DONNE VITTIME DI VIOLENZA

La violenza di genere, che colpisce più frequentemente le donne, viene riconosciuta a livello internazionale quale violazione dei diritti umani. Vi sono donne soggette ad abusi per aver trasgredito alle norme sociali o culturali della propria società di appartenenza, donne vittime di matrimonio forzato, violenza domestica, stupro o mutilazioni genitali.

Come documentato da ricerche sul tema e dalle esperienze degli operatori del settore, almeno il 50% delle donne che hanno visto riconoscersi un tipo di protezione ha subito una forma di violenza di genere nei paesi di origine o nei paesi di transito.

La violenza per le donne in fuga rappresenta al contempo una costante e una variabile della loro esistenza, un’esperienza drammatica che inizia nel paese di origine e che cambia forma durante la fuga e nel paese di accoglienza.

Con i nostri progetti vogliamo contribuire alla corretta e precoce identificazione delle donne vittime di violenza nell’ambito della procedura di protezione internazionale, metter in atto meccanismi volti alla loro protezione e adottare misure finalizzate al loro recupero fisico, psicologico e sociale attraverso un approccio multidisciplinare.

SARAH: Acronimo inglese di sicura (safe), consapevole (resilient), capace (able) e ascoltata (heard). A protezione e sostegno delle donne migranti vittime della violenza di genere.
Ente Finanziatore:
REC – Right, equality and citizenship programme
Periodo di implementazione: 2020 – 2021
Budget CIR: €99.959,40 

Obiettivi del progetto: Il progetto SARAH ha l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sul tema della violenza di genere e sui diritti delle vittime tra le popolazioni migranti, delle sfide che queste persone devono affrontare per accedere ai servizi di assistenza alle vittime ai policy-makers di quattro stati membri dell’Unione Europea e di sviluppare degli strumenti necessari per migliorare l’accesso ai servizi di sostegno alle vittime per le donne migranti vittime di violenza di genere. Il progetto si basa sui risultati di un altro progetto finanziato dall’Unione Europea che ha identificato un metodo di consulenza per le donne rifugiate vittime di violenza di genere (CCM-GBV) implementato tra il 2017 e il 2019 che include un Manuale e dei materiali di formazione sviluppati nel corso del progetto.  Obiettivo del progetto è che i risultati vengano adottati da governi e organizzazioni per proteggere e assistere meglio le donne migranti, per ridurre il rischio di fenomeni di violenza di genere e per migliorare le risposte di quanti offrono servizi legati a questo fenomeno.

Attività del progetto: Le attività del progetto si svolgono i 4 stati membri dell’UE: Germania, Grecia, Finlandia e Italia. Il progetto è coordinato dall’European Institute for Crime Prevention and Control (HEUNI) e da altri partner come il Consiglio Greco per i Rifugiati (GCR) il SOLWODI Deutschland e.V, il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) e il Setlementti Puijola in Finlandia. E’ previsto:

  • Organizzazione di 70 Info-Caffè per 700 donne migranti
  • Produzione di 4 podcast
  • Organizzazione di 7 riunioni con 7 policy-maker per raggiungerne 100
  • Scrittura di una sintesi di policy che descriva le principali sfida di assistenza alle vittime
  • Offerta di 1600 sessioni di consulenza alle donne migranti vittime di violenza
  • Sviluppo di uno strumento strategico per migliorare l’approccio delle organizzazioni nella lotta contro la violenza di genere nei processi migratori
  • Formazione di 210 professionisti per poter meglio identificare, assistere e/o indirizzare le donne migranti vittime di violenza di genere

Nell’attuazione del progetto ci siamo impegnati a rispettare i seguenti principi:

  • La violenza di genere è una violazione dei diritti umani e le vittime hanno diritto a servizi specifici e focalizzati.
  • Essere un migrante/rifugiato crea sicuramente dei rischi aggiuntivi per la nascita di fenomeni di violenza di genere. Questo non significa che tutte le donne migranti/rifugiate siano vittime di questo tipo di violenza. Ci impegniamo quindi a non descriverle come vittime ma anche come persone.

TRIPS – Identification of trafficked international protection beneficiaries special needs
Ente Finanziatore: Commissione Europea – Fondo AMIF
Periodo di implementazione: Gennaio 2020 – Gennaio 2022
Valore complessivo del progetto: €335.401,13
Capofila: Forum Refugies – Cosi (Francia)
Partner:CIR, Immigrant Council of Ireland (Irlanda), Organizace Pro Pomo Uprchlikum ZS (Rep.Ceca), Commission des Eglises Aupres des migramts en Europe Aislbl (Belgium).

Obiettivo del progetto:Il progetto intende favorire l’identificazione di rifugiati e beneficiari di protezione sussidiaria vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo (donne ed uomini) allo scopo di individuare i loro bisogni specifici in relazione ai processi di integrazione nella società di accoglienza con un approccio mirato alle loro situazione specifica. il progetto propone di analizzare il nesso fra la protezione internazionale e il traffico di esseri umani attraverso il prisma dei bisogni specifici dei beneficiari di protezione internazionale vittime della tratta a scopo sessuale e lavorativo. Si mira inoltre a fornire alle autorità nazionali e alle organizzazioni della società civile gli strumenti per affrontare le questioni trasversali dell’integrazione (protezione, alloggio, riabilitazione, accesso al mercato del lavoro, formazione, inclusione, sostegno psicosociale e sicurezza) e per migliorare le relazioni e il partenariato con le altre organizzazioni. Tale strumento saranno un toolbox europeo e nazionale (tarato ad hoc per ciascun paese partner secondo quanto emerso dalla ricerca), che consentirà ai professionisti di settore di individuare e rispondere quanto più efficacemente ai bisogni e alle esigenze specifiche dei beneficiari.

Principali attività:

  • Desk research volta a raccogliere, attraverso la compilazione di un questionario comune per tutti partner, informazioni circa il quadro normativo di riferimento e i rapporti pubblicati relativi alle politiche e alle prassi nazionali in tema di integrazione di vittime di tratta. La ricerca sarà integrata con quanto raccolto in sede di field research.
  • Field research: incontri con attori coinvolti nel processo di integrazione dei beneficiari di progetto sia provenienti dal circuito istituzionale e associativo. Sono chiamati ‘focus group’ e hanno l’obiettivo di indagare quali siano i bisogni specifici emersi secondo l’esperienza di chi accompagna le vittime della tratta nel percorso di inclusione sociale. Seguirà anche una ‘national discussion’, che invece coinvolgerà attori istituzionali e i cui dibattiti forniranno elementi più coerenti e dettagliati sui temi già affrontati nei focus group per la elaborazione del toolbox nazionale.
  • Toolbox comune europeo per professionisti: mira a fornire agli esperti le linee guida su come agire, quali pratiche adottare, il referral da attuare e, infine, su come fornire un orientamento personalizzato e condizioni adeguate di integrazione nel momento in cui si identifica e si prende in carico un/a beneficiario/a di protezione internazionale vittima di tratta.
  • Toolbox nazionale: adattamento del toolbox europeo al contesto italiano
  • Sessioni di formazione per i professionisti e diffusione del toolbox nazionale
  • Eventi europei e nazionali per la disseminazione e presentazione dei risultati di progetto