswan. In
sintesi, nel quadro dell'incessante azione posta in essere per
promuovere il rispetto dei diritti umani a livello globale, il
Governo italiano rimane impegnato a continuare a svolgere un'azione
di sensibilizzazione sul Cairo affinché si possa superare questa
drammatica vicenda umanitaria e giungere alla liberazione, dei
prigionieri. La nostra azione proseguirà anche a livello comunitario
per stimolare il raggiungimento di un adeguato livello di
collaborazione tra l'UE e l'Egitto nel settore migratorio per
assicurare la necessaria assistenza in loco ai migranti e ai
richiedenti asilo".
CIR: Rifugiati del
Corno d’Africa nel Sinai – continua la tragedia
Vogliamo ricordare che
il primo febbraio di quest’anno presidenza e direzione del CIR
insieme a Don Mose Zerai dell’Agenzia Habeshia hanno avuto un
incontro con il sottosegretario Mantica e il sottosegretario Craxi
sulla situazione dei profughi nel Corno d’Africa nel Sinai.
Più di otto mesi fa
dalla Farnesina sono state dette le stesse cose che oggi ripete
Mantica.
Nel frattempo c’è
stata una rivoluzione in Egitto, c’è un nuovo governo che ha
dimostrato una certa apertura, almeno a parole, per il rispetto dei
diritti umani – ma purtroppo la situazione rimane sostanzialmente
invariata. Continuano nel Sinai sequestri, torture, estorsioni,
senza che ci sia un intervento incisivo da parte delle autorità
egiziane.
Non vogliamo mettere
in dubbio che l’Ambasciata Italiana al Cairo e le Organizzazioni
Internazionali si interessano a questa tragedia che si consuma da
oltre un anno ai danni di rifugiati del Corno d’Africa; purtroppo
dobbiamo però constatare con massima preoccupazione che risultati
fin ora non si vedono.
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