Rotta balcanica

Se nel 2019 nelle tre rotte del Mediterraneo (occidentale, centrale e orientale) si assiste ad un considerevole calo degli arrivi complessivi, sulla rotta che attraversa i Balcani i flussi aumentano tanto da rendere tale percorso una delle principali vie d’accesso all’Europa.

Secondo i dati riportati negli ultimi Europe Monthly Report di UNHCR relativi ai mesi di settembre e ottobre 2019:

  • In Serbia a settembre sono stati registrati 700 nuovi arrivi tra richiedenti asilo e migranti, il più alto numero di ingressi nel Paese da febbraio 2016;
  • Nel nord della Macedonia a settembre è stata stimata una media di 169 arrivi al giorno;
  • In Bosnia ed Erzegoniva alla fine del mese di ottobre si contano 8.146 richiedenti asilo e migranti (circa il 60% dell’intera regione), 289 dei quali sono minori non accompagnati.

I respingimenti alla frontiera e il ricorso alla violenza sono pratiche ampiamente riportate in tutta la regione. Eppure, gli occhi dei media sono puntati agli sbarchi e alle operazioni di salvataggio in mare che avvengono lungo le coste del Mediterraneo. Ciò che accade nei Balcani sembra passare inosservato.  

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