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Vertice
italo-francese, lettera alla Commissione e al Consiglio Europeo:
primo commento del Direttore del CIR Hein
27 aprile 2011-
Vogliamo raccomandare ai visitatori del nostro sito l’attenta
lettura della lettera congiunta a firma di Berlusconi e Sarkozy al
presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy e al Presidente della
Commissione Europea Barroso. Una lettura che lascia molto, ma molto,
perplessi.
Vogliamo qui
analizzare solo alcuni punti cominciando con il “nuovo partenariato”
con Paesi terzi, ovvero con Paesi vicini alla sponda Sud del
Mediterraneo. Si ritorna al linguaggio minaccioso e , se vogliamo,
post-coloniale del Consiglio Europeo di Siviglia del giugno 2002, 10
anni fa. Se “Siviglia” era sotto l’influenza degli attentati dell’11
settembre, la presa di posizione odierna non è certamente dettata da
un atto terroristico, ma da un processo di democratizzazione in
paesi nordafricani i cui governi erano i migliori amici di chi ha
sottoscritto questa lettera. Un sostegno a questi paesi che oggi
viene sottoposto alla condizione esplicita di un loro impegno nel
bloccare le partenze irregolari dalle loro coste. E a loro si vuole
imporre Frontex – fin qui non autorizzato ad operare in Paesi terzi
– per realizzare un tale “impegno”. Naturalmente anche la
riammissione di migranti fa parte di questa “cooperazione”. E
parlando di “partenze illegali” non può mancare immediata la
menzione alla “lotta alle organizzazioni criminali”. Il primo
capitolo della Lettera, quello del nuovo partenariato, dedica 2 dei
4 capoversi al contrasto dell’emigrazione irregolare. Un altro
capoverso è dedicato, si potrebbe pensare, ai rifugiati. Ma
guardando bene l’appello agli Stati membri dell’Unione Europea
riguarda l’aiuto a programmi di protezione in loco; invece nessuna
menzione di programmi di protezione nel territorio dell’Unione.
Interessante,
comunque, l’ultima frase di questo paragrafo, anche se formulata in
modo estremamente vago e poco impegnativo, che invita a riflettere
su “certe forme di facilitazione per la mobilità delle persone
nell’area del Mediterraneo” che, con una interpretazione benevola
potrebbe significare finalmente costruire ponti per arrivi regolari
verso il territorio dell’Unione.
Positiva è certamente
anche la previsione della protezione temporanea nel caso di un
afflusso massiccio di profughi dalla Libia. Da notare che non si
parla necessariamente di cittadini libici, ma anche di profughi
originari di altri paesi, per esempio Africa sub-sahariana, che si
trovano in Libia.
Quando poi si parla di
regime europeo comune d’asilo non può mancare, inevitabilmente, di
nuovo, la lotta alla criminalità organizzata nell’ambito
dell’accesso dei servizi di sicurezza alla banca-dati Eurodac. Da
ricordare che fin qui il Regolamento Eurodac non permette tale
accesso e appare molto rischioso che dati di tale sensibilità, in
quanto si riferiscono a richiedenti asilo, possano finire nelle mani
incontrollabili dei servizi segreti.
La lettera non si
stanca di sottolineare in ognuno dei paragrafi l’importanza del
rafforzamento di Frontex che senza mezzi termini viene considerato
“il cuore del sistema europeo di controllo delle frontiere”. Su
questo argomento, e solo su questo, la lettera scende in dettagli
operativi proponendo una tempistica certa – entro giugno, ovvero due
mesi – per la revisione del Regolamento Frontex. Da ricordare che
tale revisione richiede anche il voto del Parlamento Europeo.
Meno chiara la
proposta di una revisione dell’acquis Schengen. La possibilità di
ristabilire temporaneamente controlli alle frontiere in caso di
difficoltà eccezionali è già prevista nell’attuale norma e non
costituisce nessuna novità tranne quella di una sottolineatura più
pubblicistica che contenutistica.
in allegato la lettera
italiano -
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