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19 settembre 2006

 

Rapporto statistico UNHCR: continua a diminuire il numero di domande d’asilo presentate nei paesi industrializzati

Secondo quanto riportato nell’ultimo rapporto statistico dell’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), pubblicato lo scorso 19 settembre, prosegue incessante la tendenza al ribasso del numero di domande d’asilo presentate nei paesi industrializzati. Il rapporto, basato su dati provvisori forniti dai governi all’UNHCR, indica che durante i primi sei mesi del 2006 in Europa, Nord America, Australia, Nuova Zelanda e Giappone sono state complessivamente presentate 134.900 domande d’asilo.

Tale cifra rappresenta una diminuzione del 14 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando furono inoltrate 156.300 domande e il 15 per cento in meno rispetto al semestre precedente (luglio–dicembre 2005), quando furono presentate 158.800 domande.
Lo scorso anno si è registrato il numero più basso di richiedenti asilo nei paesi industrializzati dal 1987. Le stime relative alla prima metà di quest’anno indicano, per il 2006, un ulteriore abbassamento del record. In Europa, durante il primo semestre del 2006, sono state complessivamente presentate 97mila nuove domande d’asilo, il 19 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2005 – erano state 120.200 - e il 21 per cento in meno rispetto al semestre precedente.
Una tendenza simile si è registrata nei 24 paesi dell’Unione Europea per i quali sono disponibili i dati, con un calo del 20 per cento del numero delle nuove richieste d’asilo (89.200) rispetto al primo semestre 2005 (112.200) e del 21 per cento in meno rispetto al semestre precedente (luglio–dicembre 2005).

Negli anni scorsi, l’80 per cento delle domande d’asilo nei paesi industrializzati veniva presentato in Europa. Nell’ambito dei 36 paesi inclusi nel rapporto, la quota europea di domande d’asilo è ora scesa al 70 per cento. Allo stesso tempo, durante il primo semestre del 2006 la quota americana è cresciuta fino a circa il 30 per cento. La quota australiana e neozelandese è invece rimasta invariata a circa l’1 per cento del totale. Questi cambiamenti sono il risultato della diminuzione del numero di persone che fanno domanda d’asilo in Europa, tendenza che può essere attribuita all’introduzione di politiche più restrittive in materia d’asilo nel continente, nonché al miglioramento delle condizioni in alcuni dei principali paesi di origine dei richiedenti asilo.
Tra i paesi presi in esame dal rapporto, il maggior numero di domande di asilo è stato presentato negli Stati Uniti – 25mila, il 19 per cento del totale - seguiti da Francia (16.400), Regno Unito (13.900), Germania (10.600) e Canada (10.100).

I paesi da cui proviene il maggior numero di domande sono invece Cina (8.800), Iraq (8.500), Serbia-Montenegro (8.000), Russia (6.900) e Turchia (4.600). Tra le poche nazionalità di cui si registra una crescita delle domande, c’è l’Iraq, che ha fatto registrare un aumento del 25 per cento rispetto ai sei mesi precedenti e del 50 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

FONTE: UNHCR